Italiani in movimento: l’auto resta il mezzo preferito

di Graziella Marino

Cambia la mobilità nel nostro Paese, crescono gli spostamenti occasionali e su breve raggio. Lo dice l’Isfort, nel suo rapporto annuale. Sono raddoppiati gli spostamenti con mezzi condivisi.

Torna a crescere in Italia la domanda di mobilità e l’automobile si conferma in assoluto il mezzo di trasporto preferito dagli italiani. Nel 2018 gli spostamenti totali in un giorno medio feriale sono cresciuti del 4,8% rispetto all’anno precedente anche se, confrontati a dieci anni prima, si evidenzia un calo del 20,3%. Gli italiani si spostano meno per lavoro e più per faccende familiari e tempo libero. Il 76,5% degli spostamenti effettuati sono a breve distanza (fino a 10 Km), con un peso della mobilità urbana che incide per il 71,7% sul totale. Ma nonostante ciò l’automobile viene utilizzata per 6 spostamenti su 10.

Questa è la fotografia sulla mobilità nel Belpaese scattata dall’ultimo rapporto elaborato dall’Istituto Superiore di formazione e Ricerca per i trasporti (Isfort) con la collaborazione scientifica di Agens, Anav e Asstra.

GLI SPOSTAMENTI IN AUTO

Un dato non cambia nelle scelte di mobilità degli italiani, e cioè la netta preferenza per gli spostamenti in macchina. Nel 2017 il tasso di utilizzo dell’autoveicolo era sceso, ma nel 2018 il trend si è arrestato e la quota di utilizzo dell’auto per gli spostamenti è cresciuta dello 0,5%. Un trend confermato dai dati del Mise da cui emerge che nel 2018 sono aumentati i consumi di carburante, nonostante l’impennata dei prezzi alla pompa. Le auto in circolazione però sono sempre più vecchie e quindi inquinanti, mentre iltasso di mobilità sostenibile”, ovvero la somma delle quote di spostamenti a piedi, in bicicletta e con mezzi pubblici, è ancora sotto la soglia del 40%: nel 2018 è stimato dall’ Osservatorio “Audimob” di Isfort al 37,1%, in leggero ripiegamento rispetto al 37,9% registrato nel 2017 e sostanzialmente agli stessi livelli di inizio millennio. Il “tasso di mobilità sostenibile” però si differenzia molto secondo le aree geografiche.

Per esempio, stando allo studio Isfort, è più alto nel Nord-Ovest (42,4%) ed è più basso al Sud e nelle Isole (33,8%). Inoltre, gli spostamenti quotidiani con mezzi ecosostenibili fra il 2001 e il 2018 sono aumentati significativamente solo nei comuni con almeno 250 mila abitanti, dove la percentuale è cresciuta del 7,1% (dal 46,5 al 53,6), mentre nei comuni fino a 10 mila abitanti sono scesi del 3,4% (da 33,4 a 30).

ETÀ MEDIA DELLE AUTO: 11,3 ANNI

Le autovetture circolanti in Italia – come evidenzia il rapporto Isfort – hanno superato nel 2018 la soglia record dei 39 milioni, con una crescita dell’1,3% nell’ultimo anno e dell’8,1% negli ultimi 10 anni, nonostante il calo delle immatricolazioni (-2,5%) tra il 2017 e il 2018. Il ritmo delle rottamazioni è quindi inferiore a quello dell’immissione di nuove vetture nel mercato. E infatti le auto sono “vecchie”: l’età media è 11,3 anni (contro 8,8 anni nel Regno Unito, 9,3 in Francia, 9,4 in Germania) e il 16,7% nel 2018 risultava avere più di 20 anni di “servizio”, percentuale raddoppiata rispetto all’inizio del millennio.

Nonostante questo, il profilo ecologico del parco autovetture è indubbiamente migliorato in modo significativo negli ultimi anni: i veicoli più inquinanti (fino ad Euro 3) rappresentavano nel 2010 il 60,9% dell’intero parco circolante, mentre nel 2018 il loro peso è sceso al 38,3%, una percentuale tuttavia ancora molto alta. Di contro nel 2018 era ancora molto bassa la quota di vetture Euro 5 (18,5%) ed Euro 6 (13,5%), mentre a pesare di più sul parco circolante erano le vetture Euro 4 (29,8%).

ANCHE NELLE CITTÀ

Il tasso di motorizzazione nel 2018 è stato pari a 64,4 autovetture ogni 100 abitanti: nuovo valore record e secondo posto tra i Paesi dell’Ue dopo il Lussemburgo. Ma alla macchina non si rinuncia anche nei sempre più congestionati centri urbani: Catania in particolare nel 2018 ha toccato un tasso di motorizzazione di 71,5 auto ogni 100 abitanti. Dal 2015 al 2018 solo Milano (indice tra i più bassi a 50,7) e Roma (indice invece ancora alto a 61,2) sono riuscite a stabilizzare il tasso di motorizzazione tra le grandi aree metropolitane.

Anche il parco di motocicli e ciclomotori nel 2018, a fronte di un incremento delle vendite dell’1,4% (con un tasso di motorizzazione record pari a 11,1 veicoli ogni 100 abitanti), ha visto crescere la propria quota di utilizzo negli spostamenti (da 3 a 3,1). Così come è aumentata la quota degli italiani che preferisce spostarsi a piedi (da 22,3 a 22,9). Cala invece dello 0,9% il ricorso alla bicicletta, tendenza dimostrata anche da una flessione delle vendite del 5,5%. Sono invece pressoché raddoppiati gli spostamenti con mezzi condivisi (bike/car/scooter sharing e car pooling) fra il 2015 e il 2018, anno nel quale sono stati stimati tra 30 e 35 milioni in totale. Ma questi servizi, precisa il rapporto, sono presenti solo nel 3% dei Comuni italiani (il 57% dei quali al Nord) e restano quindi una fetta assai marginale nel totale dei trasporti.