Kia Optima: merita il nome che porta

di Piero Evangelisti
La grande berlina sbarca anche in Europa. Design innovativo dal marcato family feeling per conquistare al primo sguardo. Sotto al cofano un brillante 1.7 da 141 CV. Arriveranno la versione SW e i propulsori ibridi, anche plug-in.

Kia Optima1.7 CRDIPasso dopo passo, lungo un percorso che negli ultimi anni ha raggiunto ritmi impetuosi di crescita globale, Kia va a occupare tutte le nicchie di mercato senza timori reverenziali verso costruttori che in quegli spazi sono da tempo saldamente installati. L’ultima nata, la grande berlina Optima, giunta alla quarta serie, viene infatti per la prima volta commercializzata anche in Europa entrando decisa nel difficile segmento D, quello che i costruttori asiatici hanno più volte tentato di attaccare, ma con scarsi risultati.

 

La forza dei contenuti 

E’ la fascia di mercato dove si devono fare i conti con i costruttori tedeschi e, in misura più contenuta, con i francesi, e una debuttante deve avere delle buone carte da mettere sul tavolo della competizione. Kia Otpima si presenta con questa carta di identità: lunghezza 4,85 metri, larghezza 1,86, altezza 1,46, passo 2,81, valori tutti superiori a quelli della serie precedente che sottolineano nuove ambizioni. “Da quando Kia Optima è arrivata sul mercato globale nel 2010 si è dimostrata un catalizzatore di interesse per l’evoluzione dell’immagine Kia – spiega Michael Cole, Coo di Kia Motors Europe – e il nuovo modello, che mantiene la spiccata personalità del precedente, è migliorato sotto tutti i punti di vista e rappresenta un’offerta ancora più interessante, qualcosa di innovativo in un segmento generalmente considerato conservativo.” E se si vuole davvero innovare bisogna cominciare dal design, dal lato emotivo dell’automobilista, per attrarlo e conquistarlo con una linea curata nei minimi dettagli. Che il design, in casa del costruttore coreano, abbia un ruolo decisivo, è confermato dal fatto che uno dei tre presidenti di Kia Motors è il Chief Designer Peter Schreyer che da quest’anno potrà contare sulla collaborazione di Luc Donckerwolke, allievo di Walter de Silva, con esperienze in marchi come Lamborghini, Seat e Bentley. Il “tema” berlina non è facile da trattare, perchè questo tipo di vettura, soprattutto quando è delle dimensioni di Optima, raramente viene cercato nella gamma di un costruttore generalista come Kia. Ci vuole dunque originalità e, soprattutto, un taglio sportivo, come quello che sfoggia la grande coreana nelle fiancate e nel frontale, dominato dal classico “tiger nose” riveduto in chiave luxury. La sensazione che l’auto sia ben piantata sull’asfalto è immediata e se ne intuisce il temperamento dinamico.Kia Optima1.7 CRDI 2

 

 

Qualità oltre la percezione

L’abitacolo è stato progettato con una cura maniacale per i dettagli per ottenere una sensazione di qualità della quale il costruttore va molto fiero. Percepire, nel caso di Optima, significa anche sentire la qualità dei materiali usati, e verificare la precisione di assemblaggio delle varie parti, come la plancia suddivisa in due zone, la superiore con funzione display (di serie uno schermo touch da 7″, a richiesta uno da 8,5”), quella inferiore con funzione “control”. La tecnologia, presente in quantità massiccia, non è esibita ma inserita in un contesto soft. Kia-Optima1.7-CRDI-4La “prova sedile”, su ognuno dei cinque posti, è superata da Kia Optima con ottimi voti in fatto di comfort e di ritenuta durante la marcia. E’ facile trovare la posizione di guida corretta e al volante si apprezza l’inclinazione (8,5°) della parte centrale della plancia verso il guidatore. Al vano bagagli, che ha una capienza di 510 litri, si accede facilmente attraverso il cofano che ha un’apertura molto ampia.

 

Agile nonostante la taglia

In Kia Motors Italia per la nuova Optima, sia nella versione Berlina che è da poco entrata nelle concessionarie, sia nella versione station wagon attesa in autunno, puntano molto su aziende e noleggi a lungo termine, e per questi esigenti clienti sono stati pensati l’allestimento molto ricco e, soprattutto, la motorizzazione scelta per il lancio, il quattro cilindri CRDi, 1.7 turbodiesel che eroga una potenza massima di 141 CV (più avanti ci saranno le versioni ibrida e ibrida plug-in). Così dotata, Optima si muove con brio e scioltezza nonostante una massa di poco superiore a 1,5 tonnellate; lo sterzo è sempre assistito correttamente e la guida è piacevole anche nel traffico cittadino dove le dimensioni – tranne al momento di trovare un parcheggio – non sono mai un problema. Ad aumentare comfort e silenziosità può arrivare – come optional raccomandato – il cambio DCT a sette rapporti, una delle migliori, e più accessibili, trasmissioni a doppia frizione oggi offerte sul mercato. Altro interessante optional, che pone Optima a livello della migliore concorrenza, sono le sospensioni a controllo elettronico.

 

Tecnologia utile

La nuova Optima è ben equipaggiata di dispositivi che assistono in ogni momento il guidatore. Il VSM (Vehicle Stability Management) è di serie e garantisce la stabilità in frenata e in curva intervenendo sia sull’ESP sia sul servosterzo elettrico in caso di perdita di aderenza. Ci sono poi il LKAS (Lane Keeping Assist System), per il mantenimento della marcia in corsia e la segnalazione di passaggio delle linee senza attivare gli indicatori di direzione e lo Speed Limit Information Function, che indica i limiti di velocità in vigore lungo il percorso.  Sulla grande berlina coreana debuttano anche una serie di innovazioni tecnologiche che le rendono una delle vetture più moderne del segmento. L’ultima evoluzione del Kia Navigation System si presenta con un’estetica moderna al centro della plancia e dispone di uno schermo touchscreen da 7 pollici (di serie) con l’integrazione del sistema radio digitale DAB. Al cuore del sistema si trova il Kia Connected Services, che rende disponibili una serie di importanti informazioni fornite attraverso il circuito TomTom, comprese informazioni aggiornate sul traffico, previsioni meteo e indicazioni della presenza di controlli di velocità. Per il mercato europeo il Kia Connected Services sarà fornito gratuitamente ai possessori di Optima per la durata di sette anni.Kia Optima1.7 CRDI 3

La garanzia fa la differenza

Offerta ad un prezzo “intelligente” inferiore ai 30mila euro, Optima, come tutte le Kia, è coperta da un garanzia di 7 anni o 150mila chilometri, un’esclusiva del costruttore coreano che dimostra la totale fiducia nell’affidabilità delle sue vetture e un bell’atout da calare nella partita con concorrenti che portano spesso blasoni importanti. Uscire dagli schemi, per aziende attente sia al Tco sia alla sicurezza e al benessere dei propri driver, con Kia Optima è possibile. E non ci sono valori da sacrificare né compromessi da accettare sotto alcun profilo, perché Optima è un bell’esempio di come fondere al meglio immagine e contenuti.