In Corea del Sud per scoprire Kia

di Vincenzo Conte

imageAbbiamo visitato la sede, gli impianti produttivi ed il dipartimento di ricerca e sviluppo di Kia Motors in Corea del Sud: ne abbiamo tratto l’impressione di una azienda con numeri da record, che fa della ricerca costante dell’eccellenza la sua mission. E che punta forte anche sul segmento di mercato delle flotte aziendali per continuare a crescere.Una fabbrica da record: tre linee di produzione, 150 auto prodotte ogni ora, 650.000 ogni anno, esportazioni in 170 paesi di tutto il mondo. Questi sono solo alcuni dei dati che caratterizzano l’impianto produttivo di Kia a Hwasung, in Corea del Sud, impianto che abbiamo avuto modo di visitare, insieme alla sede centrale della casa automobilistica coreana ed al suo reparto di ricerca e sviluppo, nell’ambito di “Kia Vision 21”, un evento che ha visto esponenti dei mercati automobilistici (ed in particolare del segmento delle flotte aziendali) di Italia, Francia, Slovacchia, Giordania, Israele, Palestina ed Australia, ospiti di Kia Motor Corporation in Corea del Sud per conoscere questo paese così lontano e per comprendere la filosofia produttiva ed i principi che hanno guidato Kia in questi anni così ricchi di successi nei mercati di tutto il mondo.

imageObiettivo: l’eccellenza
La ricerca costante dell’eccellenza, in tutte le fasi della progettazione e della produzione dei veicoli: è così che Kia ha ottenuto successi commerciali che l’hanno portata ad essere protagonista nei mercati automobilistici mondiali. Un esempio a noi molto vicino: nel nostro Paese Kia ha fatto registrare, secondo i dati Unrae, un aumento delle vendite del 39% nel 2012 (a fronte di un mercato generale in calo del 20%) e del 10,5% nel 2013 (con il mercato generale ancora in diminuzione, del 7%). Nella volontà di far capire la cause di questi successi risiede il motivo che ha spinto Kia a promuovere l’evento “Kia Vision 21” e quindi ad invitare in Corea del Sud alcuni stakeholders provenienti dai mercati automobilistici di tutto il mondo (tra cui due rappresentanti di Aiaga per l’Italia). Nel Paese asiatico, stretto fra Giappone e Cina e con un vicino ingombrante e pericoloso come la Corea del Nord, abbiamo ritrovato una “febbre del fare” simile a quella che caratterizzava l’Italia nel secondo dopoguerra: ovunque sono presenti cantieri e lavori in corso, le opere pubbliche in fase di realizzazione non si contano, ma soprattutto quello che abbiamo apprezzato è la forte volontà dei coreani di emergere con il ruolo di protagonisti nei più importanti settori produttivi (vedi anche il grande successo ottenuto nel comparto tecnologico, con aziende come Samsung ed LG) nei mercati di tutto il mondo e l’orgoglio di un popolo che, dopo sanguinose guerre fratricide che hanno portato distruzione in tutto il Paese, ha saputo ripartire da zero e ricostruire con successo un’intera economia, competendo e superando i giganti che ha ai fianchi.

[adrotate group=”3″]In Europa
Dopo aver posto le basi della strategia industriale, al proprio interno, costruendo impianti produttivi all’avanguardia (come quello di Hwasung che abbiamo visitato) e ponendo particolare attenzione alla fase di ricerca e sviluppo (che occupa oggi 10.000 ingegneri), Kia ha programmato la sua attività all’estero con la creazione di ulteriori impianti produttivi all’avanguardia e centri di progettazione vicini ai mercati più interessanti (come quello di ricerca e sviluppo a Russelsheim, in Europa), proprio per essere sempre più vicina alle esigenze dei consumatori che intendeva raggiungere. imageQuesto sempre con un occhio di riguardo per le condizioni di benessere dei lavoratori impiegati (come avviene in Corea). In questa strategia rientra anche l’apertura di sedi distaccate nei mercati più importanti (per poter contare su una presenza diretta in questi mercati) e il crescente interesse nei confronti del segmento delle flotte aziendali, che in Europa, ed anche in Italia, è fondamentale per avere successo nel mercato. Un approfondimento merita quindi la strategia messa in campo da Kia per “sfondare” in Europa nel mercato delle flotte aziendali. A questo proposito il viaggio in Corea del Sud è stato anche l’occasione per fare una chiacchierata con Mark Howlett, Fleet Sales manager di Kia Motors Europe. “Il piano di Kia è quello di sviluppare il business in termini qualitativi potendo contare su una struttura aziendale completa, che include personale esperto e capace ed i prodotti giusti, assicurandoci che siano anche competitivi sul mercato. Puntiamo molto sui cinque mercati europei più importanti (Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna) dove i volumi di vendita sono particolarmente sviluppati. Avere successo nel segmento delle flotte in Paesi come Francia e Germania è particolarmente impegnativo, dal momento che le aziende tendono a preferire i costruttori automobilistici locali. Nel Regno Unito, d’altra parte, non avendo un costruttore nazionale, è più facile far emergere le qualità vere dei prodotti sul mercato. La nostra strategia per crescere ulteriormente è quella di portare la gente a provare le nostre auto: la prova su strada è un’esperienza che si rivela particolarmente positiva e consente di apprezzare elementi come il design ricercato e la qualità complessiva dell’auto. Per questo vorremmo che sempre più fleet manager potessero provare le nostre auto”.

… ed in Italia
La nostra chiacchierata è proseguita con Alessandra Santoro, fleet & remarketing manager di Kia Italia. “La nostra struttura dedicata alle flotte aziendali – ci ha detto – è stata creata circa un anno fa. In questa struttura sono inclusi anche due zone manager che si interfacciano con la rete dei concessionari ed hanno l’incarico di sviluppare le relazioni sul territorio con le aziende. L’approccio di Kia al mercato delle flotte è graduale e prevede una crescita con step di incremento di vendite del 2% all’anno. Oggi partiamo con dei volumi contenuti perché vogliamo prenderci il tempo per creare progetti e strutture dedicate per supportare una crescita più importante, che potrà avvenire a partire dal 2016/2017. Il nostro apporto alle flotte oggi inizia dalla rete (con standard globali a cui tutti i concessionari si dovranno uniformare); partiremo poi con programmi flotte che abbiamo iniziato ad implementare, privilegiando in prima battuta le vendite dei concessionari, per crescere sul territorio (con un focus particolare sulle PMA, sui professionisti e sulle partite Iva). Contemporaneamente stiamo iniziando a farci conoscere dalle grandi società di noleggio e dai fleet manager di grosse aziende. Particolarmente importante per noi è poter offrire una garanzia di sette anni, elemento che costituisce un vantaggio competitivo importante che vogliamo sfruttare. Per questo stiamo procedendo anche alla creazione di veri e propri ‘centri di usato’, che avranno il vantaggio di poter offrire sul mercato vetture usate che ancora godono della garanzia”.