Jerome Monce, Direttore Fleet & Business Sales di FCA (EMEA)

di A cura di Gian Primo Quagliano

Jerome Monce,Se Lei è d’accordo dottor Monce partiamo dal mercato. Quali sono le prospettive per l’Europa e per l’Italia?

La Fiat 500X
La Fiat 500X

“Le prospettive sono positive. Non abbiamo ancora superato la crisi, ma nel primo trimestre in Europa vi sono chiari segnali di una ripresa con un tasso del 9-10%, che dovrebbe mantenersi fino a fine anno. Il mercato complessivo della UE dovrebbe chiudere il 2015 con immatricolazioni comprese tra 14,5 milioni e 14 milioni di vetture. Quello che per la mia responsabilità in FCA è particolarmente importante è che il mercato delle flotte sta andando più veloce del mercato dei privati. Per le flotte la crescita è infatti del 14%. L’aspetto più interessante per noi è però che stiamo facendo molto meglio del mercato. Le nostre vendite alle flotte stanno crescendo del 19% e nel rent a car il nostro incremento è addirittura del 40%. In Italia il mercato complessivo sta crescendo con un tasso del 16%, mentre il rent-a-car cresce del 33%. Ed anche in Italia FCA è protagonista e infatti nel mondo delle flotte siamo cresciuti del 37%. Per la prima volta da molto tempo abbiamo dunque indicatori positivi anche per la parte meridionale dell’Europa”.

 

Si può dire che il mercato delle flotte oggi traina il mercato complessivo.

“Sì, oggi per gli acquisti delle società la ripresa è più marcata. Nel secondo trimestre ci aspettiamo però che acceleri anche il mercato dei privati e dello small business”.

 

Per Fiat Chrysler Automobiles Group in Europa il mondo del business rappresenta il 50% del fatturato. Jeep Renegade e Fiat 500X autentici bestseller anche nelle vendite flotte. Alle aziende, FCA non vende solo auto ma anche servizi in continua evoluzione.Buona parte dell’attuale successo di FCA è dovuto a due modelli: la Jeep Renegade e la Fiat 500X. Quale contributo stanno dando questi modelli al mercato business?

“I risultati stanno andando oltre le aspettative anche per quanto riguarda le flotte ed è molto interessante quello che sta avvenendo in Italia, perché è questo il mercato in cui abbiamo lanciato prima questi due modelli. Sul canale fleet nel primo trimestre abbiamo venduto 2.800 Jeep Renegade e 1.400 Fiat 500X. Abbiamo cioè ottenuto una quota del 44% nel segmento dei piccoli Suv”.

 

Jeep Renegade e Fiat 500X stanno dunque dando un grande contributo alla ripresa del Gruppo FCA, ma mi pare che stiano contribuendo in maniera significativa anche alla ripresa dell’economia italiana.

“E’ proprio così. L’andamento positivo molto deciso di Renegade e 500X sta spingendo il rilancio della produzione di auto in Italia con lo stabilimento di Melfi che ha visto un investimento di oltre un miliardo di euro e la creazione di 1.000 nuovi posti di lavoro. E tra l’altro con soluzioni che lo pongono all’avanguardia anche per l’adozione di tecnologie di produzione fortemente innovative”.

 

La Jeep Renegade e sullo sfondo lo scenario suggestivo dei Sassi di Matera
La Jeep Renegade e sullo sfondo lo scenario suggestivo dei Sassi di Matera

Tornando alle flotte quali sono gli aspetti più qualificanti della vostra organizzazione per il settore?

“Innanzitutto abbiamo fatto la scelta di dividere il mercato in due grandi comparti: il mondo dei clienti privati e il resto. Il resto è il mondo business che comprende quindi molto di più delle flotte. In questo mondo stiamo cercando di essere molto strutturati e di capire come gestire al meglio l’impatto economico. La cosa che ci interessa di più è capire ed isolare i fenomeni che possono avere un impatto negativo sulla redditività dell’azienda. Se guardiamo ad esempio il mondo del rent a car emerge subito che molto importante è il problema dell’usato, per cui chi gestisce questo mondo deve avere anche la responsabilità di gestire le leve del mondo dell’usato. Un secondo aspetto fondamentale riguarda il settore delle grandi aziende che hanno parchi auto di centinaia o di migliaia di veicoli. In questo ambito il noleggio a lungo termine è assolutamente strategico e quindi vogliamo avere con le società di noleggio a lungo termine una relazione molto stretta ed essere in grado di pilotare la nostra performance sulle grandi aziende insieme al mondo del noleggio. 

