La prevenzione dei fattori di rischio delle flotte aziendali

di Ermanno Molinari

AAM16-La prevenzione dei fattori di rischio delle flotte aziendali-1La capacità di controllare e di migliorare il profilo di rischio della flotta, oltre che sui costi diretti ed indiretti dell’incidentalità, sui consumi e sull’efficienza, incide positivamente sui premi assicurativi. E’ proprio questa una delle ragioni della crescente attenzione delle aziende ai fattori di sicurezza ed efficienza del proprio parco auto. Per raggiungere questi obiettivi, occorre però che all’interno dell’azienda siano poste le basi per lo sviluppo di una vera e propria “cultura organizzativa della sicurezza su strada”, basata su politiche attive di gestione dei rischi stradali, su prassi operative e su procedure tali da assicurare che i driver siano sempre in condizioni di guidare (anche modificando i propri comportamenti negativi di guida) i mezzi aziendali in piena sicurezza. Un obiettivo, quello della sicurezza della flotta, che richiede certamente molto tempo e presuppone l’attivazione di una varietà di metodi e strumenti quali: regole precise e relative sanzioni, formazione, comunicazione interna, azioni di sensibilizzazione, periodici controlli sanitari, corsi di guida sicura.

[adrotate group=”3″]La prevenzione dei rischi
In base a questo approccio, le aziende passano dalla semplice gestione dell’incidentalità ad una più compiuta attività di prevenzione dei fattori di rischio. Molte sono già le aziende orientate alla ricerca di soluzioni complessive per la sicurezza delle proprie flotte, ciò secondo la ormai diffusa convinzione che la “gestione degli incidenti” assuma sempre più precisamente il significato di gestione dei fattori di rischio. La differenza è evidente: la mera gestione dell’incidentalità è una modalità solo reattiva, il cosiddetto fleet risk management presuppone invece la prevenzione e comporta l’utilizzo e l’analisi dei dati per determinare, ad esempio, quali driver, o categorie di driver, hanno più probabilità di avere incidenti, e quali azioni specifiche occorra adottare per evitarli. Gestione dell’incidentalità e gestione del rischio, quindi, non sono in conflitto, Il fleet risk management è un’attività di prevenzione proposta dalle compagnie assicurative per le flotte aziendali. Gli incidenti, oltre a comportare elevati costi umani, espongono infatti l’azienda a rischi altissimi (in particolare per i costi indiretti). Questi temi saranno approfonditi nel corso di Fleet Manager Academy.ma sono complementari. In sostanza, mentre la gestione degli incidenti è un servizio definito, la gestione del rischio è un’attività di maggiore complessità in quanto lo sviluppo di processi per affrontare e mitigare i rischi connessi con la fornitura e l’utilizzo dei veicoli aziendali, deve associare sia il fattore sicurezza del mezzo sia il fattore umano.

Il ruolo della Car Policy
Nel caso delle flotte aziendali la prevenzione del rischio inizia quindi già a partire dalla definizione della policy. Nel documento di car policy deve infatti emergere con grande chiarezza ciò che viene richiesto ai driver, cosa possono attendersi in materia di sicurezza e quali sono le conseguenze a loro carico nel caso di violazione della policy. I conducenti devono cioè capire che, anche se è l’azienda che fornisce lo “strumento veicolo aziendale”, essi sono responsabili per il loro comportamento al volante. E di pari passo alla crescita della consapevolezza del valore della gestione del rischio da parte dei fleet manager si sviluppa anche il mercato dei fornitori di servizi telematici che sono in grado di mettere a disposizione sofisticati programmi e soluzioni tecnologiche innovative a favore delle esigenze di sicurezza delle flotte e dei driver aziendali. AAM16-La-prevenzione-dei-fattori-di-rischio-delle-flotte-aziendali4Ed in questo senso l’obiettivo di aumentare la sicurezza per driver ed autoveicoli si combina opportunamente con l’utilizzo di innovativi dispositivi tecnologici.

