La telematica al servizio del driver

di Andrea Perugia

La telematica al servizio del driverAnche durante l’edizione 2015 di Company Car Drive (che si è tenuta all’Autodromo di Monza il 13 e 14 maggio scorso), oltre a offrire a fleet manager e addetti ai lavori la possibilità di provare su pista le ultime novità di prodotto si è dato ampio spazio al dibattito con un interessante calendario di seminari e workshop.

Nella prima giornata della IV edizione di Company Car Drive un interessante workshop sul tema della connettività mobile legata alla gestione delle flotte. Un uso sempre più diffuso della telematica per garantire il massimo livello di sicurezza al driver e offrire al fleet manager strumenti preziosi per gestire in maniera sempre più efficiente la flotta.Molti gli argomenti trattati fra i quali, nella prima giornata, una tavola rotonda su un argomento di estrema attualità dal titolo “Flotte, driver e connettività mobile”.  L’ingresso sempre più prepotente della telematica nel settore automotive sta incidendo in maniera significativa su aspetti essenziali nella gestione della flotta come sicurezza, analisi del comportamento di guida del driver, riduzione delle emissioni.

Ad aprire il workshop è stato Andrea Algeri, Responsabile Business Unit Telemobility di Texa, il quale ha voluto soffermarsi soprattutto sugli effetti benefici che tutti i sistemi di connettività stanno avendo sulla soddisfazione del driver.

 

Prima di tutto la sicurezza

Paola Carrea, Telematics Director di Magneti Marelli, ha spostato invece l’attenzione sul guidare sicuro. “Tutto si gioca attorno al tema della sicurezza – ha precisato – e il primo passo che dobbiamo compiere è quello di far capire che questo oggetto non deve essere vissuto da parte di tutti noi come una sorta di grande fratello che “scruta” nella nostra vita per giudicare i comportamenti di guida del driver.  Ed è per questo che il messaggio importante che deve passare è quello di utilizzare la telematica, come peraltro ci sta chiedendo di fare la commissione europea, come uno strumento di sicurezza per il driver”. 

La-telematica-al-servizio-del-driver-3Tanta tecnologia nelle nostre auto e conseguente ingresso nel settore delle quattro ruote anche di nuovi player di mercato. Uno dei casi più eclatanti è sicuramente rappresentato da un colosso delle Tlc come Vodafone che, dopo aver acquisito l’italiana Cobra Automotive Technologies, ha creato una vera e propria divisione dedicata all’automotive.

Alla tavola rotonda è intervenuto Roberto Moneda, Direttore Commerciale di Vodafone Automotive. “Il nostro primo obiettivo – ha dichiarato – è quello di far capire ai nostri clienti perché una realtà come Vodafone è voluta entrare in maniera così importante nel mondo delle quattro ruote. In linea con la nostra filosofia il cliente è centrale in tutte le attività che svolgiamo e l’auto deve essere vissuta a tutti gli effetti come un benefit che genera benessere in chi la utilizza. Per questo noi vogliamo poter applicare tutte le potenzialità che il cosiddetto “internet delle cose” ci può garantire. Tutto può essere connesso e noi abbiamo il compito di creare quel legame, a cui siamo già abituati con il telefono, per trasferirlo totalmente nel mezzo.  Ed è per questo che secondo noi l’auto aziendale deve diventare una sorta di telefonino con le ruote”.

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Il tavolo dei relatori del workshop “Flotte, driver e connettività mobile” svolto durante Company Car Drive 2015

Altro passo decisivo è quello di educare il driver, affiancandolo nella guida con strumenti che gli permettano di viaggiare in maniera corretta e consapevole.

 

Un consigliere a bordo

“Il benessere del driver – ha precisato Hans Restini, Country Manager di Coyote Italia – viene coltivato soprattutto migliorando costantemente l’elemento sicurezza. Il sistema Coyote va ad estendere questo concetto, diventando di fatto un vero e proprio copilota del driver. E’ qualcuno che costantemente in auto suggerisce e porta informazioni puntuali e precise a chi è al volante.

Non vi è sicurezza tuttavia se non si sviluppa un senso di responsabilità in chi guida. E’ fondamentale quindi conoscere e rispettare il codice della strada e le norme. E’ altrettanto fondamentale che il driver abbia gli elementi per conoscere quelli che sono i limiti di velocità di un particolare tratto di strada in modo da guidare con maggiore attenzione e con tutte le cautele del caso. Coyote inoltre permette di connettere in tempo reale gli automobilisti tra di loro per fare in modo che ci possa essere una condivisione delle informazioni”.

La-telematica-al-servizio-del-driver-3Alla tavola rotonda non poteva certo mancare un rappresentante delle Case automobilistiche che tanto stanno investendo sull’innovazione. La parola è quindi passata a Massimiliano Gardoni, Responsabile flotte di Mercedes-Benz Italia. “La telematica è sempre stata presente sulle nostre vetture perché rappresenta un elemento fondamentale per il buon funzionamento del mezzo.  Però a mio avvio il ruolo sia di Mercedes che di tutti i costruttori deve essere più ampio. Fondamentalmente le Case devono garantire che tutti i device presenti nelle vetture siano correttamente integrati per poi interagire in maniera omogenea e funzionale. Perché la cosa peggiore che può succedere è che ci siano delle incompatibilità. Mercedes in passato ha lanciato per prima alcuni sistemi di sicurezza fino ad arrivare all’introduzione dell’Intelligent Driving che per noi significa il massimo grado di connessione e di integrazione di tutti i sistemi intelligenti delle vetture per dare ai nostri clienti gli elementi indispensabili per cui si sentano sicuri”.

A chiudere l’intervento Gilda Sanfelici, Operation Manager di ARI Fleet e Vicepresidente di AIAGA, che ha portato nel dibattito l’esperienza diretta del mondo del fleet management.

“Benessere, sicurezza, prevenzione: sono tutti elementi atti a soddisfare le richieste del driver e le esigenze economiche e di mobilità delle aziende. L’obiettivo del Car Fleet Manager è quello di trovare un modo per far coincidere la soddisfazione del cliente con quelle che sono le esigenze aziendali. Il tutto con un approccio proattivo, senza attendere in maniera passiva il verificarsi degli eventi”.