Secondo l’Ayvens Mobility Monitor 2026, l’apprezzamento è al 51% e il 40% degli intervistati italiani pianifica la sottoscrizione di un contratto nei prossimi cinque anni, a fronte di una media europea del 26%

L’interesse per il noleggio a lungo termine continua a crescere in tutta Europa, sebbene l’adozione sul territorio rimanga eterogenea. È quanto emerge dall’Ayvens Mobility Monitor 2026, l’annuale studio indipendente condotto a livello europeo in collaborazione con Ipsos su un campione di quasi 4.000 consumatori in 12 Paesi, focalizzato sull’evoluzione dei comportamenti d’acquisto e sulla percezione dei servizi di mobilità da parte dei privati. I dati evidenziano un chiaro spaccato geografico all’interno del continente, con l’Europa meridionale che si attesta come l’area stabilmente più entusiasta. In questo scenario, l’Italia si posiziona al di sopra della media europea (pari al 49%), con il 51% dei cittadini che esprime un orientamento decisamente favorevole nei confronti delle formule di noleggio. Lo studio rileva tuttavia un divario, a livello complessivo continentale, tra l’interesse teorico e l’azione concreta: a fronte di un ampio gradimento, la media europea evidenzia che solo il 26% degli intervistati dichiara l’intenzione di stipulare effettivamente un contratto nei prossimi cinque anni. In questo contesto, il mercato italiano mostra una maggiore propensione all’azione concreta rispetto alla media del continente: nel nostro Paese, infatti, ben il 40% degli intervistati dichiara l’intenzione di sottoscrivere un contratto di noleggio nel breve-medio termine. Si tratta di una fotografia che mette in luce i diversi ritmi di adozione tra i vari mercati, con il blocco mediterraneo che traina l’apertura verso il comparto rispetto alla cautela registrata nel Nord Europa.
Una netta divisione Nord-Sud in Europa
L’analisi geografica conferma dinamiche divergenti tra le diverse aree del continente. Paesi come Portogallo (72%), Grecia (66%) e Spagna (64%) registrano, insieme all’Italia, i livelli più alti di gradimento verso il noleggio. Al contrario, i mercati dell’Europa settentrionale e occidentale rimangono decisamente più prudenti, con la sola eccezione della Francia (46%). Paesi come Germania, Svezia e Norvegia mostrano una quota maggiore di opinioni neutrali o negative, condizionate principalmente dal fattore del costo percepito del servizio. Un ruolo determinante nell’evoluzione dei consumi è giocato anche dal contesto abitativo: lo studio rileva infatti che il 52% dei residenti in contesti urbani ha una visione positiva del noleggio, a fronte del 38% registrato nelle aree rurali.
Le giovani generazioni guidano il passaggio al noleggio
Le differenze generazionali rimangono marcate in tutti i mercati esaminati. La Generazione Z (18-27 anni) e i Millennials (28-43 anni) sono significativamente più favorevoli al noleggio, percepito come una soluzione di mobilità moderna, flessibile e a basso rischio rispetto alla proprietà tradizionale del mezzo. Questi segmenti di clientela mostrano inoltre una netta preferenza per processi di sottoscrizione interamente online o in modalità ibrida — richiesta che in Italia viene espressa dal 61% dei consumatori — a conferma di come il digitale sia ormai il canale d’accesso primario per i servizi di mobilità. Al contrario, i Boomers (over 60) mantengono un approccio più tradizionale legato al possesso del veicolo.
Noleggio dell’usato: da alternativa a prima scelta
Uno dei risultati più rilevanti emersi dall’indagine di quest’anno è l’interesse crescente per il noleggio di veicoli usati, che a livello europeo attrae il 45% dei consumatori. In un contesto economico generale caratterizzato dall’aumento dei costi per le famiglie, la disponibilità di vetture usate certificate e garantite risponde a un preciso bisogno di accessibilità economica: il 74% degli intervistati indica infatti nei canoni mensili inferiori il vantaggio competitivo determinante rispetto al noleggio del nuovo. Accanto alla prevedibilità finanziaria — che per il 48% degli italiani si traduce nell’assenza di imprevisti economici, affiancata dall’inclusione dei costi di manutenzione (45%) e dalla copertura assicurativa (41%) — la flessibilità contrattuale emerge come un fattore chiave per intercettare le abitudini di mobilità dei privati, trovando una naturale applicazione proprio in concomitanza con la stagione calda, storicamente caratterizzata dalla pianificazione dei viaggi e dei grandi spostamenti estivi. L’opportunità di accedere a soluzioni provvisorie e modulabili, prive di vincoli temporali stringenti, consente infatti di rispondere in modo flessibile alle mutevoli esigenze logistiche tipiche del periodo delle vacanze.