La telematica e la sicurezza delle flotte
Una disponibilità, quella dei dispositivi telematici, che concorre infatti a migliorare la gestione dei veicoli aziendali, i comportamenti di guida dei driver ed aumentare in generale la sicurezza.Concretamente si tratta di installare su tutti i veicoli specifici dispositivi che consentono, ad esempio, di mettere a disposizione dei fleet manager (attraverso un’apposita piattaforma che elabora informazioni in tempo reale sui percorsi, fornisce indicazioni sulla localizzazione dei mezzi, sugli stili di guida dei driver, sulle performance in termini di consumi…) una puntuale “reportistica” che opportunamente analizzata consente di ridurre i consumi di carburante, le spese di manutenzione e riparazione dei veicoli e, ovviamente, di migliorare significativamente le performance in termini di sicurezza dei driver. AAM16-La prevenzione dei fattori di rischio delle flotte aziendali2Senza dimenticare altri fondamentali servizi che la moderna tecnologia telematica mette a disposizione delle flotte, come l’antifurto satellitare, i sensori di incidente con chiamata automatica dei soccorsi, l’interazione diretta con una centrale operativa in caso di guasto e di fermo del veicolo

La riduzione dei premi assicurativi in un’ottica di fleet risk management
La possibilità di controllare e migliorare il profilo di rischio della flotta, come si diceva, è in grado di incidere positivamente anche sul livello dei premi assicurativi. Per questo è importante che i fleet manager determinino il tipo di soluzione assicurativa più idonea proprio in considerazione del profilo di rischio della propria flotta. “Un’adeguata e costante analisi della sinistrosità e dei costi relativi sia quelli attuali che quelli previsti –  dice Gilda Sanfelici, Gestore della flotta di ARI Fleet e Vice Presidente di A.I.A.G.A. –   aiuta certamente a determinare la soluzione assicurativa più idonea alla propria flotta.  Difatti, non è sempre facile individuare i reali fattori di rischio, un esercizio indispensabile per impostare azioni correttive verso i drivers (Car Policy), ma anche verso i fornitori. Le soluzioni da adottare e da proporre al management aziendale –  sempre molto attento ai costi –   possono essere diverse, anche in base ai parametri di storicità ed alla sinistrosità di flotta proiettati sul medio e lungo periodo. Le diverse criticità nell’effettuare una corretta analisi dei costi, portano spesso a non considerare l’esclusione della parte assicurativa dal canone di noleggio, elemento di spesa “costante”, ma rilevante nel computo dei vari servizi offerti dagli operatori.

A Fleet manager academy
La prevenzione dei fattori di rischio
Il 21 ottobre a Verona nel corso di Fleet Manager Academy alle 10.30 nella Sala Vivaldi si terrà un seminario su: “La prevenzione dei fattori di rischio delle flotte di auto aziendali”.Per informazioni ed iscrizioni:
https://www.autoaziendalimagazine.it/fleet-manager-academy-ottobre-2014/.

Inoltre, non sempre si è in grado di realizzare una standardizzazione dei costi (come ad esempio le franchigie e/o gli addebiti a fine leasing). In un’ottica di ottimizzazione, pertanto, proposte differenti da quella dell’inclusione dei costi assicurativi all’interno del canone di noleggio possono pertanto, con un occhio vigile alla dinamicità del mercato assicurativo specie di quello italiano, essere prese in considerazione”.
Come noto, gran parte del costo dei premi assicurativi delle flotte è determinato dal costo dei sinistri, pertanto l’obiettivo prioritario per i fleet manager deve essere quello della riduzione dei tassi di incidentalità. Il tema da questo punto di vista è quello di avere una modalità ed un approccio di gestione dei rischi che si avvantaggi dei dati generati dalle strumentazioni telematiche connesse al monitoraggio ed al miglioramento della gestione della flotta. “In quest’ottica – dice Silvano Rinaldi, Presidente Regionale Emilia-Romagna di ANAPA (Associazione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione) – compagnie di assicurazione/intermediari assicurativi e fleet manager, AAM16-La prevenzione dei fattori di rischio delle flotte aziendali3operando in partnership, potranno utilizzare dati reali sui comportamenti dei driver, focalizzandosi sui benefici che possono derivarne agli stessi driver ed all’azienda in termini di maggiore sicurezza, individuando poi soprattutto le migliori soluzioni in termini di risparmio di carburante e di consumi, ed ovviamente in termini di sicurezza dei conducenti e di riduzione dell’incidentalità”. Si tratta, in altre parole, di un approccio che deve diventare una parte del DNA dell’azienda e l’obiettivo praticabile, per le flotte che saranno in grado di ridurre la propria sinistrosità, sarà poi proprio quello di ridurre i premi e magari anche la possibilità di rivedere il livello di assicurazione stipulata per la propria flotta su basi più razionali e consapevoli.