La tassazione sulla ricarica delle auto elettriche

di Stefano Sirocchi

FISCO E DINTORNI – L’ESPERTO RISPONDE
Rubrica a cura di Stefano Sirocchi, dottore commercialista

L’azienda per cui lavoro sta programmando il passaggio alla mobilità elettrica. Per questo vorrei sapere: la ricarica dell’auto elettrica è tassabile per i dipendenti?

Il tema è stato recentemente trattato su molti siti internet a seguito della risposta all’interpello dell’Agenzia Entrate 10.6.2022 n. 329, ma non è stato trattato sempre in modo tecnico e puntuale. Cerchiamo dunque di ripercorrere la fattispecie sottoposta all’amministrazione finanziaria e di verificarne il corretto perimetro di applicazione. Innanzitutto, la società che ha promosso l’interpello afferma che, oltre ad essere sensibile ai temi legati alla cultura della sostenibilità e a effettuare investimenti per aumentare l’efficienza energetica, svolge anche un attento lavoro di informazione nelle proprie aziende, tramite pubblicazioni, attività formative, partecipazione a campagne di comunicazione o sostegno ad iniziative promosse da Ong. Coerentemente con ciò, dichiara di aver rinnovato il parco auto aziendale con veicoli elettrici o ibridi. L’interpello è relativo a una nuova iniziativa diretta a incentivare la mobilità elettrica dei dipendenti anche nell’ambito privato. L’azienda intende riconoscere sei mesi di ricarica gratuita ai lavoratori che acquisteranno auto elettriche. Tale agevolazione, offerta alla generalità dei dipendenti, verrebbe concretizzata attraverso la sottoscrizione di un accordo aziendale che fisserà alcune limitazioni al fine di evitare abusi (ad esempio prevedendo un numero massimo di ricariche).

L’Agenzia delle Entrate ritiene che il caso in esame possa essere inquadrato nella fattispecie di cui al comma 2, lettera f), articolo 51 del Tuir, riguardante «l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti» per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto. Nei casi in cui tali opere o servizi siano messi a disposizione della generalità o di categorie omogenee di dipendenti e riguardino esclusivamente erogazioni in natura per le predette finalità, gli stessi non formano materia imponibile per il percipiente. Tuttavia, l’accento deve essere posto sulla promozione dell’utilizzo delle ricariche elettriche come atteggiamento responsabile dei dipendenti verso l’ambiente. È proprio in tale contesto che le Entrate ravvedono una finalità di educazione ambientale perseguita dall’azienda necessaria per integrare la fattispecie della lettera f), comma 2, art. 51 Tuir. In sintesi, il chiarimento limita molto l’ambito d’azione al caso esaminato. Ciò non solo per le restrizioni che devono essere incluse nell’accordo aziendale, volte ad evitare utilizzi impropri, ma per la temporaneità dell’iniziativa, prevista per la durata di soltanto sei mesi.

È lecito domandarsi se l’esenzione possa essere fatta valere anche per un lasso di tempo più lungo, ad esempio nove o dodici mesi. Considerato lo strumento dell’interpello, non si può sapere se ciò sia possibile, anche se è senz’altro apprezzabile l’apertura dell’amministrazione finanziaria. Ecco uno stralcio dalla risposta dell’Agenzia delle Entrate: “nel presupposto che il servizio di ricarica gratuito che l’Istante intende offrire per sei mesi a tutti i dipendenti che proveranno di avere acquistato auto elettriche, entro un determinato periodo di tempo, utilizzando ove possibile l’energia elettrica prodotta dai propri impianti fotovoltaici o idroelettrici (ovvero, in alternativa, laddove ciò non sia praticabile, stipulando una convenzione con un soggetto terzo fornitore del servizio di ricarica), sia limitato in termini di importo e/o di KW totali di ricariche effettuabili al fine di evitare abusi e soddisfi il requisito della finalità educativa previsto dall’articolo 51, comma 2, lettera f), del Tuir, si ritiene che il relativo benefit possa beneficiare del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente”.