In viaggio con la nuova Mercedes-Benz Classe A

di Piero Evangelisti ed Ermanno Molinari

IMG_3600Un’auto nuova, fin nei minimi dettagli. Motori potenti e poco assetati, linee sportive ed eleganti allo stesso tempo, comandi intuitivi e connettività in primo piano. L’abbiamo fatta provare sul percorso da Milano a Stoccarda a due driver d’eccezione: Giovanni Tortorici, presidente di Aiaga, e Laura Echino, di LavazzaLa nuova Mercedes-Benz Classe A è un’automobile assolutamente rivoluzionaria, destinata a cambiare il panorama delle medie di fascia premium con un ruolo da sicura protagonista nel settore delle flotte aziendali e del noleggio. imageE per un modello così innovativo, sotto tutti i profili, Auto Aziendali Magazine ha pensato di organizzare una prova di guida veramente speciale, mettendo al volante della Classe A due fleet manager su un percorso di oltre 600 km da percorrere tutti d’un fiato: da Milano a Stoccarda, dalla sede di Mercedes-Benz Milano al Museo che nella capitale del Baden-Württemberg racconta l’entusiasmante cammino degli inventori dell’automobile, un itinerario particolarmente vario con lunghi tratti di autostrada, passi alpini e strade statali che, come vedremo, non ha trascurato il lato turistico.

Nel cast della prova in primo piano ci sono ovviamente i driver: Giovanni Tortorici, responsabile Le due vetture Mercedes
Le due vetture guidate da Milano a Stoccarda rappresentano le versioni più interessanti per il mercato delle flotte aziendali e dei noleggi. Vediamo, sinteticamente, le loro caratteristiche tecniche. Comuni a entrambe sono le dimensioni: lunghezza 4,30 m, larghezza1,78 m, altezza 1,44 m, passo 2,70. Identico è il disegno delle sospensioni con McPherson all’asse anteriore, e con quattro bracci posteriormente, ammortizzatori oleopneumatici e barra stabilizzatrice, iniezione ad alta pressione con tecnologia common rail e turbocompressore a gas di scarico a geometria variabile. Lo stesso vale per l’impianto frenante costituito da quattro freni a disco con gli anteriori autoventilanti, freno di stazionamento elettrico, Abs, Brake Assist e Esp. Lo sterzo è dotato di servo elettromeccanico.
flotte della Barilla e presidente A.I.A.G.A., e Laura Echino, Direttore dei Servizi Generali di Lavazza; ad assisterli, fornendo tutte le informazioni necessarie a prendere confidenza con la nuova vettura, c’erano Alessandro Musso, Responsabile Vendite Internazionali di MB, insieme a Alberto Mussoni, vendite flotte di MB Italia; a completare il gruppo i giornalisti che vi raccontano questa storia e il direttore della nostra rivista Gian Primo Quagliano.

La vera protagonista
“Mercedes-Benz sta diventando il marchio premium più dinamico e la Classe A rappresenta un’importante pietra miliare di questo processo, perché si tratta di un’auto completamente nuova, fin nei minimi dettagli: l’opportunità di cominciare con un foglio di carta bianco, nello sviluppo automobilistico, non capita spesso e i nostri ingegneri e designer l’hanno sfruttata fino in fondo in modo convincente”. Sono parole di Dieter Zetsche, presidente di Daimler AG e responsabile Mercedes-Benz Cars, che, da sole, fanno capire la portata storica della nuova Classe A per una Marca che della tradizione ha sempre fatto la sua bandiera. Avete presente la Classe A che ci ha accompagnato durante gli ultimi 15 anni anni e che è stata prodotta in oltre due milioni di esemplari? Bene, dimenticatela, o, meglio, affidatela ai ricordi di una stagione del marchio Mercedes, perché la nuova Classe A con la precedente ha in comune soltanto il nome.

