In forte aumento l’offerta di fuel card

di Massimiliano Di Pace

La fuel card semplifica la gestione amministrativa delle flotte aziendali e ne facilita il controllo. È questo il giudizio degli addetti ai lavori.
Secondo Arrigo Fliri, responsabile dei servizi generali di Italcementi, che gestisce una flotta di 1.000 auto in Italia, la fuel card, sostituendo la scheda carburanti, evita sia al dipendente sia agli uffici amministrativi un carico burocratico non indifferente: “il dipendente non deve curarsi di compilare la scheda carburante, né di presentarla a fine mese insieme all’eventuale nota spese, mentre per gli uffici amministrativi per registrare i dati non c’è bisogno di analizzare documenti cartacei, tra l’altro non sempre facilmente intelligibili per via di calligrafie difficili da interpretare”.

Controllo più efficace
Ma il vantaggio più significativo delle fuel card per i gestori delle flotte è il controllo, che ne risulta significativamente facilitato, come conferma Fliri: “la fuel card, che è riferita ad una specifica vettura, comporta l’invio di un estratto conto molto dettagliato, che oltre a riportare gli importi dei rifornimenti, indica anche il luogo e il chilometraggio della vettura ad ogni pieno, per cui è possibile valutare l’andamento dei consumi, oltre alla congruenza degli importi”.
In effetti, può accadere che i consumi siano sopra alla media, oppure che vi siano incongruenze tra l’importo addebitato ed il numero di litri forniti.
“Quando i consumi sono superiori al 20% della media, oppure quando l’importo addebitato è superiore a quello dovuto per l’acquisto di carburanti – ricorda Fliri – chiediamo spiegazioni all’utente della vettura, il quale può segnalare eventi quali l’uso cittadino dell’auto nel primo caso, oppure l’acquisto di altri prodotti come l’olio nel secondo caso. Comunque la presenza dei controlli evita il verificarsi di abusi”.

Limiti
Ci sono però situazioni dove la fuel card risulta meno utile, come dimostra l’esperienza di Ibm Italia, che ha una flotta di oltre 2.000 auto. “Le nostre auto, che sono prese in noleggio a lungo termine, in genere a 48 mesi – spiega Giovanni Balconi, responsabile dell’ufficio acquisti di Ibm Italia, che gestisce anche il settore business travel – sono assegnate ai dipendenti che per motivi di lavoro ne hanno bisogno, come quelli degli uffici commerciali e dell’assistenza, con modalità promiscua, ovvero utilizzabile sia per fini aziendali, sia per fini personali. Di conseguenza noi provvediamo ad effettuare un rimborso chilometrico sulla base di un sistema che considera i prezzi aggiornati dei carburanti ed i consumi dichiarati dalle case costruttrici per le varie auto, per cui effettuiamo un rimborso in funzione dei chilometri percorsi dai dipendenti, riportati in una dichiarazione gestita con applicazione elettronica, contenente le informazioni sugli spostamenti e le relative motivazioni”.
Ibm Italia prevede anche l’utilizzo dell’auto propria, che, quando autorizzata, comporta per il dipendente proprietario un rimborso chilometrico che ha come riferimento le tabelle dell’Aci, presenti nel sito www.aci.it, che oltre ad indicare il rimborso in termini di euro/km (che varia a seconda del tipo di vettura e della percorrenza media annuale), forniscono anche le distanze chilometriche tra una località e l’altra del nostro paese.

Segmento strategico
Comunque il segmento delle fuel card è considerato strategico dalle compagnie petrolifere, come conferma Maximiliano Sassaroli, responsabile commerciale del servizio carte petrolifere di TotalErg, la compagnia nata il 1° ottobre 2010 dalla fusione di Total e di Erg, che dispone di 3.400 stazioni di servizio.
“La nostra società – spiega Sassaroli – intende continuare nell’esperienza delle fuel card, valorizzando il know how che entrambe le società hanno sviluppato in questo campo, in quanto il mercato business costituisce una sfida commerciale interessante, dove d’altronde sono presenti tutte le aziende petrolifere”.

Sconto e servizi
Secondo gli esponenti dell’industria petrolifera sono due i fattori principali su cui si gioca la competizione: lo sconto ed i servizi. Il primo è molto variabile, e dipende sia dai periodi e dai luoghi di rifornimento, mentre i servizi riguardano essenzialmente le informazioni fornite al cliente e l’assistenza.
“Noi di TotalErg – continua Sassaroli – cerchiamo di offrire al cliente un giusto mix di prezzo e servizi, coerente con la loro organizzazione e le loro esigenze. D’altronde la fuel card assicura automatismi gestionali, affidabilità dei dati, risparmio di tempo e lavoro per gli adempimenti amministrativi, maggiore sicurezza, evitando il ricorso ai contanti, ed anche risparmi che possono derivare dalle condizioni commerciali. Per valorizzare al massimo questi vantaggi, diventa fondamentale comprendere quali sono gli aspetti di maggior interesse per il cliente; per esempio, se l’obiettivo è quello di evitare abusi, l’uso della fuel card permette la certificazione del conducente che ha effettuato il rifornimento, mentre se l’interesse verte sull’attribuzione dei costi di gestione del parco auto per ufficio, o filiale, o business, possiamo imputare i costi dei rifornimenti ai singoli centri di costo”.
In definitiva la fuel card può diventare anche un’occasione di consulenza, che grandi aziende, quali quelle petrolifere, possono fornire.


Multicard

L’Eni, che in questi mesi sta sostituendo gradualmente lo storico marchio Agip con quello del gruppo, offre una fuel card, la “multicard”, particolarmente utile per le aziende che si muovono con i propri mezzi su più paesi, come spiega Fabio Rufini, responsabile di carte e sistemi di pagamento: “La nostra fuel card può essere utilizzata in tutta sicurezza nei 4.300 punti vendita Eni ed Agip in Italia, ed in oltre 13.000 stazioni di servizio del consorzio Routex, distribuite in 35 paesi europei. In sostanza, la fuel card è utilizzabile nelle reti di Eni/Agip, Aral, Bp, Omv e Statoil”.
Tenuto conto delle sue caratteristiche è naturale che la “multicard” sia destinata prevalentemente al segmento dei professionisti del trasporto, oltre che dei gestori di flotte di auto. “Il successo della nostra card – continua Rufini – è dimostrato dai numeri: basti pensare che ogni anno, attraverso la fuel card,  vengono erogati, agli oltre 60.000 nostri clienti, 1,5 miliardi di litri, che rappresentano il 13% di tutto il carburante venduto in Italia dalle stazioni Eni/Agip”. Un segmento di mercato, dunque, importante e dinamico, tanto da convincere l’Eni ad introdurre nel corso del 2010 nuove fuel card. La prima, denominata TruckPass24, è dedicata agli operatori del trasporto pesante con grandissime flotte, e consente l’utilizzo, con la carta in “modalità self  H24”, di erogatori ad alta portata dotati di lettore di carta integrato, presenti in un centinaio di impianti dislocati sulle maggiori direttrici di trasporto. La seconda carta, denominata “multicard easy”, è destinata ai titolari di partita Iva. La carta consente di acquistare tutti i prodotti e servizi venduti negli impianti a marchio Eni/Agip, addebitando gli importi una sola volta al mese, con una fattura elettronica contenente il dettaglio di ogni transazione, con evidenza di imponibile e Iva.

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