La sicurezza aziendale non passa solo dalla flotta

di Matteo Quagliano

Si parla spesso di sicurezza in relazione alla gestione di una flotta di veicoli. La ricerca della sicurezza aziendale, però, non deve limitarsi alla gestione dei veicoli aziendali, come testimoniano tre importanti dirigenti di grandi multinazionali.

La sicurezza non dovrebbe essere un tema di esclusivo interesse di driver o fleet manager, in quanto direttamente coinvolti nella guida dei veicoli e nella loro gestione. La sicurezza in ogni ambito aziendale deve essere supportata e promossa soprattutto dai vertici aziendali.

Per approfondire come venga considerata la sicurezza all’interno dell’azienda Fleet Europe ha raccolto le impressioni di tre diversi top manager di tre grandi multinazionali (pubblicate in un articolo nel numero 108 del magazine).

PHILIP MORRIS INTERNATIONAL

Csaba Csiszko, Global Head of Health and Safety Sustainability di Philip Morris International: “La sicurezza è diventata parte integrante dell’agenda della sostenibilità. Attualmente il modo in cui le aziende operano richiede processi migliori e massima trasparenza, devono essere elaborati precisi piani aziendali. Una buona politica della sicurezza aziendale si basa sulla fattibilità, sui requisiti, sulle tecnologie, sul comportamento e sugli investimenti previsti: per valutare l’efficacia di una politica della sicurezza bisogna considerare in che misura le persone la applicano. Questo è vero sia per i manager che per i driver, ecco perché è necessario concentrarsi prima sulle persone”.

“La politica della sicurezza deve essere in linea con i valori dell’azienda: il primo passo è ottenere il supporto della leadership, e il resto seguirà. La telematica e la tecnologia si evolvono molto velocemente, ma il fattore umano rimane il fulcro: il comportamento dei conducenti è la chiave, soprattutto dal momento che i nostri conducenti sono lavoratori solitari e sono sulla strada da soli”.

HEINEKEN

Wouter de Gier, Director Global Safety di Heineken: “L’attenzione di Heineken alla sicurezza non è nuova, ma la sfida odierna è incorporare la sicurezza nei normali processi aziendali. La sicurezza non è responsabilità del reparto sicurezza. La sicurezza è un argomento di leadership. Abbiamo implementato la telematica con lo scopo di capire il comportamento dei conducenti perché vediamo che la stragrande maggioranza degli incidenti è causata dalle scelte che l’autista compie durante la guida. Queste scelte sono influenzate da molti fattori: la pressione dei tempi di consegna, il tipo di veicolo, la stanchezza, solo per citarne alcuni”.

“Una buona politica della sicurezza fornisce risultati significativi sull’investimento iniziale, riduce i costi degli incidenti, abbassa i premi assicurativi e conseguentemente i costi di manutenzione. Allo stesso tempo però la sicurezza della flotta richiede un duro lavoro. Se fosse facile come scegliere il posizionamento sugli scaffali, ogni azienda lo farebbe”.

BRITISH & AMERICAN TOBACCO

Velma Baptiste-Destouche, Global Healt and Safety Manager di British and American Tobacco: “Se un’azienda dispone di una flotta di veicoli, è necessario assicurarsi che ci sia una regolare raccolta e analisi dei dati riguardanti la flotta ed i driver. Altrettanto importante è che questi dati vengano poi trasmessi direttamente ai vertici dell’azienda”.

“Segnalare le statistiche sugli incidenti insieme ai dati finanziari è un modo per far capire all’interno dell’azienda quanto sia importante la sicurezza per il business, ponendola sullo stesso piano del risultato finanziario”.