Tortorici: “Fattore chiave, il valore residuo” 

Giovanni Tortorici, di origini pugliesi, è Purchasing Manager di Barilla e Presidente di Aiaga.

Dopo 600 chilometri al volante delle nuove Classe A, come valuta l’esperienza e le nuove Mercedes?

“E’ stato un test importante che ha messo in luce la portata innovativa, di rottura rispetto al passato della nuova Mercedes. E’ un’auto equilibrata, precisa nei cambi di direzione, infonde sicurezza, è silenziosa e stabile; ottima la coppia che permette una marcia fluida a regimi di rotazione bassi che si traducono in consumi ridotti”.
Sembra quasi sorpreso…
“Positivamente, perché ho trovato un’auto veramente premium, a cominciare dalla raffinata tecnologia di cui è equipaggiata di serie, con uno start/stop impercettibile e consumi che non sono facili da riscontrare su auto di questa classe”.
Pensa all’importanza delle emissioni per le flotte aziendali?
“Beh, 98 g/km di CO2 emessi dalla 1.5 l sono davvero notevoli, e quello che più conta è che non ne risentono le prestazioni, autenticamente sportive. Siamo di fronte a una vettura di ingombri contenuti, ottima per la forza vendita di un’azienda, un’auto dall’immagine forte che nel nostro settore può fare strage di cuori”.
Come valuta i prezzi?
“Penso possano definirsi aggressivi, in un segmento molto affollato dove potrebbero risultare decisivi: il brand Mercedes assicura infatti un alto valore residuo che si traduce in canoni più bassi, accessibili anche per chi ha problemi di budget. Si può fare saving e allo stesso tempo soddisfare le aspettative dell’utilizzatore. Uso una metafora: con la Classe A un gestore di flotte può arrivare là dove osano le aquile, inserire nella car list una Mercedes-Benz in un segmento dove la Stella non c’era mai stata”.

Abbiamo parlato di prestazioni e consumi, e la sicurezza?
“All’altezza del brand, curata nei più piccoli dettagli, con dispositivi di serie molto importanti, come il pretensionatore delle cinture o il segnale acustico che avvisa il guidatore quando il suo comportamento fa pensare che possa avere un colpo di sonno. Ho molto apprezzato anche l’avvisatore della presenza di un veicolo nell’angolo cieco di chi guida”.

Cosa cambia, nel settore delle flotte, rispetto alla Classe A precedente?
“Con la precedente la Classe A ha in comune soltanto il nome. Questa è un’auto di conquista, sarà una protagonista nelle vendite flotte e nei noleggi a lungo termine. Ne sono sicuro”.

Basta prenderle le misure: 4,30 metri di lunghezza,1,78 di larghezza e 1,43 di altezza, 16 cm più bassa della precedente, un dato che da solo lascia intendere la diverse vocazioni delle due vetture: compatta berlina-monovolume la prima, berlina a due volumi, cinque porte, con ambizioni da coupé, la seconda, indirizzata sicuramente a una clientela più giovane. Con i suoi cinque posti, la nuova Classe A offre sedili posteriori comodi per tre persone e il volume del bagagliaio è di 341 litri, che possono diventare 1.157 ribaltando gli schienali dei sedili posteriori. Al primo sguardo la vettura trasmette la sensazione di movimento anche quando è ferma, merito dell’equilibrio imageraggiunto dai designer (il trentacinquenne inglese Mark Fetherston, sotto la supervisione del chief designer di Stoccarda, Gorden Wegener) fra linee rette e curve e nell’alternarsi di superfici concave e convesse che sembrano scolpite dal vento. L’inconfondibile Stella a tre punte, incastonata al centro di due lamelle orizzontali, caratterizza la calandra che conferisce un’imponenza sportiva ed elegante allo stesso tempo alla nuova Classe A. Salendo a bordo l’impressione di equilibrio fra sportività (legata al taglio stilistico Amg) e funzionalità è immediata; la plancia ospita strumenti di facile lettura e comandi intuitivi disegnati in funzione ergonomica, mentre la console centrale è dominata dal nuovo schermo “tablet” che visualizza la gestione dell’infotainment.

