Il pneumatico del futuro non fora e si adegua alla strada

di Graziella Marino

Le case produttrici stanno studiando innovazioni importanti, legate sia alla sensoristica sia all’utilizzo di materiali che prescindono dal petrolio.

Non solo auto elettriche o autonome, la rivoluzione per gli automobilisti arriva anche dagli pneumatici che, essendo l’unico punto di contatto con l’asfalto, sono in grado di raccogliere moltissime informazioni, importanti in termini di sicurezza, risparmio e sostenibilità ambientale. La parola chiave delle gomme del futuro è “connesse” che, a grandi linee, significa che montano al proprio interno un sensore a sua volta collegato a un dispositivo sulla vettura. Insomma, Internet entrerà nelle ruote per estrarne informazioni utili, per esempio misurando la profondità del battistrada e il grado di logoramento e avvisando il conducente quando sono necessari nuovi pneumatici o chiedergli di ruotarli tra anteriori e posteriori.

I veri pneumatici ‘intelligenti’ però saranno quelli capaci di adattarsi automaticamente, senza cioè l’intervento dell’automobilista, alle condizioni della strada o del meteo auto-modificando il battistrada. Con condizioni meteo piovose, per esempio, le scanalature che immagazzinano acqua aumenterebbero di volume riducendo il rischio di aquaplaning.

SICUREZZA AL PRIMO POSTO

È questo principalmente quanto gli automobilisti chiedono alle gomme del futuro, come risulta da un recente sondaggio commissionato da Nokian Tyres in cui le indicazioni più gettonate sono pneumatici più sicuri (44%) e gomme che si adattano alle condizioni meteo differenti. Ma se per i pneumatici capaci di autotrasformarsi c’è ancora un po’ di strada da fare, è già un’opportunità concreta il pneumatico ‘senza aria’ a prova di foratura. Il primo prototipo al mondo è stato presentato da Michelin nel corso dell’evento per la mobilità sostenibile Movin’On di Montreal. L’innovativo pneumatico si chiama Uptis, acronimo di Unique Puntureproof Tyre System, che significa letteralmente sistema unico di pneumatico antiforatura, e la casa francese prevede di adottarlo su veicoli di serie a partire dal 2024.

Uptis ha le stesse prestazioni di qualsiasi altro pneumatico ma è senz’aria al suo interno, connesso nell’ottica dello sviluppo futuro dell’automobile, stampabile in 3D e riciclabile, perché realizzato interamente con materiali rinnovabili o biodegradabili. Questi materiali gli consentiranno di eliminare l’aria compressa sostenendo sia il peso sia la velocità della vettura e deformandosi in modo programmato in caso di buche o avallamenti. Il prototipo è già montato su una Chevrolet Bolt EV sulla quale sono in corso i primi test e Michelin ha avviato una partnership di ricerca con General Motors per collaudare il pneumatico in condizioni reali entro fine 2019 su una flotta di veicoli Bolt EV in Michigan, negli Stati Uniti.

SI RIDUCE IL PESO DELLA MANUTENZIONE

Un grosso vantaggio per tutti gli automobilisti ma in particolare per le flotte aziendali che potranno eliminare la manutenzione, sarà quello di non dover più effettuare il controllo della pressione di gonfiaggio. Inoltre, Uptis consentirà di tagliare i consumi di carburante dovuti alla guida con pneumatici sgonfi e alla resistenza al rotolamento e ridurrà il peso del veicolo, rimuovendo la ruota di scorta, sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici o crick per il sollevamento. Certamente più futuribile del prototipo Uptis ma senza aria anche lui è il concept Goodyear Aero, pensato soprattutto per le auto autonome e volanti. Le razze del concept oltre a sostenere il peso del veicolo nella guida tradizionale agirebbero come pale di un’elica per il decollo del mezzo e il volo in aria quando le ruote sono in posizione inclinata. Con i veicoli adatti il concept di Goodyear offrirebbe la possibilità di evitare il traffico urbano passando dalla guida su strada alla guida in volo.

I SENSORI CHE “GUIDANO” LA GOMMA

Per coloro che amano vivere connessi invece Pirelli ha lanciato la tecnologia ‘Cyber Car’. Tramite piccoli sensori posizionati al loro interno e collegati con il cloud Pirelli, le gomme sono in grado di comunicare al sistema di bordo dell’auto tutte le caratteristiche della strada e il modo in cui la gomma reagisce, si modifica e si usura. Le informazioni vengono quindi comunicate a un’app o all’intelligenza di bordo, che è così in grado di elaborarle e di consentire ai sistemi di sicurezza – come la frenata autonoma d’emergenza, l’Abs o il controllo di stabilità – di funzionare al meglio. Anche le auto elettriche potrebbero trarne beneficio. Fra i valori rilevati dal sistema c’è infatti anche il carico verticale, e conoscendo il peso della configurazione della vettura, il sistema di gestione dell’auto elettrica sarà in grado di calcolare in modo ancora più preciso quanti chilometri si possono percorrere prima di dover ricaricare.