Incidenti stradali: fondamentale la tutela legale dei driver aziendali

di Robert Satiri

Nello scorso numero abbiamo iniziato a parlare di un argomento spinoso per i fleet manager: cosa fare in caso di incidenti stradali. Continuiamo ad occuparcene, anche grazie allo spunto che viene da un seminario dedicato che si è tenuto a FMA.

Se pensate alla vostra ultima settimana di guida quante volte avete rischiato un incidente? E il fatto di non averlo avuto, per quante volte è dipeso dalla vostra abilità, dai dispositivi di sicurezza di cui è dotata la vettura che stavate conducendo o dal vostro angelo custode?

Questa semplice riflessione può far capire come tutti i driver, e a maggior ragione quelli aziendali (che generalmente percorrono più chilometri della media dei guidatori), siano esposti continuamente ai rischi legati alla circolazione.

LE NORME

Le norme sull’omicidio stradale introdotte nel 2016 nel nostro Codice della Strada hanno accentuato le esigenze di tutela dei conducenti nel caso in cui siano coinvolti in un incidente con colpa palese o apparente. Un convegno in occasione di Fleet Manager Academy di Bologna ha acceso i riflettori su questo tema; è opportuno continuare a tenere alta l’attenzione su un fattore di rischio che può condizionare la vita lavorativa e la solidità economica delle persone.

Il fleet manager apparentemente gestisce flotte di veicoli ma in realtà gestisce persone. Per questo occorre prendere una maggiore coscienza del problema. Per farlo è opportuno elencare una serie di situazioni potenzialmente rischiose, con particolare riguardo alla tutela legale penale. Nella maggior parte dei casi ci accorgiamo dell’importanza di questa area di rischio solo quando le circostanze della vita ci mettono di fronte ad eventi accidentali con conseguenze traumatiche, che nel nostro pensiero coincidono con l’invalidità gravissima o con la morte. In realtà le difficoltà iniziano molto prima.

FATTORI AGGRAVANTI

Partendo dal Codice della Strada è bene ricordare che le lesioni diventano gravi dopo quaranta giorni di infortunio del danneggiato; sono gravissime in caso d’impossibilità a riprendere una vita normale. Senza pensare all’uso di sostanze stupefacenti, in caso di incidente un alcolico di troppo può farci incorrere nelle aggravanti per guida in stato di ebbrezza. Spesso nelle situazioni d’incidente intervengono fattori aggravanti esterni rispetto alla nostra responsabilità di guida che è utile definire, valutare, riconoscere e far riconoscere. Pensiamo ad una frettolosa o errata ricostruzione dell’incidente da parte delle forze di polizia che intervengono sul luogo, alle condizioni del manto stradale o delle barriere di protezione (che possono tramutarsi in elementi di pericolo o di aggravio del danno), al comportamento di altri utenti della strada.

Non escludiamo il fatto che l’incidente possa avvenire all’estero, con conseguenti incomprensioni linguistiche nella concitazione del momento. Come ben sappiamo oltre ad aver ragione o parzialmente ragione è importante che questa ci venga riconosciuta nelle sedi giudiziarie competenti. Nominare il perito giusto e l’avvocato specializzato comporta dei costi non indifferenti (anche nell’ordine delle decine di migliaia di euro) da sostenere spesso in anticipo, con possibili interventi in più gradi di giudizio e conseguenti tempi di definizione del contenzioso di diversi anni.

GLI ELEMENTI CHIAVE DELLA POLIZZA

Senza prevalere sulle competenze del risk manager aziendale (abbiamo comunque ben presente il fatto che in molte realtà la funzione del fleet manager si fonde nella persona che gestisce la flotta, i viaggi aziendali, le strutture immobiliari, i servizi di manutenzione… inevitabilmente nella sua sfera di competenza arrivano anche i contratti assicurativi relativi a tutti questi servizi) ci sembra utile prospettare gli elementi chiave che la polizza dovrebbe contemplare. In primo luogo definire la copertura della persona, del veicolo o di entrambi: il driver “guida” non solo e non esclusivamente l’auto aziendale; al contempo poi se l’auto aziendale è affidata in uso promiscuo la stessa può essere condotta anche da persone diverse dal dipendente.

Bisogna stare attenti all’operatività territoriale: l’ambito di movimento della flotta è una chiave di delimitazione ma se la nostra attenzione è rivolta al collaboratore dobbiamo includere che egli possa accendere fattori di rischio in ogni parte del mondo. Il massimale di assistenza legale dovrebbe essere adeguato, coprire possibilmente per ogni evento e per ogni livello istruttorio e di giudizio, prevedendo possibilmente l’erogazione di anticipi sul rimborso costi totale dato che i tempi a volte possono dilatarsi a diversi anni. Infine è bene ricordare che la tutela legale non esonera dalle responsabilità individuali, dal mantenere stili e condotte consoni alla legge ed alla prudenza, dal considerare che si ha in mano uno strumento (l’auto) al quale la fisica impone dei limiti (spazio di frenata, tenuta di strada, ecc.), dal continuare incessantemente a promuovere comportamenti rivolti ad anticipare e prevenire piuttosto che a rincorrere le situazioni di rischio e pericolo per tutti.