Echino: “Nuove possibilità anche nelle flotte”

Laura Echino, torinese, è direttore globale dei servizi generali di Lavazza (in questa posizione supervisiona la gestione del parco auto aziendale) e consigliere di Aiaga.

Quali impressioni ha tratto dal viaggio da Milano a Stoccarda al volante delle nuove Mercedes-Benz Classe A?
“Ho scoperto un’automobile assolutamente nuova, ben diversa dalla Classe A precedente. Quella attuale è una berlina sportiva, che guarda a una clientela potenziale ben più giovane e dinamica, una Mercedes che non ti aspettavi, piacevole da guidare, maneggevole, con un bel cambio manuale, su quelle che ho guidato, che io preferisco a quelli automatici. E il design è sicuramente riuscito, con il frontale bello, aggressivo, che ho notato anche osservando nello specchietto la vettura guidata da Giovanni Tortorici”.
Quali particolari l’hanno maggiormente colpita?
“Prima di tutto la sensazione di sicurezza, che si prova non appena si gira la chiave di accensione, quando le cinture vengono pretensionate; e poi la qualità che si percepisce da ogni dettaglio, nei materiali e nelle finiture degli interni”.
Quale futuro immagina perla Classe A nel settore delle flotte?
“Sicuramente di conquista. E’ la prima volta che Mercedes-Benz si presenta nel segmento che rappresenta il cuore del business e lo fa con un auto dal prezzo aggressivo per una vettura con la stella. Finora non è sempre stato possibile accontentare le richieste degli user chooser verso le auto premium, con la nuova Classe A si aprono nuove possibilità”.
Quale delle due motorizzazioni è secondo lei la più adatta per l’uso aziendale?
“Penso che entrambe (l’1.5 da 109 CV della A 180 CDI e l’1.8 da 136 CV della A200 CDI, ndr) siano corrette, hanno consumi molto ridotti ed emissioni che nel caso della A180 possono essere decisive per flotte che vogliono ridurre la media delle emissioni di anidride carbonica. Certo,la A200 CDI ha grosse risorse di potenza, ma già conla A180, come ho potuto verificare, le prestazioni ed il comportamento su strada sono da autentica sportiva che riesce però ad assicurare un costante comfort”.

E nell’area della sempre più importante “connettività”, la nuova Mercedes fissa nuovi parametri offrendo il Drive Kit Plus per iPhone con applicazioni specifiche sviluppate da Daimler, una dotazione che permette l’utilizzo del proprio smartphone in tutte le sue funzioni. Il posto del guidatore non è più in posizione rialzata, un dato che conferma la nuova missione della Classe A, come sottolinea Laura Echino “la prima Classe A entrava in misura molto limitata nelle car list aziendali, era un’auto molto particolare; con la nuova l’orizzonte si allarga, perché è perfetta per il middle mangement; sono convinta che la vettura andrà a inserirsi da protagonista fra i modelli del segmento C”.

Il viaggio e i motori
Dopo la partenza dalla sede di Mercedes-Benz Milano, la nostra carovana (oltre le due vetture c’erano due van di appoggio per la produzione di un film che può essere visto tramite il codice QR alla Immagine 073fine dell’articolo o sul nostro sito www.autoaziendalimagazine.it/video o anche sul canale AutoAziendali di Youtube) ha rapidamente raggiunto la Svizzera, dove si è svolta una buona parte del test, percorrendo l’autostrada che porta al San Bernardino per poi raggiungere il Liechtenstein e il Lago di Costanza, sempre seguendo il corso del Reno. Le due Classe A, targate Stoccarda e fresche di immatricolazione (il nostro test è stato il primo in assoluto, di lunga durata, con la nuova vettura), sono state scelte con le motorizzazioni che la Casa prevede saranno le più richieste, sia dai privati sia dalle aziende e dalle società di noleggio a lungo termine: l’1.5 l che equipaggia la A180 CDI BlueEFFICIENCY e eroga una potenza di 109 CV e l’1.8 l della A200 CDI BlueEFFICIENCY che ha una potenza massima di 136 CV.

