Immatricolazioni auto, a novembre calo del 25%

Pesante diminuzione rispetto al 2020 e -31% sul 2019: nell’ultimo mese sono state soltanto 104.478 le nuove autovetture aggiunte al parco circolante

Continua la pesante crisi del mercato dell’auto: a in Italia a novembre sono state immatricolate appena 104.478 autovetture, con un calo del 25% su novembre 2020 e del 31% sullo stesso periodo del 2019.

PESA LA CRISI DEI MICROCHIP, MA NON SOLO

Incide pesantemente sul bilancio delle immatricolazioni la crisi dei microchip che, secondo l’81% dei concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor nel quadro della sua inchiesta congiunturale mensile, è la prima causa dell’attuale situazione del mercato italiano delle autovetture.

In novembre si è notata tuttavia qualche attenuazione del peso della crisi dei microchip, anche perché un certo numero di acquirenti rinuncia all’auto che vorrebbe per scegliere tra quelle disponibili con consegna in tempi ragionevoli. Oltre alla questione dei microchip, vi sono tuttavia anche altri aspetti che condizionano pesantemente il mercato delle auto.

In particolare, sempre secondo i concessionari, pesano la situazione economica generale (39% di indicazioni), l’emergenza sanitaria per il coronavirus (30%) e la demonizzazione del diesel (28%).
 
“Senza contare che molti automobilisti non si sentono ancora in condizione di passare all’elettrico – spiega il Centro Studi Promotor – Ma hanno forti remore ad acquistare auto ad alimentazione tradizionale per il timore che la nuova auto acquistata venga rapidamente messa “fuori corso” per l’avvento dell’elettrico”.

MANCANO GLI INCENTIVI

A tutto ciò si aggiunge che i finanziamenti per gli incentivi alle auto a zero emissioni o a basse emissioni e per quelle ad alimentazione tradizionale con emissioni non superiore a 135 grammi di CO2 al chilometro sono ormai completamente esauriti e, al momento, non si può prevedere se e quando verranno rinnovati.

In particolare, la legge Finanziaria per il 2022 non prevede nulla per l’automobile con grande disappunto degli operatori del settore ed anche degli automobilisti che si attendevano l’avvio di un piano organico con una congrua dotazione di incentivi per agevolare la transizione all’auto elettrica, che resta l’obiettivo fondamentale non solo degli ecologisti, ma anche della politica.

“INCOMPRENSIBILE IL MANCATO INTERVENTO DEL GOVERNO”

“Sulla base delle dinamiche in atto si può prevedere che il mercato dell’auto chiuda il 2021 con 1.460.000 immatricolazioni, un livello veramente infimo, se si considera che per assicurare la regolare sostituzione del parco circolante italiano occorre un volume di immatricolazioni di 2.000.000 all’anno. La conclusione è che il parco circolante italiano di autovetture, che è il più vecchio d’Europa, sarà ancora più vecchio, più inquinante e meno sicuro – avverte Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – Appare assolutamente incomprensibile l’atteggiamento del Governo che, mentre l’economia italiana nel suo complesso sta recuperando, non interviene per evitare che il comparto dell’auto, che ha un peso notevolissimo nell’economia del Paese, sia allo sbando”.