Incentivi auto: 1 italiano su 2 si dice pronto ad usufruirne

Mobilità ai tempi del Covid: quasi 1 italiano su 2 si dice pronto a usufruire degli incentivi per l’acquisto dell’auto. Aumenta la paura del contagio, frena la mobilità collettiva. I dati di una ricerca di Areté.

1 italiano su 4 evidenzia i timori legati alla nuova accelerata della pandemia che finiscono per frenare ulteriormente l’uso dei sistemi di mobilità collettiva. L’auto resta il mezzo più utilizzato per gli spostamenti dal 70% degli italiani. Quasi 1 su 2 si dice pronto ad usufruire dei nuovi bonus per cambiare la propria vettura. In forte crescita l’appeal dell’ibrido (preferito dal 46%).

Sono questi alcuni dei principali trend che emergono dalla nuova survey mensile “Come cambiano le abitudini ai tempi del COVID”, condotta a ottobre da Areté (azienda specializzata nella consulenza strategica fondata da Massimo Ghenzer) per fotografare i cambiamenti in atto nel mondo della mobilità.

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L’AUTOMOBILE È IL MEZZO PREFERITO

La survey, realizzata in concomitanza con l’inizio di quella che i media stanno definendo come “la seconda ondata del virus”, fotografa la crescita della paura del contagio, segnalata da 1 intervistato su 4 (nel luglio scorso solo il 18% l’aveva evidenziata).

Il timore diffuso finisce per rafforzare gli strumenti di mobilità individuale che consentono il rispetto del distanziamento sociale, con il 70% del campione che indica le quattro ruote come il mezzo di trasporto preferito per i propri spostamenti abituali, il 9% si muove a piedi, il 6% in bicicletta e solo il 9% fa ricorso ai mezzi pubblici soprattutto per raggiungere il luogo di lavoro. Il 3%, equamente distribuito, si affida alle formule più moderne di condivisione: monopattini, car sharing e bike sharing.

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CRESCE L’APPEAL DELLE AUTO IBRIDE

La ricerca indaga poi la propensione all’acquisto, aprendo diversi focus su temi come alimentazioni, modalità di acquisizione del veicolo e rapporto con il concessionario. Complice anche i consistenti incentivi studiati per questi veicoli, il 63% degli intervistati si dice pronto ad acquistare vetture ad alimentazioni elettrificate (il 46% convinto dalle soluzioni bride, il 17% dal full electric); il diesel resta marginale (11%). I motivi di scelta delle elettrificate vedono primeggiare il “risparmio economico” (58%), seguito dal “minore inquinamento prodotto” (40%); dato, quest’ultimo, che testimonia il crescente senso di responsabilità della popolazione sul tema delle emissioni.  

Resta alto l’appeal del noleggio a lungo termine: 1 automobilista su 10 è pronto ad affidarsi a questa soluzione. Solo il 30% intende acquistare in contanti il proprio veicolo, il 52% con un finanziamento e il restante 8% utilizzando la formula del leasing.

Negli ultimi due mesi il mercato automotive ha registrato una parziale ripresa dei consumi, anche grazie agli incentivi all’acquisto messi in campo dal Governo. La leva introdotta per risollevare il settore è stata apprezzata dai consumatori, anche se finora solo il 7% ne ha usufruito. Ben il 46% dichiara di volersene servire nei prossimi mesi (praticamente 1 italiano su 2).

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grafico areté

IL RAPPORTO CON LA CONCESSIONARIA

Ma come la pandemia e la diffusione degli strumenti digitali stanno modificando il rapporto con la concessionaria? L’appeal per il salone resta alto: 9 automobilisti su 10, pur favorevoli ad avviare il processo di acquisto online, preferiscono concludere la trattativa in concessionaria. Il 74% si dice favorevole a recarsi in concessionaria anche la domenica.

Cresce la fiducia verso le piattaforme di condivisione: il 66% degli intervistati indica WhatsApp come strumento privilegiato per ricevere informazioni dal venditore. In particolare, i contenuti più richiesti riguardano: “video/immagini degli interni” (indicati dal 64% degli intervistati), “video immagini degli esterni” (53%), “immagini degli accessori” (52%). Sale la percentuale di persone disposte ad approfondire con il venditore l’acquisto dell’auto anche di domenica (18%) o la sera dopo le 20 (17%).

Il test drive a domicilio, proposto con successo nelle fasi post lockdown, resta un servizio apprezzato e richiesto dal 26% degli intervistati.