Ioniq 9, come va l’ammiraglia di Hyundai

di Gianluca Covini

Abbiamo guidato per alcuni giorni il SUV elettrico a sette posti ai vertici della gamma Hyundai. Il verdetto? Un gioiello tecnologico con un comfort di bordo che ha pochi eguali sul mercato

Di primo acchito, Ioniq 9 sorprende per le sue dimensioni. L’altezza sfiora il metro e ottanta e la lunghezza supera abbondantemente i cinque metri. Il frontale monolitico precede il cofano quasi orizzontale e le fiancate pulite, con pochi fronzoli. Lateralmente, il tetto spiove verso il retro mentre la linea di cintura dei finestrini sale e la scocca si rastrema in larghezza, terminando poi in maniera netta e verticale. Una striscia luminosa incornicia l’intera area posteriore, al centro della quale domina la scritta del modello. Avvicinandosi, emergono i particolari tecnologici che proiettano l’auto nel futuro, come i LED a pixel che compongono la firma luminosa, gli specchietti esterni digitali e le maniglie delle portiere a scomparsa.

Spazio e lusso

Saliti a bordo, si percepisce subito il notevole spazio a disposizione, in grado di ospitare fino a sette persone, e la cura dei dettagli in ogni angolo dell’abitacolo che assomiglia più a un salotto lussuoso. Al centro spicca la console tra i sedili anteriori, che funge sia da comodo bracciolo che da enorme vano di stoccaggio, accessibile anche dalla seconda fila di sedute. Il comfort offerto da Ioniq 9 è a 360 gradi: tattile, acustico e vibrazionale. Il piacere non è soltanto per il guidatore ma è soprattutto per i passeggeri, coccolati dallo spazio generoso per allungare le gambe, dai sedili posteriori climatizzabili e reclinabili e dalla piacevolezza dei materiali. I tanti comandi fisici o tattili rendono facilmente accessibili tutte le operazioni più comuni come quelle del climatizzatore e del sistema multimediale, senza dover ricorrere al touchscreen del generoso display centrale da 12,3 pollici, evitando distrazioni.

Guida rilassata

Lo sterzo ha un’intensità variabile, leggero e rilassante al centro e via via più rigido per angoli più elevati quando si affrontano le curve. L’impostazione è sempre sottosterzante, con un posteriore che segue in modo pacato e mai brusco i cambi di direzione. Il diametro di sterzata di 12,5 metri è nella media per i SUV di queste dimensioni e a volte occorre una manovra in più, a causa della lunghezza della scocca di oltre 5 metri e del passo di 3130 mm. Vengono in aiuto i sensori con indicazione in tempo reale del tipo di ostacolo e la telecamera a 360°, nonché la frenata automatica che interviene anche in fase di parcheggio. Le modalità di guida sono quattro Eco, Normal, Sport o My Mode e altrettanti sono i livelli di frenata rigenerativa, selezionabili tramite i paddles dietro al volante. Tenendo premuto invece il paddle di destra si passa in Auto, che lascia al veicolo la scelta dell’intensità della frenata in rilascio, basandosi sui dati provenienti dalle mappe e sul radar anteriore, anticipando così l’azione del conducente sul pedale del freno. La taratura delle sospensioni e gli pneumatici 285/45 R21, con spalla alta e mescola specifica fonoassorbente, regalano un comfort superiore, specialmente sulle piccole asperità, per esempio quando si percorre un pavé o una strada sterrata. Gli specchietti digitali (optional) sono un’ottima soluzione tecnica per ridurre la resistenza aerodinamica fino a un Cx di soli 0,259 e per azzerare i fruscii alle alte velocità, complice anche la doppia vetratura dei finestrini laterali, regalando una silenziosità eccezionale in abitacolo, specialmente sotto i 120 km/h.

Autonomia e ricariche

Le batterie al litio non amano i climi rigidi e il nostro test drive, svolto in pieno inverno, non ha di certo aiutato a estendere l’autonomia. Nonostante le temperature medie attorno ai cinque gradi, la batteria da 110 kWh della versione Performance, con carica al 90-95% ha garantito percorrenze reali oltre i 400 km, con riscaldamento acceso e senza accortezze di guida particolari. Decisamente sopra le aspettative, considerando il peso dell’auto di 2644 kg a vuoto. Il consumo varia molto a seconda dell’utilizzo e dal contesto. Si attesta attorno ai 22-23 kWh guidando in modo fluido su strade urbane ed extraurbane, ma può scendere a 18-19 kWh se si adotta una guida particolarmente risparmiosa o salire a 28-29 kWh a velocità autostradali. Per avere un’indicazione dello stato di carica dall’esterno del veicolo, sono presenti i LED dietro lo sportellino motorizzato del vano di carica oppure sul mozzo del volante, dove non troviamo il classico logo, bensì quattro punti luminosi che progressivamente si accendono segnalando la percentuale di carica della batteria.

Ai vertici in azienda

Hyundai Ioniq 9 punta ai guidatori che non scendono a compromessi, soprattutto in termini di spazio e comfort di marcia. SUV imponente e lussuoso, è allo stesso tempo scattante e mai impacciato, grazie alla coppia generosa e fulminea che solo la motorizzazione elettrica può regalare, specialmente nella versione Performance a trazione integrale da 428 CV. Un veicolo che sa far bella mostra di sé in ambito aziendale, ideale come ammiraglia per il top management, capace di trasmettere il piacere del lusso, ma senza troppi grattacapi ai Fleet Manager, che possono beneficiare di un TCO ridotto e prevedibile grazie ai benefit dedicati alle EV.