Musso: “La rivoluzione è appena cominciata”
Durante il nostro viaggio, Alessandro Musso, International Corporate Sales Manager di Mercedes-Benz, ha raccontato la nuova vettura a driver e giornalisti illustrando le tante innovazioni della Classe A e rispondendo a tutte le domande che un’auto così nuova non può non suscitare.

Come valuta l’esperienza di questa “due giorni” da Milano alla vostra capitale?
“In maniera più che positiva. Il contatto diretto con i fleet manager è stato importante per capire se gli obiettivi che ci eravamo fissati erano stati raggiunti (e dalle loro dichiarazioni sembra proprio di sì, ndr). Infatti, nel corso dello sviluppo del nuovo modello, che, mi piace ricordarlo, è partito da un foglio assolutamente bianco, un evento rarissimo in campo automobilistico, i progettisti hanno sempre tenuto ben presenti le esigenze del settore flotte”.
Vi state preparando a una nuova sfida?
“Siamo di fronte a una vera rivoluzione: la nuova Classe A, infatti, e più lunga di 40 cm rispetto alla precedente e più bassa di 16cm, e si presenta con una linea scolpita, dinamica. Col nuovo modello vogliamo andare incontro alle nuove generazioni, a giovani dinamici di entrambi i sessi, ai quali proponiamo prima di tutto l’efficienza dei nostri nuovi motori, dall’1.5 l da 109 CV della A180 CDI fino al due litri a benzina da 211 CV della A250, propulsori con prestazioni sportive e consumi molto contenuti che possono essere abbinati a due cambi inediti, un sei marce manuale e il nuovo automatico a doppia frizione a sette rapporti”.
Cosa si può sottolineare degli equipaggiamenti?
La loro completezza, con dispositivi, proposti di serie per tutte le versioni, come l’Attention Assist che rileva la stanchezza del guidatore che viene avvisato attraverso vibrazioni sul volante e segnalazioni acustiche. E’ standard anche il Collision Prevention Assist, rivoluzionario e destinato a diventare un punto di riferimento, un equipaggiamento di cui non si può fare a meno, come, in passato, è stato per l’ESP”.
La Classe A aprirà la strada a nuovi modelli di questa fascia di mercato?
“Certamente, altre tipologie di carrozzeria verranno realizzate sulla stessa piattaforma. Mercedes-Benz, del resto, è da 126 anni protagonista del mondo automobilistico, come testimonia il Museo che sorge qui a Stoccarda, e vuole continuare ad esserlo: lo confermeranno i 15 nuovi modelli che lanceremo entro il2015, in tutti i segmenti del mercato. Insomma, conla Classe A la rivoluzione è appena cominciata”.

Sono i più recenti frutti della politica di downsizing che Mercedes-Benz riesce ad applicare salvaguardando le prestazioni (all’altezza delle aspettative che i clienti nutrono verso il brand) a fronte di consumi sensibilmente ridotti. La A180 CDI, per esempio, accelera, con il nuovo cambio manuale a 6 marce, da 0 a 100 km/h in 11,3 sec e ha un consumo medio di appena 3,8 l di gasolio per percorrere 100 km emettendo 98 g/km di anidride carbonica. Alla riduzione dei consumi ha sicuramente contribuito l’ottima aerodinamica (Cx di 0,27, il migliore in questa classe di vetture), come dimostrano le prestazioni e i consumi della più potente A200 CDI: da 0 a 100 km/h in 9,3 sec e consumo medio di 4,3 l/100 km (111 g/km di CO²). Le velocità massime raggiungibili con le due nuove Classe A – 190 km/h per la 180 CDI, 210 km/h per la 200 CDI – le abbiamo potute verificare una volta arrivati sulle autostrade tedesche in Germania, dove per lunghi tratti non ci sono limiti di velocità, quando il fondo stradale è asciutto. “Le innovazioni tecnologiche dell’auto si percepiscono anche nella guida” commenta Giovanni Tortorici, “lo start/stop, per esempio è impercettibile; la disponibilità di tanta coppia in basso rende la marcia piacevolissima mentre le prestazioni basta chiederle e la sportività è assicurata, anche se i consumi sono veramente bassi”.

