In viaggio con Volkswagen Golf Variant

di Piero Evangelisti

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Sulle strade che da Verona portano verso i monti abbiamo avuto la possibilità di far provare la nuova Volkswagen Golf Variant a due driver d’eccezione, i fleet manager Robert Satiri di Colacem e Mattia Rovelli di Stanley Black&Decker. L’obiettivo della prova era di testare su strada quanto quest’auto sia adatta ad uso aziendale: il risultato è molto positivo.

Volkswagen Golf Variant, sviluppata sulla settima generazione dell’auto più venduta in Europa (un primato al quale è abituata da decenni), ha sofferto, fino alla serie precedente, di un certo complesso di inferiorità, nei confronti della berlina, che non le ha mai permesso di ottenere il successo che meritava. Adesso, però, le cose sono cambiate, e la station wagon di Wolfsburg ha le carte in regola per andare alla conquista di più ampi spazi nel settore delle flotte aziendali e del noleggio a lungo termine, settori dove le familiari, a differenza di quanto accade con i privati, sempre più orientati verso Suv e crossover, recitano ancora una parte di primo piano. E’ per questo che Auto Aziendali Magazine ha deciso di dedicare alla nuova Golf Variant uno dei suoi “viaggi con il fleet manager”, un’iniziativa che ha già riscosso un grande successo e che permette di entrare in sintonia con l’auto che si prova, scoprendone tutte le peculiarità, mettendo a confronto motori e trasmissioni diverse, un’esperienza di guida, insomma, unica per durata e intensità. imageQuesta volta il programma è stato condensato in una giornata scegliendo, come punto di partenza e di arrivo, la sede di Volkswagen Group Italia a Verona, per poi mettere alla prova la Golf Variant su ogni tipo di strada: dall’Autostrada del Brennero, verso nord, alle belle strade che attraversano le colline della Valpolicella fino ai tornanti che salgono verso i Monti Lessini che dominano il lago di Garda. Prima di parlare delle vetture protagoniste del nostro viaggio – due Golf Variant appena immatricolate, le prime in vista del lancio commerciale che si teneva in quel periodo – presentiamo i driver. Si tratta di Robert Satiri, responsabile dei servizi generali di Colacem, azienda leader nella produzione del cemento, e di Mattia Rovelli, procurement per l’Italia di Stanley Black&Decker, due fleet manager che rappresentano aziende con profili ed esigenze diverse per quanto riguarda i parchi aziendali. A consegnare le chiavi, un rito al quale non ci si può sottrarre, c’era Fabio Leggeri, responsabile flotte Volkswagen Italia che ha “presentato” le vetture ai driver sintetizzando gli highlight della nuova Golf Variant.

imageLa protagonista
Prima importante novità, quella che fa capire subito che siamo di fronte a una svolta epocale, è la piattaforma sulla quale la Variant è costruita, la poliedrica Mqb già adottata da Golf berlina, Gti e Gtd, Seat Leon, Skoda Octavia e che è destinata ad accogliere in un prossimo futuro decine di nuovi modelli del Gruppo VW. Con la sua architettura modulare, leggera (la nuova Variant perde fino a 105 kg di massa rispetto alla serie precedente) si presta ad adattarsi alla vocazione dei diversi modelli ma asseconda sempre, con la sua larga carreggiata e la ridotta altezza da terra,  la guida sportiva abbinata a un elevato livello di comfort. E anche Golf Variant, che del concetto di station wagon dà un’interpretazione molto particolare, si presenta con un piglio dinamico esaltato dalle sue forme.

Scheda VW Golf Variant
Le due Volkswagen Golf Variant guidate nel nostro viaggio erano equipaggiate con due diverse motorizzazioni, le più indicate per la loro destinazione a flotte aziendali e noleggio a lungo termine: la 1.6 TDI turbodiesel e la 2.0 TDI turbodiesel. La 1.6 TDI ha una potenza massima di 105 CV e una coppia massima di 250 Nm fra 1.500 e 2.750 g/min e consuma nel ciclo combinato 4,0 l/100 km (104 g/km di Co2). A questo motore è possibile abbinare un cambio manuale a sei marce oppure un DSG a sette rapporti. La 2.0 TDI turbodiesel ha una potenza massima di 150 CV (coppia 320 Nm fra 1.750 e 3.00 g/min); consuma, nel ciclo combinato, 4,2 l/100 km (108 g/km CO2) ed è dotata di cambio manuale a sei marce o DSG a sei rapporti.
Dimensioni delle vetture: lunghezza 4,56 m, larghezza 1,80 m, altezza 1,48 m, passo 2,63. Peso 1.400 kg.
Livelli di equipaggiamento: Trendline, Comfortline e Highline.
Disponibili due Business Pack da 859 e 929 euro.
Prezzi a partire: 1.6 TDI da 22.500 euro; 2.0 TDI da 28.250 euro. Cambio automatico DSG: 1.900 euro .

