Come spiega Gianluca Di Loreto (Bain & Company), “il messaggio che arriva dai dati è inequivocabile: per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante”

Il settore della mobilità vive una fase di grande discontinuità, ma non nella direzione immaginata negli ultimi anni: la promessa di una “nuova mobilità di massa” fatta di 100% auto elettriche, monopattini per tutti, car sharing al posto dell’auto privata e vendite completamente online si scontra con una realtà molto più lenta, disomogenea e, soprattutto, sempre meno accessibile per i consumatori. Secondo la nuova ricerca “Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada”, realizzata da Aniasa e Bain & Company, l’Italia conferma il ruolo centrale dell’auto privata, mentre le nuove forme di mobilità condivisa restano residuali e l’elettrico cresce in modo diseguale, guidato da incentivi temporanei e campagne commerciali aggressive più che da una domanda davvero matura.
UNA RIVOLUZIONE CHE NON ARRIVA
Lo studio mostra come molti dei trend più raccontati degli ultimi vent’anni (dalle auto vendute interamente online al car sharing come alternativa strutturale alla proprietà) non abbiano generato la discontinuità attesa: l’acquisto dell’auto resta fortemente analogico e di prossimità, con il concessionario locale che rimane il perno del percorso di acquisto. A livello globale, il 62% dei clienti inizia il percorso di acquisto online, ma circa il 90% delle vendite viene comunque finalizzato entro cinque interazioni, prevalentemente offline e in concessionaria: oltre tre quarti degli automobilisti dichiara di voler continuare a concludere l’acquisto di persona. In Italia la mobilità quotidiana continua a ruotare attorno all’auto privata, con oltre il 75% degli utenti che ne fa un uso ricorrente, mentre car sharing, bike sharing, monopattini e taxi rimangono soluzioni di nicchia, utilizzate in modo soprattutto occasionale e da una quota limitata della popolazione.
IL CLIENTE AL VOLANTE
“Il messaggio che arriva dai dati è inequivocabile: per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante. Significa – sottolinea Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive – ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono davvero, da quanto guadagnano e da che cosa si aspettano dall’esperienza d’acquisto. Solo con un’attenzione radicale all’accessibilità economica e a una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica, l’Europa potrà evitare l’uscita di strada e costruire un sistema di mobilità davvero sostenibile, per l’ambiente e per i consumatori”.