La telematica contro i costi occulti

di Gianni Antoniella

la-telematica-contro-i-costi-occulti-1Scelto il fornitore, scelti i mezzi, tutto ok? No, è da qui che si inizia un nuovo percorso. Una volta strutturata la flotta il secondo passo è renderla economicamente rilevante. E, a prescindere dalla grandezza e dell’azienda e del parco auto, una gestione vantaggiosa è un traguardo che non è facile raggiungere. Le questioni a cui si deve rispondere sono tante. Si può cominciare dalla classica: chi gestisce i veicoli aziendali? È meglio avere una figura interna che assuma l’onere di come organizzare al meglio l’utilizzo di questi che sono comunque beni strumentali che devono partecipare all’esercizio dell’impresa, come qualunque altro macchinario che si trova in azienda; oppure vale la pena esternalizzare l’onere e chiedere aiuto a chi di questa attività ne ha fatto il proprio core business? Domande che spesso non hanno risposte o almeno non hanno una risposta univoca che vada bene per tutti e per tutto.

 

Combattere i costi occulti e le inefficienze: in questa lotta, che vede i fleet manager protagonisti, la telematica può giocare un ruolo di primo piano, come spiegano i rappresentanti delle aziende che operano in questo campo.Panorama
Per capire, per illuminare il problema abbiamo sentito sei tra i maggiori player del mercato italiano. Realtà diverse con storie diverse che offrono sistemi di gestione originali che non hanno più solo lo scopo di sapere dove in quel momento si trova quel determinato veicolo ma cercano di prosciugare quelle inefficienze, anche occulte, del parco auto che possono pesare in modo determinante sul conto economico. L’obiettivo di tutte le aziende, quindi, è quello di offrire la miglior pianificazione e ottimizzazione anche economica nella gestione dell’intero parco aziendale. Si va così da chi vanta una grande esperienza nell’hardware e nel software per le officine che ora estende alle flotte, è il caso della veneta Texa, alla multinazionale TKT Italia, alla Vanguard System che mette sul piatto della bilancia la sua capacità di interfacciarsi anche con la pubblica amministrazione, alla aggressiva e giovane MyFleetSolution, alla TRK che pur italiana al 100% propone un sistema d’Oltralpe, alla Autobynet che offre un doppio servizio: la gestione della flotta, ma anche la soluzione dei problemi che derivano dalla necessità di aggiungere dotazioni in after market.

 

Veneti all’attacco

Claudio Pavanello, brand manager della trevigiana Texa, ci ha spiegato la strategia aziendale: “In un mercato che cresce a tripla cifra noi ci stiamo inserendo con una struttura collaterale che si chiama Telemobility. E in questa iniziativa mettiamo tutte le nostre conoscenze che nascono dall’esperienza di Texa nella diagnostica computerizzata per le officine. Insomma, applichiamo le conoscenze accumulate con il nostro core alle necessità di chi con le auto, ma anche con furgoni e camion, lavora ogni giorno”. Gli fa eco Andrea Algeri, direttore Business Unit di Telemobility, la branca di Texa che si occupa della gestione flotte: “La nostra forza sta nell’entrare in stretto dialogo con il veicolo. Quando si parla di gestione delle flotte si comincia sempre dalla black box ovvero da quel device che si installa a bordo e che deve raccontare tutto quello di cui è capace. Noi produciamo sia la scatoletta che il software che deve gestire il tutto. Non solo, ma i nostri apparecchi registrano una enorme quantità di dati che poi vengono scaricati e interpretati dal nostro sistema e che danno all’utilizzatore finale, in questo caso chi nell’azienda si deve preoccupare della gestione della flotta, tutte le informazioni utili. E non sono dati dedotti, perché la scatola nera che proponiamo parla direttamente con l’elettronica di bordo e quindi, per esempio, i livelli di consumo derivano direttamente dalle informazioni del flussometro del sistema di alimentazione di quel veicolo. Inoltre il prodotto che proponiamo non usa un sistema chiuso, ma è un open source, la base è Linux e può essere adattato alle esigenze del cliente. Inoltre, per le realtà più grosse possiamo anche prevedere una implementazione autonoma del software da parte di quell’azienda che quindi lo fa proprio e lo gestisce ed evolve in assoluta autonomia. A breve proporremo una evoluzione della nostra black box: non più passivo registla-telematica-contro-i-costi-occulti-2ratore, ma quasi un computer imbarcato in grado di sparare dati già leggibili e quindi facilmente interpretabili”.

 

Giovani e aggressivi

Altro modo per approcciare il mercato è quello di MyFleetSolution. A raccontarcelo è Matteo De Pace, socio fondatore e direttore generale dell’azienda milanese: “Il nostro atout è la conoscenza del problema gestione flotte da dentro. Tutti noi di MyFleetSolution abbiamo esperienze di lungo corso nel mondo del noleggio e della gestione di grandi parchi auto. Per questo noi puntiamo a circoscrivere quelli che sono i costi occulti di una flotta con la possibilità di comprimerli fino al 30 per cento. Grazie al nostro sistema, web based, chiamato MyFleet riusciamo ad aggredire le inerzie e le vischiosità che peggiorano la performance facendo emergere i costi veri togliendo le spese impreviste non per casualità, ma per poca attenzione. Con questo tool si ha la possibilità di intervenire giorno per giorno su quelle spese parassita spesso difficili da individuare anche con sistemi raffinati. I dati, poi, li mettiamo a disposizione del cliente in una striscia continua che può essere consultata, con grande facilità, via internet. la-telematica-contro-i-costi-occulti-3Siamo quindi sempre in pressione e offriamo un servizio evoluto tecnologicamente. Per completare l’offerta abbiamo anche MyCar, un configuratore che consente di gestire la car policy del cliente. E per convincere il mercato abbiamo una politica aziendale molto aggressiva. Sempre nel rispetto, però, del nostro conto economico”.