Lunga 4,56 m (ben 31 cm in più della versione Berlina) Golf Variant si presenta con una linea che segue, fino ai montanti centrali, il profilo della berlina, ma a partire dalle portiere posteriori tutto cambia e basta il primo sguardo per capire che è stata progettata come modello autonomo e non come un semplice derivato, come spesso accade aggiungendo un portellone in coda e un vano bagagli più capiente. Ciò non significa che la funzionalità sia stata sacrificata nel nome dello stile, perché Golf Variant ha un vano per i bagagli che cresce in capienza passando da 505 a 605 litri, che diventano 1.620 abbattendo lo schienale del divano posteriore. Osservando i dettagli della carrozzeria della Variant ritroviamo la stessa precisione costruttiva della Golf VII Berlina, millimetrica e sinonimo di  un’eccellente qualità costruttiva, assolutamente premium.  A bordo si ritrova la stessa pulizia delle linee che definisce la carrozzeria; i materiali sono di livello premium e la strumentazione è di taglio hi-tech. I sedili anteriori sono disegnati per trattenere il corpo nella guida dinamica ma il loro comfort si presta anche ai viaggi più lunghi.
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Tante versioni sportive e parsimoniose
Trovata senza difficoltà la giusta posizione di guida, i nostri driver cominciano a prendere confidenza con le due vetture analizzandone i dettagli, e non solo quelli, perché le due Golf Variant del nostro test sono diverse, a cominciare dal motore e dal tipo di trasmissione. Si tratta, ovviamente, delle due versioni turbodiesel, quattro cilindri, più indicate per un’utilizzazione business e montano il 2.0 TDI BlueMotion Technology da 150 CV, abbinato alla trasmissione automatica a doppia frizione DSG a sei rapporti, e l’16 TDI BlueMotion Technology da 105 CV con cambio manuale a sei marce.image E’ questo il propulsore più invitante per il manager che gestisce una flotta moderna orientata al rispetto dell’ambiente che coincide, poi, con costi di esercizio contenuti, visto che il 105 CV consuma meno di 4 litri per 100 km ed emette 119 g/km di anidride carbonica.

Alla conquista delle flotte
Nuova Golf Variant è un’auto con cui Volkswagen va alla conquista di nuovi spazi fra le station wagon del suo segmento. Fabio Leggeri, responsabile flotte di Volkswagen Italia, la presenta così.
• “Nuova Golf Variant nasce sul pianale Mqb, quello della Golf di settima generazione e quindi contiene la stessa carica innovativa della berlina. Ovvio, quindi, che rispetto alla versione precedente la nuova Variant cambi moltissimo a cominciare dalle dimensioni maggiorate che su questo modello si traducono in maggior spazio per il carico, ben 100 litri in più rispetto al passato”.
• “La Variant, adesso, si apprezza prima di tutto per il suo appeal, è un’auto bella, con un design accattivante, che si sposa all’elevata qualità, percepita e costruttiva, un’auto che il settore delle flotte aspettava. Poi vengono i costi di esercizio, i consumi , e sulla Variant troviamo il nuovo motore turbodiesel 1.6 l da 110 cv, Euro 6, che consuma 3.9 litri di gasolio per 100 km emettendo appena 102 g/km di Co2, un propulsore perfetto per le flotte aziendali”.
• “Gli allestimenti sono quelli classici di Volkswagen: Trendline, Comfortline e Highline. Per gli ultimi due, quelli che vengono normalmente scelti per flotte e noleggi, proponiamo adesso dei pacchetti business che contengono gli optional più richiesti a un prezzo globale più conveniente. Con la nuova Variant andremo a raggiungere il cliente che vuole un’auto funzionale per il lavoro e versatile per il tempo libero nell’uso personale”.
• “Anche Golf Variant beneficia, ovviamente, di tutti vantaggi che offriamo alla clientela business: da un finanziamento specifico per le PMI a un leasing finanziario molto importante per i clienti con partita Iva fino a formule dedicate al sempre più diffuso noleggio a lungo termine, il preferito dalle grandi aziende”.

