In febbraio immatricolazioni auto UE +2,2%, zona euro +1%, Paesi non euro +7,2%

Il mercato auto dell’Unione Europea in febbraio si conferma in crescita (+2,2%), ma frena fortemente rispetto al risultato di gennaio (+10,2%). Le ragioni del rallentamento vanno ricercate, oltre che in almeno un giorno lavorato in meno in tutti i mercati, anche nel fatto che il confronto per febbraio si fa con un febbraio 2016 decisamente sostenuto (+14,3%). Al di là di questi elementi vi è comunque una tendenza non positiva che colpisce soprattutto la zona euro e i maggiori mercati.

I paesi della zona euro in febbraio hanno fatto registrare un incremento contenuto nell’1% contro una crescita del 7,2% dei paesi dell’Unione che non adottano l’euro. Nel gruppo dei cinque maggiori mercati il bilancio di febbraio è in rosso per la Francia (-2,9%), per la Germania (-2,6%) e per il Regno Unito (-0,3%), la Spagna cresce solo dello 0,2% e l’Italia si conferma come il mercato più dinamico del gruppo (+6,2%). In gennaio invece Germania, Francia, Italia e Spagna avevano fatto registrare crescite comprese tra il 10 e l’11% e il Regno Unito un +2,9%.

Secondo il Centro Studi Promotor sui maggiori mercati si stanno scaricando anche tensioni legate ad un quadro internazionale decisamente preoccupante. A ciò si aggiunge che in alcuni importanti paesi vi sono situazioni politiche tutt’altro che chiare ed in altri incombono consultazioni elettorali da cui potrebbero scaturire effetti destabilizzanti per lo stesso assetto dell’Unione Europea.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, gli effetti di calendario e il confronto con il buon risultato del 2016 sono di gran lunga la causa principale del rallentamento registrato in febbraio, ma non destano preoccupazioni perché si tratta di fattori di freno destinati per loro natura ad essere superati già in marzo. L’impatto delle incertezze politiche, che probabilmente è stato molto modesto in febbraio, potrebbe  però rafforzarsi ed anche aggravarsi improvvisamente nei prossimi mesi. Le prospettive per il 2017 restano positive, ma nel formulare previsioni una buona dose di cautela è opportuna.

Analizzando l’andamento dei maggiori gruppi, va segnalato che in febbraio FCA vede migliorare la sua quota di mercato dal 7,6% all’8% e si colloca al secondo posto nell’Unione Europea per tasso di crescita (+8,3%).