 

Multinazionale

Barbara Brambilla, General Manager di TKT Italia, filiale di Traxall International, multinazionale del gruppo Uvet, ha un approccio molto professionale: “Vent’anni di esperienza non sono pochi…TKT è leader italiano nei servizi  e nelle soluzioni di Fleet Management. La sua mission è quella di supportare i clienti per ottimizzare, informatizzare e gestire operativamente in outsourcing o insourcing grandi, medie e piccole flotte di veicoli aziendali. Inoltre TKT è l’unico competitor sul mercato in grado di offrire una completa gamma di servizi di mobility management di alta qualità: fleet management, business travel management, expense note management e MICE (meeting, incentive, congress and event). Grazie alle nostre Dashboard i clienti hanno la possibilità per la prima volta di avere una visibilità integrata sui processi e sui costi dell’intera mobilità del dipendente, così da disegnare strategie che circostanziano i trend futuri.  Il target di TKT è molto elevato e il nostro obiettivo è quello di offrire ai nostri clienti la piena trasparenza e la riduzione del TCO. A brevissimo, inoltre, rilasceremo una nuova piattaforma gestionale completa per le flotte, sviluppata per quelle aziende che non hanno esigenze di esternalizzare la gestione della propria flotta, ma hanno l’esigenza di governarla con i mezzi informatici più moderni che offre il mercato. È un prodotto nuovo, praticamente unico nel suo genere”.

 

Rispetto del cliente

Stare dalla parte del cliente: è la filosofia di Vanguard System, azienda sammarinese di sede, ma rivolta al mercato italiano. E sono il responsabile del marketing Nicola Martelli e uno dei padri di Vectore (il prodotto per le flotte di Vanguard) Roberto Farnè che ci spiegano la essenza di questa piattaforma: “Il nostro approccio al mercato – spiega Martelli – punta soprattutto sul rispetto del cliente e sulla adattabilità di Vectore alle sue esigenze”. “E Vectore – interviene Farnè – presidia tre macro aree di business: il controllo costi, la gestione del mezzo e i movimenti dei veicoli”. “La chiave di volta del sistema – specifica Martelli – è nelle bacheche intelligenti. Con la gestione a controllo elettronico della distribuzione delle chiavi dei veicoli si comprimono tempi morti e tendono a scomparire comportamenti che possono creare danni economici. Sembra curioso, ma con queste bacheche si responsabilizza chi usa quel determinato veicolo e si migliorano non solo l’efficienza, ma anche i rapporti interpersonali fra i colleghi. la-telematica-contro-i-costi-occulti-4E il risultato è una gestione economicamente più vantaggiosa. Ma Vectore non si ferma qui, la possibilità di fornire dati e analisi, anche trasversali è molto ampia e arriva fino alla pianificazione dei viaggi e alla gestione del calendario di utilizzo del mezzo così che non resti fermo. E poi con l’integrazione del sistema due aziende possono anche condividere e gestire in comune un unico parco auto. Un carsharing interaziendale che può creare economie rilevanti. Infine Vectore raccoglie dati dalla flotta e li mette a disposizione del cliente già elaborati secondo le esigenze stabilite”.

 

Tutto via web

La milanese TRK commercializza in Italia la piattaforma Masternaut di origine francese (anche se la casa madre è ora statunitense). Enrico Della Torre, marketing manager punta tutto: “Sul device brevettato che mettiamo a disposizione. Si tratta di un hub telematico, ovvero l’evoluzione della scatola nera, che viene montato a bordo del veicolo senza interferire con i sistemi originali, ma raccoglie i dati funzionali dai sistemi imbarcati. In pratica lo colleghiamo con i cablaggi dove passano le informazioni destinate alle centraline e i dati raccolti vengono direttamente inviati all’unità di controllo centrale. Al cliente noi forniamo una password con la quale si può collegare al sito dove ha uno spazio personale dove può controllare grafici e informazioni sulle performance della sua flotta, inoltre, se richiesto, si possono trasferire queste informazioni anche sulla rete intranet del cliente. Prossimamente avremo anche un nuovo programma di gestione che terrà sotto controllo i big data che altrimenti sarebbero difficili da organizzare. In altre parole passeremo da una piattaforma statica a una dove la personalizzazione diventa assoluta e l’utilizzatore può usarla a seconda delle proprie esigenze arrivando a un raffinato grado di business analisys”.

 

Oltre la flotta

AutobyNet amplia l’offerta della gestione anche agli optional. Il direttore generale, Alberto Finicelli così ci racconta la sua azienda: “Per la gestione della flotta lavoriamo con Tom Tom e Parrot e il nostro prodotto si chiama Fleet Compare. Ma il core della nostra attività sta nella gestione e nella cura per l’installazione di accessori in after market sulle auto di flotta. Soprattutto per quanto riguarda i navigatori e altri strumenti elettronici e no. Chi si rivolge a noi, e fra i nostri clienti ci sono realtà importanti, ha la sicurezza di avere le proprie auto aggiornate in tutto quello che è l’elettronica di supporto. Nell’arco di vita di un’auto in affitto a lungo termine un device come il navigatore invecchia. Bene, noi teniamo aggiornata la dotazione di quel veicolo. In altre parole noi offriamo ai nostri clienti la possibilità di avere in affitto i vari device, dai navigatori alle tablet, e di averli sempre all’ultimo step. Si chiama tecnicamente locazione operativa ed è un vantaggio in più per chi opera in questo settore ottimizzando anche gli investimenti”.