Questi due propulsori fanno parte di una gamma  che comprende anche tre motori a benzina – 1.2 TSI da 105 CV e 1.4 TSI nelle versioni da 122 e 140 CV – un 1.6 l TDI da 90 CV e il modernissimo 1.6 BlueTDI (Euro 6) che con 110 CV ha prestazioni analoghe a quello della nostra prova rispetto al quale costa qualcosa in più. In un futuro non lontano arriverà anche un bifuel benzina/metano.

In viaggio
Partiti dal quartier generale  di Volkswagen Group Italia, i nostri manager mettono subito alla prova le Golf Variant sull’A22, direzione Brennero, dove le vetture si apprezzano per la progressione, fluida e decisa, con cui accelerano e per la silenziosità di marcia favorita sia dalla perfetta insonorizzazione (la sonorità dei due motori è comunque molto contenuta fin dalla messa in moto) sia dall’aerodinamica molto curata. Viaggiando così è facile superare senza accorgersene le velocità consentite che entrambe le Variant raggiungono con grande rapidità. Abbandonata l’autostrada si va alla ricerca di quel misto dove sia possibile testare le doti di stabilità e di handling della nuova Variant e allo scopo si presta benissimo la zona dei vigneti della Valpolicella, ormai spogli dei loro preziosi grappoli ma arricchiti di uno spettacolare foliage che vira dal giallo al rosso scuro,  ricca di strade con ampi curvoni che si alternano a secche svolte che seguono i confini dei poderi. La sensazione, anche per il giornalista che siede di fianco al driver, è quella di essere a bordo di un’auto sportiva e non certo di una familiare, tipo di vettura che per tendenza naturale fa sentire gli effetti di un vano bagagli scarico. La tenuta di strada, anche affrontando le curve con decisione, è impeccabile grazie alla presenza del differenziale a bloccaggio elettronico trasversale XDS+, un raffinato dispositivo fino a qualche anno fa riservato all’esuberante Golf GTI. L’upgrading degli allestimenti delle nuove Variant risulta, del resto, evidente dalle dotazioni di serie e dalla disponibilità di optional normalmente riservati a vetture di taglia e categoria superiori. imageOfferta nelle tre classiche linee di allestimento Trendline, Comfortline e Highline, Golf Variant ha di serie, per tutti i motori, la funzione start/stop, e monta come standard il dispositivo di frenata anticollisione multipla, sette airbag, specchietti retrovisori a regolazione elettrica, display con l’indicatore del cambio marcia per una guida più risparmiosa e l’indicatore della pressione dei pneumatici. Fra gli optional troviamo il Front Assist (con la funzione di frenata d’emergenza City), il cruise control che mantiene costante la distanza dal veicolo che precede e il Lane Assist che mantiene l’auto nella corsia di marcia. Una ricca tecnologia di infotainment completa l’allestimento della nuova Golf Variant. Ma torniamo in viaggio. La pausa per il pranzo è a Casa degli Spiriti dove arriviamo dopo una salita che da fondo valle ci porta in cima a un colle, vicino a Costermano, da dove si ha una visione mozzafiato del lago di Garda che, però, in occasione della nostra prova era coperto da una fitta foschia. E’ il momento per i fleet manager di scambiarsi le prime opinioni sulla vettura e i giudizi sono più che positivi per entrambe le motorizzazioni che si sono dimostrate brillanti e vivaci, pronte alla risposta anche nella salita che ci ha portato alla nostra meta intermedia.

