Jeep Compass: una fuoristrada da città

Promozione sul campo per Compass, il modello della Jeep di dimensioni compatte che ha la praticità di uno Sport Utility Vehicle e la maneggevolezza di una vettura lunga meno di 4 metri e mezzo. La “promozione” consiste nel fatto che nel recente restyling ha subito modifiche, non solo di tipo estetico, che la avvicinano alla sorella maggiore Grand Cherokee.

 L’abbandono dei doppi fari rotondi della versione precedente per l’adozione delle classiche sette feritoie dalle cornici cromate e di gruppi ottici trapezoidali fa sì che a colpo d’occhio la Compass vista di fronte possa essere scambiata per la Grand Cherokee. Poi, ad un esame più accurato, ci si accorge della differenza di dimensioni ( meno 38 centimetri di lunghezza, meno 13 di larghezza e meno 6 di altezza rispetto alla Grand Cherokee) che indicano l’appartenenza delle due “sorelle” a segmenti diversi.

Novità
Di nuovo ci sono anche la collocazione dei due fendinebbia alle estremità del fascione paraurti; il piccolo spoiler che sormonta il portellone e le dimensioni del portellone stesso che si appoggia in profondità al paraurti posteriore. Dalla serie precedente è stato conservato l’originale sistema di altoparlanti sistemati all’interno del portellone ed estraibili. Una soluzione pensata per rallegrare i picnic all’aria aperta, un gadget rivolto tipicamente alla clientela americana che ora potranno apprezzare anche gli automobilisti del Vecchio Continente. Sempre in tema di portellone e di vano portabagagli (che ha una capacità di carico da 328 a 1.269 litri) va sottolineato che, oltre allo schienale posteriore, si può ripiegare anche quello del passeggero anteriore in modo tale da formare un piano ideale per ospitare carichi particolarmente lunghi.

All’interno
La stessa cura applicata alla parte esterna della Compass è stata riservata all’abitacolo che ora mostra uno stile più europeo e che dispone di materiali di maggior pregio, più gradevoli alla vista e più morbidi al tatto. Anche i pannelli delle portiere ed i rivestimenti, comprese le comode poltrone in pelle, avvicinano di molto la qualità dell’insieme alle aspettative della clientela nostrana.

Abitacolo spazioso ed elegante: migliorata la qualità di materiali e rivestimenti. Abbandonati nel frontale i fari rotondi per le sette feritoie cromate. Due soli motori turbodiesel di identica cilindrata (2.2 litri), ma di diversa potenza: quello da 136 cv accoppiato alla versione con trazione anteriore; quello da 163 cv per l’integrale. Veloce sull’asfalto, ma disinvolta anche nell’off road.La posizione leggermente sopraelevata del sedile di guida regala al pilota una perfetta visibilità. Il volante a tre razze ha dettagli in alluminio anodizzato ed è attrezzato con comandi audio integrati che consentono di utilizzare radio, cruise control e vivavoce. Il display del navigatore è sistemato in cima alla consolle centrale, al di sotto dei due diffusori di aria. Il cambio, un efficiente manuale a 6 marce, si trova sul tunnel centrale, davanti ai tasti di regolazione del climatizzatore. Il cruscotto infine comprende due indicatori rotondi ben leggibili oltre ad una serie di spie luminose.

L’abitacolo è sorprendentemente spazioso in rapporto alle dimensioni compatte di questa Jeep: soprattutto è agevole l’accesso all’interno grazie alle portiere di grande apertura con riferimento particolare per quelle dietro che hanno uno sviluppo accentuato in altezza.

 Propulsori
E veniamo ai motori. Sono solo due di 2.2 litri, entrambi a 4 cilindri, turbodiesel common rail ed Euro 5. Uno sviluppa una potenza di 136 cv e viene montato sulla versione di Compass a due ruote motrici; l’altro, che crediamo con un maggior indice di gradimento da parte della clientela italiana, ha una potenza di 163 cv e prestazioni largamente superiori al precedente 2 litri da 140 cv. Infatti raggiunge i 201 km/h di velocità massima e scatta da fermo a 100 in 9,8” con un miglioramento dell’accelerazione del 12%. La coppia è più che sufficiente a spingere con una certa vivacità una vettura che pesa 1.680 kg; i consumi sono più che onesti (6,6 litri per 100 km, ovvero nel ciclo misto 15,1 km/litro); le emissioni di CO2 (172 g/km) proporzionate alle caratteristiche generali del mezzo.

Buono il compromesso tra comfort e maneggevolezza per quel che riguarda la taratura delle sospensioni con una particolare predisposizione ai viaggi comodi sull’asfalto. Il volante è leggero ed in città si apprezza particolarmente la compattezza di questo Suv per la facilità con la quale si portano a termine le manovre di parcheggio e per la maneggevolezza nel convulso traffico urbano. Con queste caratteristiche si conferma un mezzo ideale anche nell’utilizzo quotidiano e non solo per le arrampicate sui sentieri di montagna.

Su strada e “off road”
Infatti nel fuoristrada la Compass se la cava egregiamente (nella versione a quattro ruote motrici) grazie alla trazione integrale Freedom Drive I che è di tipo “intelligente”: infatti trasferisce in maniera autonoma (cioè senza l’intervento del pilota) la coppia alle ruote posteriori in funzione del grado di aderenza di quelle anteriori attraverso una frizione multidisco. L’unico intervento manuale possibile da parte di chi sta alla guida è il bloccaggio centrale di questa frizione multidisco per avere la massima trazione disponibile sulle quattro ruote per superare senza affanni situazioni difficili nell’off road. Molto comoda e funzionale è l’assistenza alla partenza in salita (Hill Start Assist) soprattutto sulle pendenze più accentuate.

Due gli allestimenti previsti (Sport e Limited). Proiettori ad alta intensità con luci di posizione a Led; modanature color argento alla base del portellone e cerchi in lega da 17 pollici di serie sulla versione Sport e da 18” sulla Limited, sulla quale come segno di distinzione è montato anche un terminale di scarico cromato. Il prezzo, abbastanza abbordabile per la versione a 2 ruote motrici, avvicinerà a Compass una clientela che ha sempre sognato un fuoristrada made in Usa.

Abitacolo spazioso ed elegante: migliorata la qualità di materiali e rivestimenti. Abbandonati nel frontale i fari rotondi per le sette feritoie cromate. Due soli motori turbodiesel di identica cilindrata (2.2 litri), ma di diversa potenza: quello da 136 cv accoppiato alla versione con trazione anteriore; quello da 163 cv per l’integrale. Veloce sull’asfalto, ma disinvolta anche nell’off road.

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