In Italia è a gas (metano e GPL) lo 0,7% dei veicoli commerciali medi e pesanti (inclusi gli autobus) in circolazione

In Italia i veicoli commerciali medi e pesanti (e cioè con PTT di oltre 3,5 tonnellate) alimentati a gas (metano e GPL) rappresentano lo 0,7% sul totale dei veicoli commerciali medi e pesanti in circolazione. Mediamente nei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea la quota di veicoli commerciali medi e pesanti a gas sul totale è dello 0,5%. Il dato italiano si colloca quindi al di sopra della media europea. Sono poche le nazioni europee che possono vantare una penetrazione dei veicoli commerciali a gas sul totale del parco circolante migliore di quella italiana. Tra i maggiori paesi europei solo Svezia (2,5%) e Olanda (1%) presentano dati migliori dell’Italia, come emerge dalla tabella qui accanto che riporta la quota di veicoli commerciali medi e pesanti a gas sul totale dei veicoli commerciali in circolazione nei maggiori paesi europei.

 

Questi dati sono sicuramente positivi per il nostro Paese, ma possono essere ulteriormente migliorati. Infatti negli ultimi anni l’interesse verso i veicoli commerciali pesanti a metano è molto cresciuto, come testimonia anche il fatto che dal 2012 al 2016 il parco circolante di autocarri a metano in Italia è cresciuto del 29,2%, passando da 66.088 a 85.381 unità. Il rinnovato interesse degli utenti nei confronti degli autocarri a metano è dovuto, in primo luogo, alla convenienza economica garantita da questo carburante. Secondo l’Osservatorio Federmetano il risparmio che è possibile ottenere grazie all’uso di un autocarro pesante a metano (invece di uno diesel) è di 5.000 euro all’anno su una percorrenza di 100.000 km. E’ importante specificare che in questo caso si sta parlando di metano compresso (CNG) e non di metano liquido (LNG). Al risparmio economico, il metano abbina un altro importante vantaggio e cioè la diminuzione delle emissioni di sostanze nocive nell’ambiente. Sempre secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Federmetano la riduzione delle emissioni di CO2 possibile con l’uso di autocarri pesanti a metano gassoso (CNG), rispetto a quelli diesel convenzionali, è di circa il 16%, a fronte di un tempo medio di rifornimento che si aggira intorno ai 15 minuti (e quindi perfettamente comparabile al tempo necessario per fare rifornimento agli autocarri diesel) e ad un’autonomia che raggiunge i 520 km.

 

Questi dati già positivi possono essere ancora migliorati nel caso in cui si usi un autocarro alimentato a metano liquido (LNG), soprattutto per ciò che riguarda la percorrenza chilometrica. “Oggi – sottolinea Licia Balboni, a capo dell’Osservatorio Federmetano – l’attenzione dell’opinione pubblica è concentrata sull’impatto ambientale della mobilità. Anche nel settore dei trasporti di merci e persone si cercano soluzioni ecologiche che consentano di diminuire l’impatto ambientale dei mezzi in circolazione. Il metano è una soluzione disponibile già oggi ed è perfettamente adatto a raggiungere questo scopo. Per i mezzi pesanti si sta sempre più sviluppando la soluzione del metano liquido (LNG) che dispone di una rete di distribuzione con dieci punti situati strategicamente sull’intero territorio italiano che consentono una mobilità senza particolari limitazioni ai mezzi in circolazione. Le case produttrici, poi, stanno mettendo sul mercato un numero sempre maggiore di autocarri pesanti a metano liquido, a testimonianza del fatto che questa soluzione si è ormai affermata come quella che garantisce i maggiori benefici al settore dei trasporti del nostro Paese”.