Comfort e capienza
Mattia Rovelli, procurement per l’Italia di Stanley Black & Decker è uno dei due driver di eccezione della nostra prova. Ecco le sue impressioni al termine della giornata trascorsa con la nuova Volkswagen Golf Variant
• “E’ un’auto sicuramente diversa da tutte le altre Volkswagen che ho guidato, innanzitutto per il comfort di guida e poi per il motore che ha una ripresa notevole per la sua cilindrata (Rovelli sta guidando la 1.6 l TDI da 105 CV, ndr). Il design interno è più semplice, lineare, veramente bello. L’auto comunque è molto ben rifinita, con una linea ben definita, in certi particolari esterni addirittura aggressiva e comunque sportiva. Il nome Variant, secondo me, può anche significare che è una variante, un modello diverso sotto tutti i punti di vista”
• “La vedo adatta a chi viaggia dovendo portare con sé materiali da lavoro voluminosi, come nel nostro caso quando i nostri promoter devono trasportare cassettiere, utensili che si possono stivare facilmente grazie all’accessibilità del piano di carico. Tutti i vani portaoggetti nell’abitacolo sono molti utili per chi viaggia per lavoro”.
• “La Variant è agile nelle curve, ha ripresa, è bella da guidare. Il motore turbodiesel 1.6 è un ottimo motore, ha la cilindrata giusta, in linea con le auto che abbiamo attualmente in azienda, tutte diesel fra 1.4 e due litri, in leasing e a noleggio. Il 20% è oggi rappresentato da modelli Volkswagen e la nuova Golf Variant può diventare l’auto giusta per promoter e middle management. E’ un esempio corretto di downsizing, belle prestazioni e consumi che diminuiscono. Sono rimasto veramente stupito dal funzionamento dello Stop&Start”.

E’ il momento del rientro – ancora strade di montagna, pianura e autostrada – fino alla sede di Volkswagen Italia dove si conclude la nostra esperienza al volante della nuova VW Golf Variant, un’auto destinata a trovare nuovi spazi nei parchi auto delle aziende, forte del fatto che è sì una Golf a tutti gli effetti, ma è oggi anche un modello completamente autonomo dalla berlina, una familiare con una personalità molto forte. Il giudizio finale dei nostri driver? Lo trovate nei box di quest’articolocin queste pagine, qui vogliamo soltanto dirvi che Robert Satiri e Matteo Rovelli avrebbero voluto fare rientro a casa al volante delle auto che hanno provato.

Un’auto tedesca
Robert Satiri, uno dei due fleet manager che si sono prestati a fare da test driver della nuova Golf Variant, è responsabile dei servizi generali della Colacem. Vi proponiamo alcune delle sue impressioni che abbiamo raccolto durante il viaggio.
• “La prima sensazione è quella di solidità, di essere a bordo, come mi piace dire, di un’auto autenticamente tedesca, con un handling tosto, sempre sicura, affidabile, maneggevole anche nei tornanti stretti che abbiamo affrontato nella prova”.
• “Notevole il comfort e il motore, esuberante (in quel momento Satiri era alla guida della versione 2.0 l TDI da 150 CV, ndr) non è invadente mentre lo si sente nella spinta. E poi mi piace il cambio Dsg, fluido, piacevole, rapido, i cambi di marcia non si avvertono. Non fa certo rimpiangere quello manuale, anzi, io non capisco chi ancora oggi continua a preferirlo a un moderno automatico. E poi, se si vuole, è piacevolissimo usarlo come un manuale”.
• “Le station wagon sono ancora ben presenti nelle flotte, sicuramente nella nostra: Suv e crossover sono più un fatto di moda mentre la funzionalità di una Sw resta con la sua flessibilità d’uso. Una vettura come la Variant dalla sua ha anche il design che non è quello di una berlina alla quale hanno aggiunto il vano per i bagagli”.
• “La gamma dei motori, a benzina e turbodiesel, è molto ampia e poi, visto che è una Volkswagen, arriveranno versioni a metano e forse ibride, chissà, forme di alimentazione che spingeranno ancora di più la Variant a entrare a far parte di flotte aziendali. Nell’insieme sono motori con un costo di esercizio contenuto”.
• “Sono convinto che la nuova Golf Variant sarà percepita dalle aziende come una piccola Passat Variant e come questa ritengo che diventerà un’auto di successo nel settore dove la Passat è una protagonista”.
• “Ho trascorso una giornata molto piacevole, stimolante e ho un solo rammarico: non poter rientrare a casa con la Golf Variant”.