In viaggio con… Maserati Levante e Ghibli

di Piero Evangelisti

Le Maserati sono sempre più presenti al top di molte flotte aziendali e nelle scelte per il noleggio a lungo termine. In particolare, tra le auto premium che hanno ultimamente catalizzato l’attenzione vi è certamente la Maserati Levante, primo Suv della Casa del Tridente. L’abbiamo fatta provare a due fleet manager – Francesco Lazzaroli di Banca Mediolanum e Lorenzo Priano, di Team System –  insieme alla sorella Maserati Ghibli


Viaggiare al top

Alternarsi al volante delle due auto ha rappresentato per i nostri driver un’interessante opportunità per cogliere sia le doti comuni ad entrambe le vetture sia le profonde differenze legate alla diversa vocazione. In comune hanno ovviamente il temperamento di ogni Maserati, il fatto di essere al 100% made in Italy e il design che fonde in perfetto equilibrio sportività ed eleganza. A distinguerle è però la funzione, perché un Suv è equipaggiato di tecnologie particolari che supportano l’eventuale marcia in fuoristrada, come il dispositivo di Levante che consente di aumentare progressivamente l’altezza del veicolo dal suolo.

 

Il ponte di Bereguardo

Partiti da Rosso Corsa (MI), è stato Lorenzo Priano a mettersi per primo alla guida di Levante in direzione dell’autostrada Milano-Genova. Pochi minuti e il manager di Team System era già perfettamente a suo agio perché fra le tante doti del Suv Maserati spicca la docilità con cui si manovra un colosso che supera le due tonnellate, lungo oltre cinque metri, con un passo che supera i tre. Con la prima rotonda arriva il test del rollio, problema che affligge molti grandi Suv ma che su Levante – grazie al raffinato Torque Vectoring Control – è completamente assente. Lasciata l’autostrada, si deve affrontare il ponte di Bereguardo che, quando il livello del Ticino è basso (come nella giornata del nostro viaggio), nella parte centrale si abbassa creando un importante angolo con le rampe di accesso e di uscita. Portata al massimo l’altezza dal suolo e inserita la modalità offroad, Levante ha percorso il ponte con estrema naturalezza. Più complessa l’operazione con Ghibli che ha affrontato l’attraversamento con la massima cautela: è quella differenza di funzione che, come abbiamo detto, distingue le due Maserati.

Nella natura

Le ore scorrono ed è giunto il momento del cambio di guida. Siamo arrivati alla seconda destinazione del nostro viaggio, Parasacco, piccola frazione di Ferrara costeggiata da canali d’acqua limpidissima, delimitate da fitti canneti. A bordo, la Maserati Levante si lascia apprezzare particolarmente per la sua nuova dotazione tecnologica: un grande display touchscreen da 8,4 pollici collegato alla piattaforma multimediale di infotainment e alla telecamera che trasmette le immagini intorno all’auto nelle fasi di parcheggio. 

 

Una cornice insolita

Terza tappa del nostro viaggio è stata l’Abbazia che sorge al centro del piccolo borgo di Morimondo (MI). Messe l’una a fianco dell’altra, Levante e Ghibli hanno esibito il loro design, un linguaggio stilistico ormai inconfondibile di tutte le nuove Maserati che parla attraverso la grande griglia che domina i frontali. La pulizia delle linee risalta ancora di più in una cornice esteticamente perfetta. Il nostro viaggio si è concluso con l’ultima tappa: statale e autostrada per rientrare alla concessionaria Rosso Corsa, precedute da un tratto di leggero offroad percorso soltanto da Levante con estrema naturalezza perché il Suv di Modena può superare ben altre asperità. 

 

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