Mercedes-Benz Museum

Dal 2005, l’anno in cui è stato inaugurato, il Mercedes-Benz Museum è una delle attrazioni della città di Stoccarda ed è ogni giorno la meta di migliaia di visitatori: appassionati di auto e motori, scolaresche, soci degli innumerevoli club della Stella, arrivano da ogni parte del mondo per rivivere l’epopea degli inventori dell’automobile Gottlieb Daimler e Karl Benz (oltre a Wilhelm Maybach, collaboratore di Daimler per 44 anni). Una storia lunga 126 anni, come quella dell’automobile, la cui nascita si fa risalire al 1886 quando Daimler propose il suo primo motore per autotrazione e Karl Benz (i due vivevano a pochi chilometri distanza ma non si conoscevano) presentò il triciclo a motore Velociped. La storia di quello che è oggi il Daimler Group è molto più complessa di quanto si immagini e nel Museo è possibile ripercorrerla scendendo lungo una lunga spirale che collega i nove livelli in cui è suddivisa l’esposizione. Si parte dalla statua di un cavallo – un omaggio all’unica fonte di mobilità prima dell’avvento dell’automobile – per arrivare ad avveniristici concept, di ieri e di oggi, e alla parata delle Mercedes-Benz da competizione dove è possibile ammirare le leggendarie Frecce d’Argento di Alfred Neubauer e le Formula 1 di Lewis Hamilton e Michael Schumacher. La costruzione, imponente, sorge davanti all’ingresso della fabbrica principale di Mercedes-Benz, ed è stata progettata dal team di architetti olandesi di UNStudio. Impressionante è la hall, che ricorda un po’ il Guggenheim di Bilbao firmato da Frank Gehry, dove ascensori spaziali salgono lungo le pareti fino al nono livello, dove inizia la visita. Una straordinaria galleria fotografica, un’esposizione ininterrotta lungo la spirale discendente, accompagna il visitatore illustrando la storia degli ultimi 126 anni parallelamente agli eventi di Casa Mercedes-Benz rappresentati da automobili (alcune sono pezzi unici che possono essere visti soltanto qui), autobus, veicoli commerciali e grandi truck. Insomma, il Mercedes-Benz Museum, se non ci si trova già a Stoccarda, merita una deviazione; è aperto dal martedì alla domenica , dalle 10.00 alle 18.00.

Piacere di guida

IMG_3704Ma torniamo alla cronaca del nostro travel-test. A Coira, capitale dei Grigioni, abbiamo lasciato l’autostrada per mettere alla prova le Classe A su strade cantonali sicuramente più impegnative delle tranquille (e severamente sorvegliate) autostrade elvetiche. E’ una scelta che viene presto apprezzata da Laura Echino, “amo il cambio manuale e la strada statale me lo fa apprezzare” spiega la manager piemontese “perché esalta la pronta risposta di questo motore (in questo momento è l’1.8 l della A200 CDI, ndr) e la coppia non richiede il cambio continuo di marcia”. La stabilità impeccabile e l’elevato comfort di marcia della Classe A sono caratteristiche comuni a tutte le Mercedes, e sulla nuova media sono stati ottenuti adottando un autotelaio con retrotreno a bracci multipli, un servosterzo elettromeccanico con funzioni di assistenza e con l’ ESP con Extended Traction Control (XTC). Questa raffinata tecnologia si traduce in un comportamento di marcia agile e dinamico (è possibile scegliere tra tre diversi assetti, secondo il proprio stile di guida), l’assenza quasi totale di rollio e un ridotto angolo di beccheggio allo spunto. L’eccellente handling della vettura è sottolineato da Tortorici: “L’auto è precisa e stabile, il feeling con il motore e il telaio è ottimo, decisamente di classe superiore, tutto è in stile Mercedes“.

