Industria e fiducia sostengono il recupero dell’economia

di Gian Primo Quagliano

La crescita economica internazionale prosegue su ritmi sostenuti accompagnata dall’espansione del commercio mondiale”. Così sentenzia l’Istat nella sua ultima nota mensile sull’andamento dell’economia italiana e aggiunge poi che nel nostro Paese “si rafforzano i segnali di ripresa in tutti i comparti produttivi e del mercato del lavoro, mentre prosegue il rallentamento dell’inflazione”. Il rallentamento dell’inflazione non è esattamente un fatto positivo perché da poco abbiamo scongiurato il pericolo della deflazione e, secondo gli ultimi dati, il tasso annuo di crescita dei prezzi al consumo è dell’1%. Decisamente poco per fornire stimoli all’economia. 

 

Il motore della ripresa 

Il motore della ripresa è quello della produzione industriale che sta recuperando (anche se ancora in piccola parte) il forte calo rispetto ai livelli ante-crisi, calo che a fine 2016 era ancora del 20,8%. L’attività manifatturiera tira e naturalmente le sue prospettive di crescita spingono anche gli investimenti, fortemente agevolati dai superammortamenti e dagli iperammortamenti in vigore. Ed anche questa è una bellissima notizia. Le prospettive dell’economia italiana volgono dunque al bello e, tra l’altro, l’Istat ci informa che “l’indicatore anticipatore del ciclo economico registra una variazione marcatamente positiva delineando un rafforzamento della fase di crescita economica”. 

 

La fiducia dei consumatori 

Fiducia dei consumatori e delle imprese sono due indicatori importanti per prevedere i comportamenti di due attori fondamentali dell’economia. Da agosto 2017 la fiducia dei consumatori ha avuto un’impennata accreditando l’ipotesi di una accelerazione della ripresa.  

 

…e delle imprese 

Anche l’indicatore di fiducia delle imprese determinato dall’Istat ha subito un’impennata nella seconda metà del 2017 dovuta a tutti i quattro grandi comparti considerati e soprattutto a quelli delle imprese manifatturiere e del commercio al dettaglio.  

 

La dinamica del Pil

Il Pil del nostro Paese durante la crisi epocale iniziata nel 2007 ha avuto un calo massimo del 9,6% sui livelli ante crisi nel primo trimestre del 2013. Vi è stata poi una stagnazione seguita dall’inizio del 2015 da un recupero che si è progressivamente rafforzato. Ora si prevede che il prodotto interno lordo italiano ritornerà ai livelli ante-crisi nel 2021. La crisi iniziata nel 2008 durerà così fino al 2021. Un periodo lunghissimo soprattutto se si considera che per gli altri paesi economicamente avanzati il ritorno ai livelli ante-crisi è avvenuto in qualche anno. 

 

Prospettive per il 2018: sarà ancora ripresa 

Tra i Paesi della UE l’Italia è quello che cresce meno, ma tutti prevedono che la ripresa continuerà anche nel 2018, anche se problemi potrebbero venire da un quadro politico di grande incertezza.