L’auto, motore dell’economia: muove 175,8 miliardi

di Gerardo Risi

Le quattro ruote si confermano uno degli elementi trainanti dell’economia italiana e sostengono la ripresa. Secondo uno studio dell’Osservatorio Autopromotecnel 2016 sono stati spesi oltre 175 miliardi di euro per l’acquisto e la gestione degli autoveicoli. Si tratta di una cifra impressionante, soprattutto se si pensa che questa imponente spesa è stata superiore del 2,6% a quella del 2015 (quando la somma di tutte le voci di spesa aveva raggiunto i 171,2 miliardi) e che equivale al 10,5% del Pil italiano.


Crescono le vendite 

Dallo studio emerge come tra il 2015 e il 2016 tutte le voci di spesa siano aumentate, eccetto quelle relative al carburante e alle coperture assicurative. Nello specifico, suddividendo il totale della spesa per le singole voci risulta una classifica ben precisa. Al primo posto si piazza l’esborso per i carburanti, che nel 2016 sono costati agli italiani ben 50,6 miliardi di euro (con un’incidenza complessiva sul totale della spesa per gli autoveicoli del 28,8%), a fronte però di un calo dell’8,9% rispetto al 2015 dovuto alla diminuzione dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. La seconda voce di spesa è quella legata agli acquisti di autoveicoli, a cui nel 2016 son stati destinati 45 miliardi di euro, contro i 37 del 2015. L’incremento è notevole (+21,8%) ed è determinato non solo dalla crescita delle vendite auto del 2016 (+15,9%), ma anche dall’aumento delle immatricolazioni di veicoli commerciali (+49%), veicoli industriali (+52,2%) e autobus (+18,6%).

 

 

 Sale la spese per le manutenzione 

La terza voce di spesa più rilevante è quella relativa alle manutenzioni e riparazioni degli autoveicoli. Assorbe oltre un quinto della spesa globale, pari a 36,6 miliardi di euro (nel 2015 erano 35,2 miliardi di euro), in crescita del 3,9%. L’incremento è legato a diversi fattori: l’esecuzione di operazioni rimandate durante la crisi, l’incremento del parco auto circolante e, in lieve misura, la crescita dei prezzi. Al quarto posto troviamo l’esborso per i premi di assicurazione Rca, incendio e furto. Nel 2016, l’importo che famiglie e imprese hanno corrisposto alle società di assicurazione è stato di 17,9 miliardi di euro, in diminuzione del 3,5% rispetto ai 18,6 miliardi di euro pagati nel 2015. Il calo è legato al buon andamento della sinistrosità degli ultimi anni, determinato in larga misura, a sua volta, dal miglioramento della sicurezza attiva e passiva dei veicoli.

 

 Le voci “minori” 

Passando alle voci “minori”, nella lista della spesa troviamo i ricoveri e i parcheggi, a cui nel 2016 sono stati destinati 8 miliardi (+1,9% sul 2015). Seguono poi i pedaggi autostradali che hanno assorbito 7,7 miliardi, con una crescita del 4,4% sul 2015 dovuta ad un’intensificazione del traffico e, in misura modesta, anche ad adeguamenti tariffari. Chiudono la graduatoria le tasse automobilistiche (che hanno dato al sistema un gettito di 6 miliardi, +1,5%) e i pneumatici, a cui sono stati destinati 3,8 miliardi (+3,9%). 

 

E intanto l’auto “connessa” rivoluziona il mercato

Il settore dell’auto è in ripresa, crescono le vendite, ma le sfide che il mercato dovrà affrontare nei prossimi anni sono tante, a partire da quella tecnologica. L’auto a guida autonoma, per ora, resta ancora tra le grandi promesse del futuro, ma intanto le vetture “connesse” sono già una realtà. Negli ultimi anni, infatti, sul mercato si trovano sempre più automobili dotate di radar, telecamere, sistemi di diagnostica a distanza e altri strumenti telematici che, grazie alle connessioni internet e ai dispositivi mobili, sono in grado di comunicare con il mondo esterno (con le infrastrutture stradali, con altri veicoli ed altri dispositivi). E l’Europa delle auto connesse si sta avviando a primeggiare nel mondo. Nel 2017, nel Vecchio Continente questo mercato dovrebbe raggiungere i 16,4 miliardi di euro di fatturato e in futuro i volumi d’affari sono destinati ad aumentare considerevolmente, sino alla conquista della leadership mondiale in 5 anni. Nel 2022 l’Europa dovrebbe infatti diventare il primo mercato al mondo per le tecnologie delle auto connesse con un fatturato stimato in 48,4 miliardi di euro (+195,1% rispetto al 2017), mentre gli Usa dovrebbero attestarsi sui 46,5 miliardi di euro (+162,7%). L’area in cui si assisterà all’ incremento maggiore sarà quella dei Paesi Bric, con una crescita del +246%, sino a raggiungere 39,1 miliardi di euro di fatturato, mentre il Giappone evidenzierà un aumento del 225,9%, per raggiungere un fatturato pari a a 8,8 miliardi di euro.