IMG_3679Dopo una breve ma spettacolare pausa a pochi metri dalle impetuose cascate che il fiume Reno forma a Sciaffusa, ci rimettiamo in cammino entrando dopo pochi chilometri in Germania. La marcia continua sicura e alla sensazione di comfort elevato, di classe premium, si somma la sensazione di tranquillità che la nuova Mercedes Classe A riesce a trasmettere grazie alla qualità costruttiva e alle ricche dotazioni di prevenzione (“il pretensionamento delle cinture, quando si avvia il motore, da un piacevole senso di sicurezza e ci rende consapevoli della responsabilità che deriva dalla guida” sottolinea Laura Echino) e di protezione che, secondo Thomas Weber, membro del board e responsabile della Divisione Ricerca e Sviluppo del Gruppo “rappresentano gli standard di sicurezza più elevati, mai esistiti in questo segmento di mercato”. Fra i numerosi dispositivi di cui la Classe A è dotata citiamo il Collision Warning Assist, il segnalatore di veicolo nell’angolo cieco del guidatore (Blind Spot Assist), l’Attetion assist, che monitorizza il livello di stanchezza del guidatore e l’Active Parktronic che svolge la funzione di assistenza nei parcheggi.

Stoccarda e il Mercedes-Benz Museum

A sera, dopo circa 12 ore di viaggio (molto tempo è stato dedicato alla realizzazione del film sul test), Stoccarda è raggiunta; le Classe A sono tornate a casa (anche se non vengono prodotte nella fabbrica centrale ma nel sito di Rastatt, a un centinaio di km da Stoccarda, quasi al confine con la Francia) e per tutti i partecipanti è il momento del riposo anche se il viaggio è stato scandito più dal tempo che dall’affaticamento grazie al comfort della nuove Mercedes-Benz. IMG_3717All’indomani ci aspetta la visita del Mercedes-Benz Museum, un’imponente struttura che dal 2006 sorge a fianco della storica fabbrica di Untertürkheim. Progettato dal team di architetti olandesi UN Studio, l’edificio racchiude 126 anni di storia della Mercedes-Benz, tanti quanti quelli dell’automobile della quale Gottlieb Daimler e Karl Benz sono considerati gli inventori. Scendendo lungo la spirale che collega i piani (la visita parte dell’alto) che rappresentano un’ideale suddivisione delle fasi storiche attraversate dalla marca e dall’automobile, si percorre il cammino dell’evoluzione del più antico brand premium illustrato con gli esemplari più rari e quelli di maggior successo, accompagnati da una straordinaria galleria fotografica che testimonia il progresso dell’uomo e gli eventi storici che hanno segnato ogni periodo, dal 1886 a oggi. Fuori dal Museo, ma ormai pronta a trovare il suo spazio all’interno, c’è una Classe A della precedente serie, un esemplare utilizzato per la Driving Academy di Mercedes che attesta la sicurezza del modello che è andato in pensione. Il confronto con la nuova Classe A non è possibile, e dall’ultima nata, qui, dove è stata progettata, si intuisce che la rivoluzione di cui parla il grande capo Zetsche è appena cominciata, e che alla berlina sportiva, accolta entusiasticamente dagli automobilisti europei, si affiancheranno altri modelli con i quali Mercedes-Benz intende fissare nuovi punti di riferimento nel mondo delle auto premium, rendendole accessibili a un pubblico più vasto, ma senza alcun compromesso sui valori consolidati della marca.A-Klasse

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