Jeep Renegade MY 2019, nuovi motori e tanta tecnologia

di Paolo Artemi

Ma tu guarda i casi della vita. Pochi giorni fa un amico magnifica il menù della Baita Monte Goj, parlando di salumi tipici, pizzoccheri fatti in casa, arrosto di coppa di maiale, mousse al cioccolato bianco… Peccato che per arrivare in questo paradiso della tavola ad Albate, Como, all’interno del parco naturale Spina Verde, ci vogliano 20 minuti di energica camminata in salita o una fuoristrada. Poi, però, ecco la svolta: vieni chiamato a valutare le doti «flottistiche» dei nuovi motori destinati alla Jeep Renegade MY19. Si tratta dei tre e quattro cilindri turbo benzina prodotti in Polonia.

La Model Year 2019, infatti, oltre a introdurre un ritocco garbato alla tradizionale mascherina a sette feritoie e ai paraurti, montare nuovi proiettori anteriori full Led e ridisegnare le luci posteriori anch’esse a Led, porta al debutto due motori, un tre cilindri mille da 120 cv e 190 Newtonmetro di coppia e un quattro cilindri 1.3 litri offerto con due livelli di potenza (150 o 180 cv), entrambi con 270 Newtonmetro di coppia. Sono propulsori Euro 6d che avranno un futuro in quanto saranno impiegati nella elettrificazione della fuoristrada costruita a Melfi. Studiati per superare con successo il nuovo ciclo di omologazione Wltp, costituiranno la base meccanica delle varianti ibrida plug-in e mild hybrid, che secondo il piano industriale del gruppo FCA arriveranno sul mercato tra la fine del 2019 e il 2020.

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QUATTRO RUOTE MOTRICI

 Per il nostro test la scelta cade sulla 4×4, un’occasione imperdibile per unire l’utile al dilettevole. La versione è quella che monta il brillante motore turbo da 1,3 litri e 180 cavalli con cambio automatico a nove rapporti. La carrozzeria è spigolosa e muscolosa, gli interni di buona qualità, ma la vera domanda che sorge spontanea è: c’è davvero bisogno di tante marce? In fondo fino a qualche anno fa la quinta pareva già un lusso… Quindi niente autostrada, si va a Como sulle strade normali sapendo di doversi sottoporre a un Calvario fatto di traffico, semafori, frenate e ripartenze. Beh, molto presto il quesito perde di significato. Sì, forse è vero, se i rapporti fossero sei o sette cambierebbe poco, ma in fondo fa tutto la macchina, a noi che ce ne importa? Quel che conta davvero è che la marcia è sempre fluida, oltre al fatto di marciare con sole due ruote motrici, delle altre due adesso non c’è davvero bisogno, e quindi si consuma meno benzina.

PRESTAZIONI MONITORATE

Il sistema di infotainment e le possibilità di connessione sono ad altissimi livelli. Peculiare è l’applicazione Skills che consente ai guidatori di monitorare le prestazioni sui percorsi in fuoristrada. Sullo schermo da 8,4 pollici vengono visualizzati parametri come trazione, beccheggio, rollio e altitudine, ma anche dati tecnici come pressione dell’olio, angolo di sterzata, accelerazione laterale, pressione esercitata sui pedali di acceleratore e freno… Ma la meta si avvicina, quindi meglio non divagare e concentrarsi sulla community degli utenti Jeep per avere delle anticipazioni sul percorso che stiamo per affrontare e tutti i consigli del caso. Ed eccoci ad Albiate, pronti ad affrontare l’ascesa. Piove, un peccato per gli altri gitanti, ma una manna per provare la Jeep, e inizia l’arrampicata nel bosco. Chi sta al volante è pratico di guida fuoristrada come Giulio Cesare lo era di smartphone, ma ovviamente la Renegade si è subito assettata sulle quattro ruote motrici e sale senza problemi. Per la cronaca, chi dovesse arrivare qui su una Ferrari o una Porsche può usufruire gratuitamente di un servizio-navetta, ma volete mettere la soddisfazione di farcela da soli?

COMPATTA E VERSATILE

Stare a tavola da soli non è mai entusiasmante ma si può cogliere l’occasione per valutare la vettura con l’occhio del fleet manager. Interessante soprattutto per il fatto che si può proporre ai collaboratori un veicolo compatto e versatile che riesce secondo i dati forniti dal costruttore a percorrere 13,5 chilometri con un litro. Dati che nella realtà dei fatti, computer di bordo docet, sono ovviamente ottimistici, comprensibilmente dato che nei test di omologazione non è prevista una scalata a un ristorante con vista lago. Sulla carta converrebbero di più le motorizzazioni a gasolio, ma che ne sarà di loro tra tre o cinque anni? È la logica dei numeri, che viene messa a dura prova dal conto, solo 25 euro per un’esperienza gastronomica eccellente. Peccato che l’ottimo vino rosso della casa si sia dovuto limitare a riempire un bicchiere e mezzo, nel bosco vale tutto ma una volta sbucati in strada si rischia l’agguato dell’etilometro. A proposito di bosco, continua a piovere e la discesa ripida crea qualche apprensione. Meno male che c’è l’Hill-Descent Control, per gli amici Hdc, che consente di tornare a valle in modo sicuro e controllato senza agire sul pedale del freno anche su terreni scivolosi e dissestati come questo. Un vero trionfo della tecnologia buona, quella del fai-per-me, che sfrutta l’Abs per tenere sotto controllo la velocità eliminando il rischio di andare giù a rotta di collo rischiando di rompersi l’omonimo osso.

UNA PROPOSTA DIVERSA DAL SOLITO

Sì, inserire questa Jeep in una flotta aziendale potrebbe significare far felici i collaboratori con una proposta diversa dai soliti crossover e una macchina potenzialmente in cerca di avventure ma anche perfetta pantofolaia quando a bordo c’è l’intera famiglia, cane compreso. Il ritorno prevede l’autostrada, in altri tempi sarebbe venuta voglia di vedere se i 200 all’ora dichiarati sono davvero alla portata della Renegade. Ma nutrire gli autovelox non piace a nessuno, quindi è molto meglio veleggiare sul filo dei 130 in pieno comfort