In primo piano – luglio 2012

di Piero Evangelisti
Audi A3, tecnologia e stile
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La nuova Audi A3 arriverà a settembre alla vigilia di un autunno caldo per la fascia premium del segmento C. Si parte, come di consueto, con la versione a tre porte alla quale nel corso del prossimo anno verrà affiancata la Sportback. Più grande (4,24 m di lunghezza, 1,42 di altezza) della serie precedente, ma più leggera (fino a 80 kg in meno ) grazie a un più ampio ricorso all’alluminio, il metallo preferito a Ingolstadt, la media tedesca si presenta come un concentrato High-tech, quella tecnologia d’avanguardia che è patrimonio riconosciuto di Audi. Ogni parte e ogni funzione dell’auto ne porta traccia, dai propulsori, sempre più performanti a fronte di consumi che diminuiscono, fino ai complessi sistemi di “connessione”. Fra i motori previsti al lancio, la parte del leone (il 70% delle vendite) toccherà al 2.0 TDI da 150 CV con cambio manuale (gli automatici sono per ora appannaggio dei benzina TFSI) a sei marce.
BMW X1,sempre più premium
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La BMW X1 sta per sbarcare sul difficile mercato americano (culla dei Suv di Monaco X3, X5 e X6 prodotti a Spartanburg, South Carolina) e presto verrà prodotta anche in Cina, due eventi ai quali si presenterà con un look rinnovato e con una gamma di motori più ricca. Esteticamente sono numerosi i dettagli modificati, sia nella carrozzeria sia all’interno, tutti mirati a rafforzare il carattere premium della vettura. Al top, fra le motorizzazioni diesel, c’è adesso il 2 litri della xDrive 25d, biturbo a stadi, che eroga 218 CV di potenza massima ma che vanta un consumo medio di 5,9 l/100 km. Alle versioni a trazione integrale xDrive si affiancano, per la X1, le sDrive a  ruote motrici posteriori fra le quali troviamo la sDrive 20d EfficientDynamics, 163 CV, che nella circolazione extraurbana arriva a percorrere quasi 25 km con un litro di gasolio. La versatilità della X1 consente di coprire una fascia di prezzi molto vasta, da 30.000 a 47.000 euro.
Citroën C4 Aircross,completa la famiglia
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Un po’ Suv e un po’ crossover la Citroën C4 Aircross è il frutto della collaborazione fra la Casa francese e Mitsubishi che hanno sviluppato il nuovo modello sulla base dell’Asx della Casa dei tre diamanti che li produce entrambi nel suo sito tailandese. Lunga 4,34 m, larga 1,80 e alta 1,63 metri, la Aircross monta una trazione integrale del tipo “on demand”, che permette al guidatore di scegliere fra tre modalità: 2WD (trazione anteriore), 4WD (distribuzione della coppia fino al 50/50 fra i due assi) e 4WD Lock. La domanda, per i crossover di questa taglia, è orientata prevalentemente verso la trazione su un solo asse, e anche la nuova Citroën viene proposta, in abbinamento alle diverse motorizzazioni, nella versione 2WD. I propulsori, tutti dotati di sistema Stop&Start, sono un benzina, 1.6, da 115 Cv e due turbodiesel Hdi con filtro Fap: 1.6 da 115 CV e 1.8 da 150 CV. Prezzi a partire da 23.200 euro per la 2WD e da 27.200 per la 4WD.
Chevrolet Malibu, sognando la California
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Fino a pochi anni fa il marchio Chevrolet veniva identificato dagli automobilisti europei con la Corvette e con le auto della polizia nei telefilm americani, un’immagine esotica che è divenuta via via più familiare con modelli come Cruze e Orlando, vetture che hanno raggiunto il successo grazie a un design molto personale e al favorevole rapporto qualità/prezzo. Con la berlina Malibu (un nome storico per gli automobilisti d’oltreoceano ma quasi sconosciuto da noi), che arriverà entro la fine di quest’anno, Chevrolet va a caccia degli automobilisti che amano ancora il classico “tre volumi”, ma con una proposta nuova, ricca di raffinate tecnologie. Lunga soltanto 4,86 metri, e perciò inserita in Usa nella fascia midsize, la Malibu monterà motori di taglia europea, quelli, del resto, sempre più apprezzati anche negli Stati Uniti, compresi i bifuel benzina/Gpl già adottati da altri modelli Chevrolet.