Un altro comparto molto importante è costituito dal mondo dello small and middle business. Questo è tipicamente un terreno dei concessionari. Se però oggi guardiamo ai concessionari constatiamo immediatamente che in tutto il mondo queste fondamentali strutture di vendita hanno bisogno di una serie di nuovi strumenti per attaccare un mercato in rapido cambiamento come è quello di oggi. I concessionari di FCA hanno anche bisogno di una gamma più completa di autoveicoli. E FCA sta oggi completando la sua gamma. Il quarto aspetto a cui stiamo dedicando particolare attenzione in questo momento è il business dei chilometri zero, delle auto da dimostrazione e delle courtesy car. Si tratta di una realtà ormai consolidata in tanti mercati e dobbiamo capire come gestire quest’area in cui i rischi di risultati negativi sono sempre presenti”.

 

La Fiat 500X nello stabilimento di Melfi in cui viene prodotta
La Fiat 500X nello stabilimento di Melfi in cui viene prodotta

Come state intervenendo in questo momento sullo scenario che ha delineato?

“Sui quattro pilastri della nostra politica per il mondo business abbiamo messo al lavoro una squadra di marketing e di self business intelligence molto forte. Ciò perché in questo lavoro occorre gente capace di capire i bisogni del mondo delle flotte ed anche gente capace di interpretare quello che si inventa nel mondo delle case auto e nel mondo del marketing con riferimento al mercato in generale e di adattarlo al mondo delle flotte. E ciò sia in termini di pricing, che di prodotto, che di eventi, che di comunicazione, che di gestione del TCO, che di gestione dei valori residui, ecc.  L’obiettivo è quello di non essere più soltanto reattivi ma proattivi. Questo è un grande cambiamento che abbiamo introdotto in gennaio e che stiamo portando avanti con grande convinzione per gestire il mondo business che per noi rappresenta il 50% del nostro fatturato”.

 

In Italia la quota delle auto aziendali è molto più bassa che negli altri paesi economicamente avanzati. A Suo avviso da che cosa dipende? Da una scarsa sensibilità delle aziende o da altre cause?

“Non c’è una motivazione di carattere culturale. Vi è invece una pressione fiscale particolarmente forte che grava sulle auto aziendali. La conseguenza è che oggi in Italia le auto aziendali vengono destinate ai manager, agli executive o a coloro che ne hanno effettivo bisogno per il lavoro. In Inghilterra, in Olanda e in altri mercati la vettura aziendale viene invece utilizzata a tutti i livelli e viene valorizzata anche nei rapporti dell’azienda con i suoi dirigenti, i suoi quadri ed anche i suoi impiegati come un importante benefit aziendale. Anche in questi Paesi vi è ovviamente una tassazione delle auto aziendali, ma il meccanismo è molto più maturo ed è entrato molto di più anche nella gestione delle condizioni di lavoro delle società”.

 

A colloquio con Jerome Monce (FCA) 2Sarebbe quindi necessario che il Governo intervenisse sulla fiscalità dell’auto aziendale.

“Non voglio certo dare consigli al Governo italiano, penso tuttavia che si possa chiedere grande attenzione su come incentivare in maniera intelligente e in piena trasparenza l’auto aziendale. Se ad esempio pensiamo al noleggio a lungo termine, è evidente che questa formula consente un rapido rinnovo del parco circolante con un impatto positivo sulle entrate fiscali”.

 

Lei ha parlato dei prodotti su cui state puntando attualmente. Ne arriveranno anche altri, penso a breve, sul mercato delle flotte, ma quali sono le vostre strategie, oltre che di prodotto, anche di soluzioni per le flotte?

