Il vento dell’Est sul mercato auto italiano

Secondo una ricerca di Bain & Company i costruttori orientali, in particolare asiatici, conquisteranno crescenti fette di mercato (in Italia il 4% al 2030)

Quasi il 60% degli italiani non ha preso in considerazione, nel 2022, l’acquisto di un bene costoso come l’auto, principalmente per motivi legati all’incertezza economica. In questo contesto, dunque, incentivi e sconti aggiuntivi, se ben orchestrati, sono l’unico elemento che potrebbe far prendere in considerazione l’acquisto di una nuova auto. Lo dice un nuovo studio condotto da Aniasa e Bain & Company “Il vento dell’Est soffia sull’automotive”, l’indagine annuale sulla mobilità degli italiani.

Il tema della competitività

In risposta alle esigenze di sostenibilità economica dei consumatori, il mercato italiano sta quindi diventando sempre più appannaggio di Costruttori dell’Est, sia asiatici che dell’Est Europa, in grado di produrre auto a costi più competitivi. Per conquistare il mercato del Vecchio Continente, questi operatori stanno sfruttando nuove catene di fornitura, ma anche soluzioni creative, riposizionandosi nel frattempo su un segmento più premium, in linea con la domanda del mercato europeo. Dalla Cina si stanno affacciando nuovi attori nativi EV, non solo nella parte di mercato mainstream, ma anche nei segmenti top. Non a caso, alcuni brand asiatici hanno già scalato molte delle prime posizioni nelle vendite globali di vetture elettrificate, scavalcando anche Tesla.

Nuovi equilibri di mercato

La classifica dei principali produttori di vetture elettrificate è costellata di marchi cinesi, che hanno ormai tolto il podio ai player storici: BYD è il primo produttore di auto elettrificate al mondo (Tesla mantiene il gradino più alto nelle BEV). Il grosso delle vendite si registra in Cina, ma la quota in Europa è in progressivo aumento. Lo spostamento dell’assetto verso l’Oriente è particolarmente evidente anche sulle quote di produzione: l’Europa ha ceduto lo scettro di principale produttore alla Cina, che già oggi ha raggiunto il 4° posto nella classifica dei Paesi che hanno registrato il maggior numero di brevetti in Europa, con l’Italia solo undicesima. I costruttori dell’Est (Europa e asiatici) conquisteranno nei prossimi anni crescenti fette di mercato (in Italia il 4% al 2030), a scapito dei brand tradizionali del Vecchio Continente. Dal 2015 ad oggi l’Europa ha perso la produzione sul proprio territorio di 5 milioni e 300mila vetture, oggi prodotte per lo più in Cina.

Un italiano su 5 considera i marchi asiatici

“In un contesto di incertezza come quello attuale, la centralità – per gli italiani – dell’aspetto economico legato alla mobilità emerge con forza: pur preferendo i marchi europei, un italiano su cinque sta già considerando marchi cinesi e asiatici perché più convenienti, anche se di minore qualità. Il futuro è già qui: l’assetto del mondo automotive si sta spostando velocemente verso Oriente”, dice Gianluca Di Loreto, Partner Bain & Company.