La quarta International Fleet Academy in Florida

di di Giovanni Tortorici - presidente A.I.A.G.A. (Associazione Italiana Acquirenti Gestori Auto aziendali)

Si è tenuta dal 5 al 7 novembre 2014 a Orlando, in Florida, la quarta edizione della “International Fleet Academy”, organizzata da NAFA Fleet Management Association. Tra le relazioni, quella di Giovanni Tortorici dal titolo “European Fleet Trends” che ha avuto come obiettivo quello di fornire ai partecipanti un quadro delle principali strategie e tendenze in atto nei paesi del Vecchio Continente. Ne riportiamo una sintesi.L’International Fleet Academy di NAFA è nota come l’evento mondiale più importante per i professionisti che vogliono approfondire le strategie e le politiche di gestione internazionale dei parchi auto. È un’opportunità unica per i fleet manager di interagire, dibattere e confrontarsi con altri professionisti che si trovano ad affrontare le stesse sfide globali. L’approccio di USA ed Europa per la gestione delle flotte sono diversi ed appaiono interessanti proprio le differenze, probabilmente dovute alla profonda diversità dei rispettivi mercati, ma ora il mercato è globale e quindi bisogna conoscere entrambe le realtà.

 

I servizi

Cominciamo dai servizi per la flotta. Negli USA i servizi sono per lo più venduti in modo disaggregato (unbundling services) e pagati all’occorrenza. Gli europei tendono invece a preferire il pacchetto “tutto incluso” (bundling).

Per i fleet manager americani è importante avere una visione chiara dei costi amministrativi sul modello del TCO, mentre in Europa il fattore di costo più facile da controllare è il budget, anche se sempre più il concetto di fornitore unico per le flotte, con un pacchetto completo di servizi associati, non è la soluzione più conveniente ed operativamente efficiente. I fleet manager europei sono sempre più disposti a procurarsi la soluzione di finanziamento al più basso costo disponibile e scorporare alcuni dei servizi che sono stati tradizionalmente inclusi nel pacchetto di leasing proprio come negli USA. aam17-La quarta International Fleet Academy in FloridaLa soluzione di gestione preferita dai fleet manager europei è al momento quella di stipulare contratti di locazione operativa, con pacchetti che tendenzialmente includono la maggior parte dei servizi.

 

Carburante

Veniamo alla voce carburante. Non è una novità che in USA si paghi meno il carburante rispetto all’Europa e che la benzina sia il carburante più usato per le flotte americane, al contrario dell’Europa dove si predilige il gasolio. La tassa sul carburante è sempre stata bassa negli USA, le imposte sui carburanti in Europa sono al contrario molto elevate, con gli automobilisti in Italia e in altri paesi europei, che pagano fino al 60,5% di tasse sul carburante (la media europea è 46,3%). Ciò significa che in Europa si registra una maggior focalizzazione dei fleet manager sui programmi di comportamento dei driver per ridurre i costi e i consumi di carburante.

 

International Fleet Academy 

Giunta ormai alla quarta edizione, International Fleet Academy, l’evento organizzato da NAFA Fleet Management Association (l‘associazione americana dei fleet manager), è diventata il punto di riferimento per il mondo delle flotte aziendali. Quest’anno la manifestazione ha avuto luogo dal 5 al 7 novembre ad Orlando in Florida. 
Attraverso tavole rotonde, seminari e interventi di esperti, i fleet manager hanno confrontato la propria esperienza con le best practices internazionali di maggior successo. Tra i relatori di spicco erano presenti Kevin Moore (Vicepresidente Automotive OEM Sales presso Telogis), Joe La Rosa (International Vice President di Nafa e Director Global Fleet Services di Merck), Bart Vanham (BVH&C Consulting), Yvan Lupien (Presidente di LogCAN Consulting), Kent Rathwell (Presidente e fondatore di Sun Country Highway). Il tema dell’edizione di quest’anno è stato “Going Global”. In particolare, si è parlato di come le piattaforme di servizi in ambiente cloud avranno un forte effetto di cambiamento sul modo in cui le aziende gestiscono e ottimizzano i beni mobili e i relativi dati; si sono valutati i pro e i contro della strategie di centralizzazione e di decentramento della flotta; si è discusso di come stanno cambiando le dinamiche di mercato a livello mondiale delle fuel card, sia dal punto di vista dei fornitori che dei fleet manager. “Da tempo prestiamo grande attenzione alle strategie globali di gestione delle flotte – dice Phil Russo, Executive Director di NAFA – in un contesto attuale in cui le industrie del settore continuano a crescere oltre i loro confini nazionali e a fondersi con società di altri Paesi, è di capitale importanza che i professionisti del mondo delle flotte possano trovare, anche in tempi rapidi, ciò di cui hanno bisogno per una formazione necessaria e adeguata”. “Lo sviluppo del mercato delle flotte aziendali – dice Giovanni Tortorici, Presidente di A.I.A.G.A. – oggi continua ad essere sempre più caratterizzato da logiche globali. L’International Fleet Academy rappresenta da questo punto di vista una preziosa occasione per ampliare la visione e le competenze dei fleet manager associati, al fine di operare al meglio nei rispettivi mercati”. 

Emissioni

Per quanto riguarda le emissioni, le flotte USA emettono più CO2 di quelle europee. I paesi europei hanno firmato e ratificato il protocollo di Kyoto del 2008, fissando obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. Gli Stati Uniti hanno firmato il protocollo, ma non lo hanno mai ratificato o ne hanno fissato obiettivi di riduzione delle emissioni. In Europa l’introduzione di programmi di riduzione di consumo di carburante (a causa dei suoi costi elevati) ha avuto un impatto positivo anche sulla riduzione delle emissioni nell’UE.