“Le esigenze che si stanno sempre più chiaramente affermando sono quella di offrire comunque la mobilità al cliente e quella di offrire soluzioni costruite su misura, e quindi noi oggi, invece di vendere, come si faceva vent’anni fa soltanto una vettura, vendiamo anche servizi. Abbiamo quindi un’ampia gamma di soluzioni mirate a target diversificati: l’azienda, l’ente pubblico, la piccola e media impresa e il libero professionista. Il nostro gruppo lavora dunque non soltanto per produrre autoveicoli ma è presente anche in ambito finanziario e nell’after sales con FCA Bank, che è la nostra captive finanziaria, e con MOPAR, che è la nostra società di after sales. Grande è la nostra attenzione sulle soluzioni di leasing e sui finanziamenti, ma anche sui servizi assicurativi, sui servizi di assistenza, e in questi campi abbiamo prodotti dedicati, pensati appositamente per chi ha un problema di mobilità come condizione imprescindibile del suo lavoro. Il cliente ci dice che cosa gli serve, oltre alla vettura, e noi lo realizziamo per lui”.

 

A proposito di clienti, a suo avviso nei prossimi anni i fleet manager su cosa punteranno per ottimizzare la gestione delle flotte?

“I fleet manager hanno una grande responsabilità nei confronti della società a cui devono garantire una gestione efficiente ai minori costi possibili, ma devono anche garantire sempre o comunque la mobilità. E noi dobbiamo offrire anche questo, non solo costi ottimizzati. Gestire la mobilità e garantire la mobilità è però molto complicato. Ormai si sta parlando di avere officine aperte 24 ore su 24. Quando, ad esempio, un’azienda ha un camion frigorifero che alle tre del mattino non riesce a consegnare la sua merce, dobbiamo trovare una soluzione insieme al gestore della flotta e questo noi lo sappiamo fare”.

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Per finire dottor Monce uno sguardo al futuro, ad esempio al prossimo decennio. Qual è il ruolo della tecnologia per far fronte alle nuove esigenze? Si parla ad esempio frequentemente dell’auto a guida autonoma, che cosa state facendo in questo campo?

“Nel futuro immediato FCA non ha previsto la realizzazione di una vettura a guida puramente autonoma. Chi utilizza l’auto, secondo noi, avrà un sempre un maggiore supporto tecnologico, che migliorerà la sicurezza e il comfort dell’utilizzatore, ma riteniamo che la gente voglia continuare a guidare le proprie auto. Noi siamo dunque molto attenti alle innovazioni e i centri di ricerca di FCA stanno lavorando per sviluppare nuove tecnologie con l’obiettivo di individuare le soluzioni più adatte alla guida automatica, concentrando però l’attenzione sulle manovre automatiche a bassa velocità e in ambiti prevalentemente urbani. In questo momento la posizione del nostro Gruppo è comunque di grande attenzione alla tecnologia per utilizzare nei nostri prodotti soluzioni già validate e sicuramente affidabili per gli utilizzatori”.

 

Per quanto riguarda il problema dell’alimentazione ecologica FCA ha certamente vagliato tutte le opportunità disponibili, ma sta puntando soprattutto sul metano. Continuerete su questa strada o in prospettiva lancerete anche altre soluzioni?

“L’investimento che abbiamo fatto sul metano fa del gruppo FCA il leader nell’utilizzazione di una soluzione ecologica che è già ampiamente disponibile e tra l’altro è una soluzione economicamente molto conveniente per gli utilizzatori. Naturalmente ci sono anche altre soluzioni che hanno però grandi problemi in termini di costi. FCA ritiene molto importante trovare soluzioni innovative anche per migliorare l’impatto dell’alimentazione classica a benzina o a gasolio, siamo molto attenti a tutto quello che può ridurre l’impatto ambientale e sicuramente seguiremo e possibilmente anticiperemo le normative che verranno emanate in Europa e nel Nord America. La nostra strategia è però di continuare a dare la precedenza al metano”.