La mobilità e l’integrazione che funziona

Al BizTravel Lab fari punti sulla convergenza di fleet, mobility e travel manager con Aiaga, Osservatorio Top Thousand e Aitmm

Una giornata di confronto per capire come stanno evolvendo travel, mobility e hospitality in uno scenario internazionale sempre più complesso e dinamico. È stato questo l’obiettivo del BizTravel Lab, l’evento organizzato da Uvet all’UNA Hotels San Lazzaro, che ha riunito travel manager, fleet manager, responsabili HR, mobility manager e operatori del settore per condividere visioni strategiche, dati di mercato e casi concreti.

Il filo conduttore è stato chiaro: trasformare i cambiamenti che stanno interessando la mobilità aziendale in opportunità di crescita, attraverso un approccio sempre più integrato e orientato all’efficienza. Tra gli appuntamenti più seguiti della giornata, la tavola rotonda “Fleet, Mobility, Travel: l’integrazione che funziona” ha affrontato uno dei temi oggi più rilevanti per le aziende: la convergenza tra gestione delle flotte, mobilità dei dipendenti e business travel. Un’integrazione che promette benefici concreti in termini di maggiore efficienza organizzativa, riduzione dei costi e semplificazione dei processi, superando la tradizionale gestione a silos delle diverse funzioni aziendali. Ad aprire il confronto è stato Vincenzo Conte, direttore di Auto Aziendali magazine, che ha presentato i risultati di una ricerca originale realizzata su un campione di 100 aziende italiane. I dati fotografano un settore consapevole delle opportunità offerte da un approccio integrato, ma ancora nelle fasi iniziali del cambiamento.

Secondo l’indagine, l’81% dei manager intervistati ritiene infatti che flotta aziendale, mobilità casa-lavoro e trasferte condividano elementi tali da favorire un’integrazione gestionale. Tuttavia, soltanto il 25% delle aziende ha già avviato un percorso concreto in questa direzione, evidenziando come esista ancora un significativo margine di sviluppo. Il dibattito ha approfondito le ragioni di questo divario tra consapevolezza e attuazione, analizzando le principali criticità organizzative ma anche gli strumenti oggi disponibili per costruire modelli di mobilità più coordinati, sostenibili e digitalizzati. Secondo Laura Echino, presidente di Aiaga, “bisogna lavorare tutti insieme per accrescere la conoscenza dell’importanza della mobilità. Ci sono aziende grandi con organizzazioni consistenti, che hanno già intrapreso un percorso. Ma l’Italia è fatta soprattutto di realtà di piccole dimensioni: bisogna aiutare loro. Finora abbiamo gestito auto e bus, adesso bisogna iniziare a pensare alle esigenze delle persone”. Per Maurizio Capogrosso, presidente di Osservatorio Top Thousand, “l’integrazione va avanti, ma ci sarà sempre una maggiore compressione dei costi e quindi dell’ampiezza dei ruoli; tuttavia, la capacità di rimanere leader comporta analisi profonde”. Per Ivano Gallino, presidente di Aitmm, l’associazione italiana travel e mobililty manager, “sicuramente è positivo che ben l’81% delle aziende sia consapevole dell’importanza dell’integrazione. Il problema sono le varie interferenze lungo il cammino, come per esempio anche la mancanza di professionisti in grado di portare avanti il cambiamento”.