La Gen Z? È ancora legata all’auto (nonostante tutto)

Secondo EY, l’87% indica l’auto privata tra i mezzi utilizzati, mentre cresce l’interesse per servizi connessi, come l’assistenza alla guida e alla navigazione e l’intrattenimento

A dispetto di qualche luogo comune, che la vede sempre più lontana dal mito dell’auto come uno dei principali principali status sociali, la cosiddetta Generazione Z, ossia di quelli nati tra fine anni ’90 e i primi anni 2010, sembrano in realtà ancora molto legati alle quattro ruote. Lo segnala l’EY Mobility Consumer Index 2025: l’87% degli appartenenti a questa coorte demografica indica infatti l’auto privata tra i mezzi utilizzati, mentre cresce l’interesse per servizi connessi come l’assistenza alla guida e alla navigazione e intrattenimento. Oltre il 70% degli utenti è inoltre favorevole a condividere dati, se riceve valore in cambio e assicurazioni su trasparenza ed etica nella gestione. La mobilità connessa è spinta da una pressione sempre più evidente sulle città e sulle abitudini di spostamento. Entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane; negli ultimi vent’anni il traffico automobilistico è cresciuto di circa il 20% e nelle grandi città si perdono fino a 70 ore l’anno nel traffico.

“Il futuro non sarà fatto solo da veicoli migliori: saranno gli ecosistemi intorno al veicolo a dover migliorare. I dati e l’impiego dell’AI costituiranno la nuova grammatica per il linguaggio della mobilità e saranno la base per lo sviluppo di nuovi servizi – ha spiegato Giovanni Passalacqua, Consulting Automotive Leader di EY Italia – Per gli operatori del settore sarà fondamentale lavorare su costituzione di partnership, ancor prima dello sviluppo di nuovi prodotti, in quanto la capacità di orchestrare un ecosistema è una competenza che si costruisce nel tempo”.