Hyundai Santa Fe, anche il gigante si rinnova
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Il grande Sport Utility Santa Fe è il modello che fino ad ora non è stato coinvolto nella rivoluzione stilistica introdotta da Hyundai con il design “fluid sculpture” al quale va attribuita gran parte del merito nel successo del brand coreano nel Vecchio Continente. Ma la seconda generazione di Santa Fe, con la quale Hyundai mira a scalare la vetta del segmento, è pronta e ha debuttato al recente Salone di New York dove le sue forme, non più tondeggianti, ma definite da linee tese e fortemente incise, hanno ricevuto positivi commenti da parte degli esperti e del pubblico. Cresce in lunghezza (4,69 m) il Suv coreano che disporrà anche di una versione a sette posti, ma è un po’ più basso del precedente per accentuare il carattere dinamico, il temperamento assicurato dai motori, che rimangono invariati, fra i quali spicca l’equilibrato 2 litri turbodiesel da 150 CV. Novità sono state annunciate anche per quanto riguarda la trazione integrale alla quale non si può rinunciare, su Suv di questa importanza.
Mercedes-Benz Classe A, rivoluzione a Stoccarda
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La nuova media di Stoccarda apre una nuova era in casa Mercedes-Benz, a cominciare dal nome scelto per una vettura che con la precedente Classe A non ha nulla in comune. Siamo infatti di fronte a una berlina sportiva a due volumi destinata a presidiare la parte premium del ricco e affollato segmento C. Lunga 4,29 metri e larga 1,78, la Classe A in arrivo a settembre lascia intendere la mutata vocazione nell’altezza, soltanto 1,43 m, che ne sottolinea la sportiva aerodinamicità. Ricco è il programma delle motorizzazioni fra le quali spiccano due turbodiesel per la 180 CDI (109 CV) che emette appena 98 g/km di CO2 e per la 220 CDI (170 CV) già in regola con la normativa Euro 6. Prestazioni e consumi si sposano in grande equilibrio con il nuovo cambio Mercedes-Benz 7G-DCT a doppia frizione a 7 rapporti. La nuova Classe A stupisce anche per i prezzi, con un listino che parte da 23mila euro.
Opel Mokka, flessibilità al massimo
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Arriverà sul mercato soltanto alla fine dell’anno, ma dopo il debutto in primavera al salone di Ginevra l’Opel Mokka ha già raggiunto una certa notorietà. Primo Suv compatto di un costruttore tedesco, il Mokka (in Opel Italia hanno deciso che è maschio) è lungo 4,28 metri, la taglia perfetta per un segmento in crescita nonostante la crisi, ha un’elevata abitabilità e vanta uno spazio bagagli che può salire fino a 1.272 litri di capienza. Non mancherà niente nella dotazione di sicurezza attiva, con dispositivi – come il Lane Departure Warning – normalmente riservati a vetture di categoria superiore. Debutterà con tre motori, tutti con START/STOP, a benzina da 115 CV aspirato e turbo da 140 CV, e turbodiesel da 130 CV. Assolutamente originale, ed esclusivo, il portabiciclette Flex-Flix a scomparsa, integrato nel paraurti posteriore, che su Mokka è dotato di un caricabatteria per ricaricare biciclette elettriche.
Peugeot 208, pronta per conquistare
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Il mercato delle flotte aziendali è sempre più attento alle vetture del segmento B dove ha recentemente debuttato la nuova Peugeot 208, il modello chiamato a trainare la ripresa del marchio francese e a sostituire addirittura due modelli, la 207 e la 206. Nelle dimensioni, in un’ottica di downsizing a 360°, la 208 si avvicina di più alla seconda, con una lunghezza che torna sotto i 4 metri (3,96) mentre restano quasi immutati passo, larghezza e altezza. “Let your body drive”, recita il claim di lancio di un’auto che punta a emozionare con una linea intrigante ma priva di eccessi, ed è pronta a svelare un abitacolo comodo per cinque adulti (sia per la tre sia per la cinque porte) con il volume del bagagliaio che sale a 311 litri. I motori diesel (e-Hdi con Fap) hanno potenze da 68 a 115 CV; leggero e brillante il tre cilindri a benzina da un litro (68 CV) proposto a 11.650 euro, l’entry level di una gamma che sale fino a 19.150 euro.
