Il noleggio va a gonfie vele!

di Valerio Parrini

Dopo un 2016 scoppiettante, anche il 2017 del noleggio ha cominciato bene il suo cammino. Nei primi mesi di quest’anno, infatti, quasi un’auto su quattro è stata immatricolata per noleggio. E ogni giorno, nel 2016, 674.000 persone hanno utilizzato servizi legati al noleggio a lungo termine, 89.000 si sono rivolti al breve termine e 17.000 sono quelle che hanno guidato una delle auto in car sharing. Sono questi i principali numeri emersi dal sedicesimo Rapporto sullo stato di salute del comparto del noleggio, redatto da Aniasa e presentato a Milano a fine maggio. 

 

 

Fatturato in crescita

Sul fronte del fatturato del settore sono stati superati i 6 miliardi di euro con un incremento del 10,2% sul 2015. In crescita anche il numero di targhe per il noleggio: 375.000 i nuovi veicoli (auto e commerciali leggeri) nel 2016. Con questa crescita il circolante “in noleggio” raggiunge le 800.000 unità. Insomma, il comparto sta crescendo anche in termini di incidenza sull’economia nazionale creando un indotto rilevante: sono 30.000 le officine che lavorano e prosperano seguendo le auto noleggiate. Inoltre, l’attenzione degli operatori si sta spostando dalle grandi aziende (mercato di sostituzione) alle PMI, per cui ci si trova davanti a clienti che necessitano di piccole o, addirittura, micro-flotte. 

 

Poche ombre

Andrea Cardinali, neo-presidente di Aniasa (foto a lato), ha sottolineato il grande momento positivo del noleggio, evidenziando però anche alcuni problemi che si riferiscono soprattutto agli aspetti normativi e tributari. Le politiche fiscali e la poca attenzione verso i veicoli a trazione elettrica, ad esempio, sono i punti dolenti. È poi necessaria una normativa nazionale per il car sharing che oggi è affidata ai regolamenti comunali. Da risolvere con urgenza e con l’aiuto delle autorità è anche la piaga dei furti d’auto. Un danno misurato in 60 milioni di euro l’anno, senza contare quello inferto all’immagine della nostra nazione. 

 

Note positive 

Il vicepresidente di Aniasa Italo Folonari ha sottolineato invece il fatto che il mercato del noleggio cresce di più del trend generale e ha anche analizzato come stanno cambiando i gusti dei clienti sempre più affascinati dalle crossover e dai suv. Anche l’altro vicepresidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti, si è mosso sulla stessa linea, anche se il noleggio a breve termine ha numeri meno esaltanti dovuti anche a fattori esterni e a un calendario che nel 2017 è meno favorevole di quello del 2016. Interessante, poi, l’intervento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha annunciato la pubblicazione di un vademecum, messo a punto con Aniasa, chiamato “Le buone regole dell’autonoleggio”. Infine Gianluca Di Loreto, Principal di Bain&CO Italy, ha illustrato una ricerca, commissionata da Aniasa, sul fenomeno del car sharing in Italia, ricerca di cui vi parliamo nel box qui sotto.

 

Car sharing 

Oltre un milione di tessere di abbonati italiani al car sharing, sei milioni e duecentomila i noleggi nel corso del 2016. Un comparto in forte espansione e trasformazione, ma poco indagato nel suo insieme. In questo senso è andata la ricerca condotta da Bain&Co Italy, società leader di consulenza strategica, e commissionata da Aniasa. Nelle città servite da car sharing, due utenti su 10 hanno rinunciato all’auto in proprietà: questo il dato più eclatante. Nella ricerca di Bain&Co viene definito anche il profilo dell’utilizzatore medio che ha 2,8 tessere di società di car sharing, è pendolare, è maschio, fa l’impiegato o comunque è un lavoratore dipendente, ha 38 anni e utilizza le vetture per raggiungere il posto di lavoro. È, inoltre, un utente pragmatico, che sceglie il fornitore del servizio in base alla disponibilità, quindi poco fidelizzato. Il servizio di car sharing è complementare al trasporto pubblico e integra i mezzi collettivi, mentre raramente viene visto come sostitutivo della vettura personale. Dal punto di vista della convenienza il car sharing è competitivo se si hanno, annualmente, basse percorrenze (11.800 km per un’auto grande, 8.300 km per una media e 6.000 per una citycar)