 

Telematica

In Europa i driver sono protetti da rigorose leggi sulla privacy. Queste regole sono spesso utilizzate erroneamente come scudo verso i controlli. I driver negli USA difficilmente hanno aspettative di privacy quando guidano un’auto aziendale. Gli utenti americani possono accedere al cloud quasi dovunque, comprese le loro automobili. I principali sistemi telematici di oggi delle automobili sono in grado di fornire una serie di funzioni estremamente interessanti. Scoprire come è possibile utilizzare il cloud nelle flotte: questo è il prossimo passo per il fleet manager europeo – la nuova frontiera della telematica è il cloud per favorire la raccolta dei dati e la sua applicazione.

 

Fleet Reporting

Ecco un’altra grande differenza. In USA oggi è possibile collegare l’auto ad uno smartphone, attraverso un dispositivo dal costo inferiore a 100 dollari, che si innesta senza problemi nella “porta dati” della diagnostica di cui ogni vettura è ormai dotata da anni. L’auto e lo smartphone si collegheranno automaticamente ogni volta che si guida, in modalità wireless ed i dati fluiranno sul dispositivo mobile.Pensate che potenzialità, un sogno per i gestori di flotte europee, anche perché passare dati in rete ed elaborarli successivamente non è così semplice.

 

Noleggio e Leasing

Negli USA il “prodotto di leasing” preferito è il TRAC (Terminal Rent Adjustment Clause) lease, anche detto leasing open-end, mentre in Europa il prodotto di leasing in crescita è la cosiddetta locazione operativa, chiamata anche leasing chiuso, nel quale il locatore si assume i rischi del valore residuo e dei costi di manutenzione. I costi della flotta in Europa sono particolarmente critici e quindi approfondirne i principali aspetti è per un fleet manager particolarmente stimolante. Inoltre, in Europa, ci sono molte società di leasing e vari fornitori di gestione di flotte di diverse dimensioni, dalle piccole imprese locali, a quelle nazionali per passare a quelle paneuropee con sedi in molte nazioni. Il modello americano invece è quello che prevede di impegnarsi per più anni sulla base di RFP (Request For Proposal) con un unico fornitore, cosa che però non produce in Europa il costo più basso. In Europa tutti i paesi hanno i loro produttori nazionali di automobili favoriti, ed è difficile standardizzare la flotta su una singola marca paneuropea con un’unica società di noleggio. aam17-La quarta International Fleet Academy in Florida 2A rendere ancora più difficoltoso il lavoro del fleet manager europeo, c’è la volatilità delle offerte che non superano di solito i 30 giorni di validità.

 

Car Policy 

In USA le car policy sono rigorose e rigide, mentre in Europa si hanno molte più scelte. Con i veicoli considerati come strumenti di lavoro, in USA, la selezione è molto semplice, mentre in Europa la scelta dell’auto serve anche a fidelizzare il dipendente. Sempre più aziende però stanno limitando la loro scelta di costruttori di veicoli, come parte di una politica della flotta che tende ad una maggiore armonizzazione in modo da poter avere volumi necessari per cercare una riduzione dei costi, anche se il mercato non è unico ed ogni paese usa un diverso allestimento per la stessa auto (anche con lo stesso identico nome), con l’aggiunta di un prezzo differente che rende la cosa difficoltosa se non si hanno volumi consistenti nell’ambito della stessa nazione. La volatilità dei prezzi porta ad una logica necessità di spezzare la fornitura su più società di noleggio, anche perché le aziende di noleggio hanno diversi livelli di servizio/offerta di prodotti per singolo paese (ricordiamo che in Europa parliamo almeno 20 lingue ufficiali).

 

I temi comuni USA-Europa

È davvero importante riconoscere che i mercati sono diversi in tutto il mondo, e la strategia aziendale dovrebbe riflettere un equilibrio tra la filosofia aziendale globale, e le culture locali dove opera. Le multinazionali europee sono alla ricerca di una copertura e di una centralizzazione delle car policy internazionali, ma sono anche alla ricerca di maggiore esperienze e conoscenze dei mercati locali, cercando di ottimizzare la loro “flotta globale”. Gestire una flotta non significa solo acquisire automobili in blocco dai costruttori, ma include anche l’acquisizione di servizi, quindi ragionare in termini di volumi di flotta nel mondo potrebbe non portare ai risultati attesi, specialmente su flotte che non hanno numeri importanti, ossia numerosità di vetture a 5 cifre. In definitiva quello che le aziende europee chiedono è il saving. Possiamo lavorare su due fronti: la gestione del carburante ed il comportamento dei driver. La volatilità dei prezzi della benzina e del gasolio ci dà un riscontro di come rapidamente il carburante può aumentare notevolmente le spese di gestione della flotta. Questo è un problema comune in UE e USA. Probabilmente, la migliore strategia per ridurre i costi del carburante sta nell’utilizzo di un minor numero di cilindri, trasmissioni più veloci, trazione 4×2 invece di 4×4 e di veicoli più piccoli in genere, oltre al mantenimento in perfetta efficienza del veicolo e dei suoi componenti (ad esempio i pneumatici).

Non dimentichiamo però che il fleet manager deve attenersi alla car policy e che questa spesso non è sotto il suo controllo. Educare i conducenti non è così facile come sembra. L’eco-drive è senza dubbio una soluzione per ridurre il consumo annuo di carburante e quindi ridurre i costi operativi e di conseguenza le emissioni. Ma come fare? Utilizzando soluzioni telematiche e per esempio ottimizzando i percorsi tramite GPS, le aziende possono diminuire del costo del carburante, riducendo in modo significativo i chilometri effettuati, con una pianificazione intelligente dei percorsi, a velocità ridotta, e controllando l’inattività del veicolo in modo strumentale.aam17-La quarta International Fleet Academy in Florida 3