 
Porsche Cayenne GTS, per intenditori
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Assediati in Italia dal fisco, i Suv di lusso continuano a crescere a livello mondiale, e il rinnovamento è d’obbligo. Ha un listino che parte da poco meno di 94mila euro la nuova Porsche Cayenne GTS, la versione più potente con motore aspirato del sempreverde Sport Utility tedesco. Facilmente riconoscibile per i numerosi dettagli in colore nero (cornici, listelli, passaruote), l’ultima nata di Stoccarda monta il classico 4.8 l, V8, portato a 420 CV (il telaio è stato ritarato di conseguenza) di potenza massima. Così equipaggiata, la vettura raggiunge i 260 km/h e passa da 0 ai 100 orari in 5,7 secondi, e, stando ai dati di omologazione, dichiara un consumo nel ciclo combinato di 10,7 l di benzina per percorrere 100 km, traguardo forse raggiungibile a patto di non farsi stregare dal poderoso sound del motore attentamente studiato.
Renault Twizy, distinguersi in città
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Secondo Carlos Ghosn, grande capo di Nissan e Renault, per giocare un ruolo decisivo nella crescita dell’auto elettrica bisogna avere un’intera gamma Zero Emission come quella che la Casa della Losanga può già vantare. Dopo la berlina Fluence, il commerciale Kangoo ZE e in attesa della compatta Zoe, è da qualche settimana sul mercato la Twizy. Veicolo molto particolare, definito dalla Casa “urban crosser”, a due posti con seduta tandem, la nuova elettrica francese è guidabile con il patentino (versione da 7kW/9 CV) o con la patente A/B nella versione da 17 CV. Con un’autonomia reale di circa 80 km (più che sufficienti per chi si muove per lavoro nei centri urbani dove ha libero accesso), Twizy monta batterie che si ricaricano in 3 ore e mezzo da una presa domestica. I prezzi dei due modelli, identici in tutta Europa, sono di 6.990 euro (la 9CV) e 7.800 la più potente, escluse le batterie da noleggiare a un canone di 50 euro il mese.
Seat Ibiza, l’emozione continua
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“Enjoyneering”, tecnologia da godere, è il nuovo motto di Seat inaugurato con il lancio del restyling della popolare Ibiza. Se ne va “auto emociòn”, ma non per questo le spagnole del Gruppo Volkswagen rinunciano a emozionare, con un design sempre dinamico e un carattere atletico. Ibiza, dopo il lancio della citycar Mii, non è più la piccola di casa e si conferma modello centrale nelle strategie del brand e, con una gamma molto articolata, è complementare rispetto a Exeo nell’offerta per le flotte aziendali. Tre sono le carrozzerie: berlina a tre porte SC e a cinque porte e station wagon ST (c’è anche un Van con motore diesel da 75 CV). Nove sono i propulsori per equipaggiarle: 5 benzina (da 60 a 150 CV con cambio Dsg) e 4 diesel (da 75 a 143 CV), da combinare con i tre livelli di allestimento Reference, Style (il più equilibrato) e lo sportivo FR. I prezzi, elaborati per esaltare l’accessibilità dell’Ibiza, vanno da 11.450 ( SC, 1.2 60 CV Reference) a 18.950 euro (ST, 1.6 TDI 105 CV FR).
Toyota Yaris Hybrid, il genio con due anime
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Con Prius, che nei primi mesi di quest’anno è risultata l’auto più venduta a livello mondiale, Toyota ha fatto scoprire a milioni di automobilisti la tecnologia full hybrid poi trasferita sui modelli del brand di lusso Lexus e sulla Auris. Adesso è il momento di Yaris, il piccolo genio ormai cresciuto, che per la nuova generazione da pochi mesi sul mercato può contare anche su una versione ibrida. E’ una scelta coraggiosa, perché la tecnologia ibrida costa e può essere penalizzante per un’auto del segmento B dove finora si era avventurata soltanto Honda con la Jazz Hybrid. In Toyota si è quindi deciso di fissare il prezzo della Yaris Hybrid, con un allestimento molto ricco, a 17.500 euro, uguale a quello della versione diesel. L’Hybrid Synergy Drive, il combinato motore elettrico-motore termico, fornisce alla Yaris una potenza massima di 100 CV. La trasmissione è a variazione continua.

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