L’assicurazione nell’era delle auto intelligenti

di Gerardo Risi

Il mondo dell’auto è sempre più in fermento sulla scia dei rapidi sviluppi in ambito tecnologico (sistemi telematici, di assistenza alla guida e guida autonoma).  In questo contesto anche il settore assicurativo interpreta un ruolo decisivo. Ne parliamo con Paola Carrea, DG di AlfaEvolution Technology (Gruppo Unipol).

 

I progressi della tecnologia nel settore dell’auto stanno avvenendo ad un ritmo sempre più rapido. Negli ultimi anni si è assistito al proliferare di svariate soluzioni che vanno dalle “black box” (scatole nere assicurative) ai sistemi EOBD (European On Board Diagnostic), fino alla nuova gamma di servizi come l’eCall, la guida assistita e, per quanto riguarda il post-vendita automobilistico, la telediagnosi e la diagnosi predittiva. Per non parlare poi delle sperimentazioni sempre più evolute nel campo della sensoristica per la guida autonoma. In questo scenario, il settore assicurativo gioca un ruolo chiave nel processo di adattamento alle tecnologie emergenti. Abbiamo approfondito queste tematiche con Paola Carrea, direttore generale di AlfaEvolution Technology (società del Gruppo Unipol, nata nel 2016 per offrire i propri servizi assicurativi rivolti al mondo dell’auto). 

 

 

L’auto, uno “smartphone con le ruote”

“Oramai l’auto si può considerare come una sorta di ‘smartphone con le ruote’ e sarà destinata ad essere pensata sempre più come un servizio all’interno di nuovi dirompenti paradigmi di mobilità vicini alla sostenibilità – sostiene Carrea –. L’auto diventerà sempre più tecnologica e sicura, anche grazie all’evoluzione di sistemi sempre più sofisticati per la connettività a bordo veicolo. Già a partire dal 2024, ad esempio, quasi tutte le automobili prodotte saranno connesse con scatole telematiche native e attraverso smart device (smartphone, computer palmari, tablet, etc.). In particolare, le nuove scatole nere saranno in grado, in caso di incidente, di chiamare automaticamente l’ambulanza in modo che possa sopraggiungere in meno di 20 minuti, oppure di anticipare al guidatore un imminente guasto del veicolo. La guida parzialmente autonoma, invece, è attesa in Europa già nel 2020 ma con volumi di nicchia. Bisognerà aspettare il 2035 per avere a livello mondiale il 35% di vetture a guida completamente autonoma”. 

 

Implicazioni in ambito assicurativo

In questo contesto, connettività e sicurezza rischiano però di essere due obiettivi in contraddizione se non adeguatamente regolamentati. “Lo scenario di una mobilità in cui avremo su strada auto a guida autonoma ed auto convenzionalmente guidate o con sistemi di ausilio alla guida pone di fatto il tema delle responsabilità – spiega Carrea –. Si prendano ad esempio le cause degli incidenti della Google Car: pochi dovuti al sistema, i più dovuti alle auto guidate convenzionalmente che li hanno causati”. Da questo punto di vista, l’impatto per il settore assicurativo (o l’opportunità) è e sarà enorme. “Bisogna capire il rischio associato alle diverse forme in mobilità e, con le Istituzioni e gli altri attori della filiera (produttori di auto, provider di servizi di infrastrutture Cloud, etc.), regolamentare il tema della responsabilità: quando una vettura a guida autonoma ha un incidente di chi è la colpa? Quando l’auto a guida autonoma passa ad un incrocio con il semaforo rosso chi è responsabile? O ancora: a chi si deve attribuire la responsabilità quando un’auto dotata di sistema Stop&Go causa un tamponamento tra veicoli fermi in coda?”.

 

 

Big data e privacy

Un’altra tematica altrettanto impattante sul mondo assicurativo è quella relativa alla gestione dei cosiddetti “big data” che, in ambito automotive, riguarda nello specifico l’analisi e il monitoraggio dei dati dei veicoli in tempo reale. Oggi, tramite le scatole nere assicurative, è possibile profilare il comportamento degli automobilisti e quindi sviluppare un’ampia gamma di modelli predittivi e schemi di prezzo modellati sui clienti, basandosi sullo storico di guida e sul relativo comportamento dei driver. Naturalmente, la raccolta e lo “sfruttamento” dei dati deve trovare un punto di equilibrio con il rispetto della privacy, che è un tema molto sensibile specialmente nelle aziende. “Recenti analisi di mercato – sottolinea Carrea – hanno evidenziato che, quando si confronta l’atteggiamento dei clienti riguardo la condivisione dei dati personali con aziende di diversi settori, le compagnie assicurative sono fra gli operatori verso cui i clienti sono ben disposti. Detto ciò, la tematica della privacy è da sempre molto sentita ed è oggetto di enorme lavoro nel nostro Gruppo Unipol. Oggi i nostri clienti telematici ci autorizzano all’impiego dei dati ai fini della sempre maggiore sicurezza e protezione. Inoltre, in maniera anticipatoria, ci stiamo già preparando a rispettare il Nuovo Regolamento Europeo in tema di Tutela del Trattamento dei Dati (Privacy) e creare cultura in azienda a tutti i livelli. Questo ci aiuterà a tutelare i clienti e, siamo certi, ci aprirà nuove frontiere di business”.

Gruppo Unipol, a tutta telematica

Il Gruppo Unipol è leader a livello mondiale sui temi della telematica assicurativa per l’auto, con più di tre milioni di clienti che hanno scelto di beneficiare dei vantaggi derivanti dall’installazione della “scatola nera”. Nel 2016 il Gruppo ha investito in AlfaEvolution Technology, società finalizzata all’erogazione di servizi assicurativi non solo per l’auto, ma anche per la casa, il benessere e la salute. “Recentemente – dice Carrea – abbiamo arricchito l’offerta con i servizi VAS (Value Added Sevices). Questi, a breve, saranno integrati dai servizi per aiutare il cliente nella più rapida liquidazione di un incidente stradale o assisterlo secondo regole compliant con la eCall europea. Sulle nostre app, inoltre, il cliente sarà maggiormente supportato con servizi geolocalizzati in funzione di dove si trova (si va dall’intrattenimento/advertising al pagamento). Stiamo inoltre decidendo di utilizzare la telematica come un’importante leva utile a costruire partnership con altre assicurazioni, in modo da garantirci una rete sempre più globale. Infine ci stiamo preparando per collaborare con clienti strategici nell’ambito di nuovi paradigmi di mobilità, come le grandi flotte aziendali e i car maker”.