Innovazione anche organizzativa per l’era della e-mobility

di Ermanno Molinari

Dall’acquisizione dei veicoli e delle colonnine di ricarica aziendali alla sensibilizzazione dei driver, dalla loro formazione sulla guida delle auto elettriche all’assegnazione dei mezzi, alle regole di utilizzo e alle procedure per il processo di ricarica. Facendo i conti con vincoli oggettivi (autonomia e costi di acquisizione dei mezzi elettrici), resistenze e difficoltà organizzative che complicano la quotidianità e il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

È questa l’agenda di lavoro dei fleet manager aziendali che decidono di adottare soluzioni di e-mobility per la propria flotta.

LA GESTIONE DELL’AUTO ELETTRICA

Le auto elettriche modificano il sistema delle abituali pratiche di mobilità dei driver e richiedono iniezioni di creatività organizzativa da parte dei fleet manager. Innanzitutto, però, occorre motivare e formare i conducenti aziendali, analizzare con precisione le loro esigenze di mobilità e scegliere quindi il modello di auto più rispondente alle loro necessità. I fleet manager devono valutare sistematicamente le percorrenze dei mezzi e le frequenze degli spostamenti.

Certamente i mezzi elettrici, per via delle maggiori disponibilità di punti di ricarica, sono più adatti per la mobilità a corto-medio raggio urbana e periurbana. Tali limiti, però, non dovrebbero condizionare la possibilità di utilizzare gli e-vehicles nel modo più efficiente possibile dal punto di vista operativo in quanto già oggi le batterie della maggior parte delle auto elettriche assicurano mediamente autonomie di 200 km ed oltre. Quello che è certo è che per affrontare con successo questi temi il ruolo di affiancamento e consulenza delle case auto e delle società di noleggio è, come sempre, di fondamentale importanza per le scelte dei fleet manager.

MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE

Le assegnazioni di veicoli elettrici aziendali possono avvenire in due diverse modalità. Nel caso dell’assegnazione ad personam, l’auto può essere utilizzata in via esclusiva da un manager aziendale, con accesso a tempo pieno, cioè anche per l’utilizzo personale del mezzo nel tempo di non lavoro. In questo caso, l’assegnazione personale semplifica la gestione dell’auto elettrica così come le operazioni di ricarica in quanto l’auto è affidata ad un solo assegnatario. Diverso è il caso del veicolo elettrico assegnato ad un servizio in pool. I veicoli elettrici vengono quindi condivisi da vari dipendenti e ciò richiede l’intervento del fleet manager per trovare di volta in volta la migliore soluzione di gestione che consenta l’utilizzo efficiente del mezzo in dotazione In linea generale, nel processo di introduzione aziendale dell’e-mobility, l’interazione con le dinamiche organizzative rappresenta l’elemento cruciale per il successo.

E come dimostrano le esperienze di altri Paesi ciò è possibile in diversi contesti aziendali: sia nelle grandi aziende con i loro processi formalizzati sia nelle Pmi dove le procedure organizzative sono spesso più informali. In ogni caso, è bene che le strategie di inserimento di veicoli elettrici nelle flotte aziendali si basino su procedure flessibili di accesso e ciò indipendentemente dalle diverse regole e processi di assegnazione interna. In questo senso è bene che il fleet manager metta a punto per tempo ogni aspetto della e-mobility nella car policy aziendale. Ciò anche in considerazione del fatto, certamente non trascurabile, che regole flessibili sull’uso di veicoli elettrici contribuiscono di fatto a facilitarne l’accettazione da parte dell’organizzazione e dei driver. Resta da dire degli aspetti logistici: le auto elettriche richiedono appropriati parcheggi in grado di assicurare che le ricariche avvengano nelle migliori condizioni. Ciò significa che l’organizzazione aziendale deve identificare un’adeguata posizione di ricarica e parcheggio, che sia visibile e vicino agli utenti e che tenga in debito conto tutte le esigenze di sicurezza.