La Linea DS ha fatto centro: già 300 mila unità vendute

di Roberto Mazzanti

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 Citroën ha rispolverato un mito del passato, la DS, per dare vita ad una serie di modelli Premium: DS3, DS4, DS5, con varianti Cabrio, Racing ed Electro Shot. Nella prova su strada convincenti le qualità di DS5, che si presenta anche in un’interessante versione ibrida.Qualcuno l’ha chiamata “Operazione nostalgia”, altri in maniera più pragmatica l’hanno definita la via Citroën ai modelli Premium. Parliamo della Linea DS che si richiama alla vettura che dal 1955 al ’75 creò il mito della Casa francese, un concentrato di tecnologia e di stile che fece fare un salto in avanti a tutto il mondo dell’auto, tanto era innovativa ed anticonformista: la mitica DS. Aveva una carrozzeria che si distingueva da tutte le altre per originalità e soprattutto proponeva un tipo rivoluzionario di sospensioni (idropneumatiche) che mantenevano l’abitacolo sempre alla medesima distanza dal fondo stradale.

Il meglio
Da questo modello-mito ha preso lo spunto 35 anni dopo la Linea DS, complementare alla gamma principale Citroën, nella quale la Casa francese ha concentrato il meglio della sua competenza tecnica in termini di creatività e di innovazione tecnologica. Il 2010 fu l’anno del debutto di DS3, a dodici mesi di distanza ha esordito DS4 e dopo altri dodici mesi è toccato alla DS5, al passo con i tempi grazie anche alla versione ibrida. In poco meno di tre anni sono stati 300 mila gli esemplari venduti e questo successo ha promosso la Linea DS a espressione del lusso automobilistico alla francese, grazie ad uno stile unico e raffinato che suscita emozioni ed esalta l’immaginazione.
La famiglia DS si è allargata di recente con l’arrivo della DS Cabrio dal tetto decappottabile elettricamente in tela; della DS3 Racing omaggio agli 8 titoli di campione del mondo rally Costruttori e ai 9 titoli di campioni del mondo Piloti e Copiloti di Sebastien Loeb e Daniel Elena; della DS4 Electro Shot che inaugura il bicolore con tetto e spoiler nero lucido abbinati a fasce laterali delle porte e cerchi in alluminio da 17” dello stesso colore. Quest’ultima versione è la prima ad uscire dalla nuova officina di personalizzazione del sito produttivo di Mulhouse in Francia.

imageForte personalità
Mentre per DS3 e DS4 il richiamo a C3 e C4 è quasi immediato, con DS5 ci troviamo di fronte ad un modello che sfugge ad ogni tipo di classificazione (un po’ monovolume, un po’ coupè, un po’ station wagon), caratterizzato da un design che esprime una forte personalità per via di una linea da auto sportiva ma con le quattro porte ed il portellone dietro, seppure di dimensioni contenute e dal lunotto inclinato. Ed è proprio questo il modello scelto per la nostra prova su strada. Un condensato di stile in 4,53 metri. Perché all’originalità della linea esterna corrisponde nella DS5 un abitacolo altrettanto inedito, comodo ed accogliente, ma ispirato, soprattutto nei due posti davanti, alla cabina di pilotaggio di un aereo e non solo per l’Head-up display (il sistema che proietta sul parabrezza davanti agli occhi del pilota i dati tecnici significativi come velocità, direzione di marcia del navigatore e via dicendo) ma soprattutto per il particolare che per azionare il sistema occorre agire su tre levette poste in alto nella consolle attaccata al tetto. Sembra davvero di imitare l’azione di un pilota: alzando il braccio destro si agisce prima su una levetta per accendere l’Head-up display, quindi su una seconda levetta per regolarne la posizione, infine sulla terza per la luminosità del sistema.

Abitacolo lussuoso
Il volante ha la base piatta come in Formula Uno; il cruscotto è caratterizzato da due ampi indicatori con luce blu di fondo ed un grande display per i dati del computer di bordo; il tunnel ospita la leva del cambio, la manopola per la gestione di impianto multimediale, navigatore, autoradio, vivavoce, i tasti dei vetri elettrici anteriori e posteriori; nella consolle troviamo il display del navigatore ed i comandi della climatizzazione bi-zona nonché il tasto per l’avvio. Il tutto in dimensioni maxi e con una grafica ultra moderna. L’unico omaggio al passato è rappresentato da un piccolo orologio analogico sistemato appena sopra il tasto dell’avvio del motore. Se l’obiettivo dei designer era quello di realizzare un abitacolo lussuoso da segmento Premium ma al tempo stesso unico ed originale possiamo affermare che ci sono riusciti in pieno, soprattutto nella versione Sport Chic con sedili in pelle e massaggio incorporato. Ma è nell’insieme che l’abitacolo della DS5 non trova paragoni con altri modelli. Il parabrezza molto inclinato ed i due montanti affiancati lo rendono simile ad una cabina di pilotaggio così come il classico tetto di cristallo si differenzia per essere diviso da una lunga plancia portaoggetti che ospita, oltre alle tre levette dell’Head-up display, i tasti per le tendine che oscurano il tetto stesso e quello che fa lampeggiare le luci di posizione. Accanto alla piccola leva del cambio si trovano infine i tasti per la modalità sportiva e per le partenze sulla neve. La linea è quella della famiglia DS nel frontale (fari a sviluppo orizzontale, calandra sporgente con il doppio Chevron cromato e due prese d’aria, antinebbia inseriti in basso). Di originale c’è la lunga striscia cromata che va dal vertice dei fari al secondo montante del parabrezza. Le portiere dispongono di un’ampia apertura. Una volta dentro si apprezza lo spazio a disposizione. Dietro, il tetto termina con uno spoiler che comprende la terza luce di stop a led: il lunotto inclinato è di dimensioni ridotte, le luci sono grandi sulle fiancate e strette nella parte che riguarda il portellone. Il portabagagli ha una capacità di 468 litri con la possibilità di aumentarli abbattendo il sedile posteriore. Caratteristici i doppi scarichi di dimensioni generose alle due estremità della carrozzeria, sovrastati da una modanatura cromata, così come cromati sono i terminali.

Su strada
Abbiamo descritto i dettagli che in una vettura del genere sono importanti. Ora restano due argomenti decisivi: i motori e il comportamento su strada. Il propulsore della nostra prova è il supercollaudato 2 litri da 163 cv con una coppia generosa di 340 Nm, evoluzione di un’unità dotata di basamento in ghisa, iniezione common rail a 2000 bar, turbo a geometria variabile. Velocità massima: 212 km/h; accelerazione: 10,1” da 0 a 100, percorrenza media di 17 km con un litro di gasolio, emissioni di CO2: 154 g/km. In alternativa la scelta dei motori passa attraverso il collaudato 1.6 litri HDi con 114 cv o i benzina 1.6 THP (156 cv e 200 cv) nonché l’interessante Hybrid4 con 200 cv e un motore elettrico che aziona le ruote posteriori, mentre la trazione alle anteriori è fornita dal diesel da 163 cv secondo uno schema già sperimentato con la Peugeot 3008.
DS5 ha sospensioni a molla elicoidale-ammortizzatore idraulico con taratura rigida; ne guadagna l’assetto che oscilla tra il neutro ed il sottosterzante con una eccellente agilità di guida e traiettorie che non hanno bisogno di tcorrezioni. Il Cx è più che discreto (0,30). Nell’abitacolo il comfort acustico è superiore alla media della categoria. Ottimo infine il cambio manuale a 6 rapporti con una menzione speciale per l’automatico con convertitore di coppia, dolcissimo nei passaggi di marcia.

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