Kia Sportage a Gpl: viaggiare in libertà spendendo poco

di Paolo Artemi

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Al volante del bestseller della Casa coreana che continua a crescere su tutti i mercati. Con l’alimentazione bifuel le prestazioni rimangono intatte e si va da Milano a Reggio Calabria no-stop. Per questa versione la Kia Sportage è soltanto a trazione anteriore. Calano sensibilmente i costi di gestione.

La Kia Sportage ha vent’anni ma, giunta com’è alla terza generazione, non li dimostra proprio per niente. Perché questa Suv compatta, lunga 4,44 metri, è stata via via completamente rivoluzionata, fino ad arrivare al maquillage dell’ultima versione, che si differenzia da quella precedente per la calandra ottagonale a naso di tigre, che adesso ha un disegno a nido d’ape ed è color nero lucido, per i fari posteriori a led e per i nuovi cerchi in lega. imagePochi azzeccati interventi estetici all’insegna del motto «auto che vince non si cambia (troppo)»: la Sportage è, infatti, il modello della casa coreana più diffuso in Europa (89.553 esemplari consegnati soltanto nel 2013) e fa registrare ogni anno incrementi di vendite nell’ordine del 10% in tempi in cui il segno meno continua a imperare. E se fin qui ne abbiamo valutato il successo a suon di numeri, ovvero in base alla quantità, anche la qualità non scherza: l’alfiere del marchio Kia è risultata prima nel gradimento degli automobilisti tedeschi nella categoria dei Suv compatti in una ricerca che teneva conto soprattutto dei giudizi sull’affidabilità e sui costi di esercizio.

Su strada
Proprio l’analisi di questi ultimi è stata la spina dorsale della prova su strada. L’esemplare messo sotto la lente, infatti, è ancora più “risparmioso”, perché dotato della doppia alimentazione benzina-Gpl applicata al motore da 1.600 centimetri cubi che eroga una potenza di 135 cavalli a un regime di rotazione di 6780 giri/minuto. L’allestimento è quello top di gamma denominato Class, che implica un prezzo di listino di 25.750 euro, ma offre in cambio dotazioni di serie di alto livello, che si cominciano ad apprezzare appena entrati nell’abitacolo.

Capitolo emissioni…
Prima di accendere l’auto, un’occhiata alla scheda tecnica della vettura, che mette a posto con la parte verde della coscienza: quando va a gas la Sportage emette il 10% in meno di anidride carbonica e abbatte i livelli di particolato, ovvero dell’incubo degli assessori al traffico delle grandi città, di ben 50 volte. Tutto merito della piemontese Brc, l’azienda che ha progettato il sistema che prevede l’iniezione diretta del gas nella camera di combustione e non nel collettore di aspirazione come avviene nella stragrande maggioranza dei casi.
Le sospensioni sono morbide, nel senso che assicurano un buon comfort di marcia ma, nello stesso tempo, garantiscono una buona tenuta in curva senza fastidiosi rollii.

imagePer sentire cantare il motore come si deve occorre spingere la lancetta del contagiri oltre quota 3.500 giri. Naturalmente stiamo andando a Gpl. Grazie ai «numeri» tecnologici degli ingegneri della Brc la potenza resta intatta e i 135 cavalli sono più che sufficienti ad affrontare le strade di oggi, piene come sono di autovelox, tutor e altre diavolerie messe al servizio delle multe per eccesso di velocità.

… e consumi
Gasare i pistoni significa consumare il 20% in più rispetto a quando li si inebria con la benzina, dato che si concretizza in una percorrenza media di circa 11,5 chilometri con un litro di Gpl. Bisogna però considerare che il carburante al momento della prova in Italia veniva venduto in media a 73,5 centesimi di euro al litro. Così i 14,7 chilometri/litro che si percorrono con la verde vanno lasciati per le emergenze, cioè per quando la bombola è quasi vuota. Fatto che avviene, se si parte con il pieno, dopo circa 450 chilometri, secondo i dati ufficiali. Un’annotazione per chi ama guidare alla camionista, cioè senza fermarsi mai dalla partenza al traguardo: con questa Sportage si possono macinare oltre 1.200 chilometri (450 a gas, 810 a benzina) senza fare rifornimento, come dire che si può coprire tutta d’un fiato la tratta Milano-Reggio Calabria, conservando ancora la possibilità di fare un giretto nella città calabrese oppure, se si punta il muso dell’auto in direzione nord, si arriva nei sobborghi di Copenhagen senza neanche prendere un caffè.
La nostra prova, invece, è condotta all’insegna del prendersela comoda e prevede quindi varie soste intermedie. Nel corso delle quali va tenuto presente che le vetture a Gpl sono soggette ad alcune limitazioni, che sono compensate da una garanzia lunga sette anni (o 150mila chilometri) che sembra fatta apposta per chi dovesse diffidare del sistema che consente di partire direttamente a Gpl e non, come avveniva in passato, percorrendo i primi chilometri a benzina.
Se il tempo volge al peggio si lancia qualche critica alla scelta di casa Kia di proporre la sua benzina+Gpl solo con la trazione anteriore, riservando quella integrale alle alimentazioni tradizionali, ma si scopre, comunque, che tiene bene la strada. In compenso il climatizzatore automatico bizona compie alla perfezione il suo dovere, contribuendo a un comfort di marcia ottimo per due persone e più che discreto per quattro.

Affidabilità al top
Non resta che esaminare il bagagliaio, che così com’è ha una capienza di circa 560 litri, la bocca di carico squadrata e non viene penalizzato dalla presenza del serbatoio del gas, che occupa lo spazio della ruota di scorta (sostituita dal kit “gonfia e ripara” per i pneumatici). Uno spazio superiore alla media della categoria, che può essere aumentato fino alla soglia dei 1.350 litri abbattendo gli schienali posteriori. Un’ultima riflessione sul colore della carrozzeria dell’esemplare provato, un aggressivo arancione techno metallizzato. Una livrea vistosa, forse troppo, soprattutto per gli automobilisti più attempati, poco adusi agli esibizionismi cromatici. imageMeglio, allora, colorare la propria flotta di Sportage con il più sobrio argento metallizzato o con il più classico e istituzionale bianco. In fondo chi vuole farsi notare a tutti i costi ha ben altre vetture su cui puntare. Questa vuole distinguersi soprattutto per i costi di gestione ridotti all’osso e per un’affidabilità nel tempo che non piace solo a una categoria, quella dei meccanici, che secondo quanto affermano le statistiche tedesche non hanno quasi mai l’occasione di mettere le mani su una Sportage. E se lo dicono gli automobilisti che hanno come pietre di paragone Audi, Mercedes, Bmw e Volkswagen c’è da crederci…