Il noleggio l.t. accetta la sfida della crisi

di Pietro Teofilatto

La grave fase congiunturale che stiamo attraversando ha sollecitato ogni operatore della filiera automobilistica all’innovazione, all’efficienza e alla revisione dei modelli di business. Ed il noleggio a lungo termine, che ha nel suo Dna la vocazione all’innovazione, dopo una fase di crescita continua durata più di un decennio, ha avvertito l’opportunità di migliorare ancora più velocemente la qualità dei propri servizi. Si è quindi sviluppata una grande interazione tra imprese di noleggio e clientela per modellare insieme il miglior servizio, assicurando sempre sicurezza, qualità e rispetto dell’ambiente. Il noleggio, proprio nel momento di crisi è diventato più maturo ed evoluto e continua a dare un forte contributo alle aziende a all’economia, innovando ulteriormente in servizi e produttività.

 Il noleggio l.t. accetta la sfida della crisi e si rinnova, diventando ancor più che in passato un partner finanziario importante per le aziende in crisi di liquidità e di credito. Non solo: le società di noleggio assistono le aziende nel contenimento dei costi estendendo i contratti e rivedendo i processi con una maggior attenzione ai driver.I numeri delle flotte
I primi dati Aniasa, in fase di consolidamento, indicano un discreto aumento della flotta a fine 2012 relativa a contratti con durata superiore a 12 mesi, flotta che nell’arco di due anni è aumentata di oltre 10mila unità. Si tratta di un aumento sullo scorso biennio del 2,2% che in questi tempi di indici negativi a due cifre è un piccolo segnale di buon auspicio. Una delle motivazioni alla base di questi primi risultati è che il noleggio, anch’esso sottoposto ai crescenti oneri tributari e burocratici che gravano su tutti i settori produttivi, sta comunque garantendo in quest’ultimo triennio di profonda crisi una incredibile stabilità dei costi, funzionando come alternativo “sostegno finanziario” alle aziende (specialmente PMI) in crisi di liquidità e con fidi bancari in calo, oltreché vessate dalla stessa PA con il cronico ed automatico ritardo dei pagamenti.

imageNel 2012
Il valore del noleggio a lungo termine come mezzo di contenimento del Total Cost of Ownership continua ad essere attentamente considerato dalla clientela aziendale, che nel preferire questa formula per le proprie esigenze, si è orientata a concordare con gli operatori del settore un’estensione dei contratti, la cui media è in graduale aumento. L’anno scorso sono cresciute anche le medie delle percorrenze chilometriche, più vicine ai 32.000 km/anno (+2,9% sul 2011 e +4,6 sul 2010), elementi indicativi del fatto che i veicoli a noleggio a lungo termine costituiscono un mezzo di lavoro sempre più utilizzato. Come in ogni situazione di incertezza generale, si tende quindi ad aumentare il periodo di utilizzazione dei beni. Ed è in questo contesto non facile che i fleet manager sono chiamati a svolgere una delicata funzione nell’ambito della policy aziendale, cercando di equilibrare le varie necessità con le possibilità di spesa. Da parte loro, le società di locazione a lungo termine sono incessantemente impegnate sul versante dell’organizzazione dei processi e, ben consapevoli che il cliente non è più esclusivamente l’azienda o il fleet manager, si prefiggono l’obiettivo di essere sempre più vicini al driver, conoscendo ed anticipando le sue esigenze.

imageChe cosa porterà il 2013?
Il primo bimestre del 2013 ha fatto registrare un calo generalizzato delle immatricolazioni. I risultati a fine febbraio fotografano indici negativi per ogni segmento: non solo per i privati che scendono del 13,5%, ma anche per le flotte che perdono il 23,2%. Appare poi in notevole contrazione il dato complessivo di richiesta di immatricolazioni di nuove vetture ad uso noleggio, addirittura del 27%. E’ indubbio che con una pressione fiscale in perenne aumento (nel 2011 al 42,5% del PIL, nel 2012 al 45,3% e nel 2013 prevista al 45,5%), non c’è alternativa a un generale calo dei consumi che porta a un ancora più grigio scenario di recessione per il nostro Paese. Il calo di oltre 23.000 unità di nuova immatricolazione potrebbe anche essere una conseguenza della nuova penalizzazione dell’auto aziendale, tassata oltremodo e proprio da inizio anno con l’entrata in vigore delle misure di minor deducibilità previste dalla Riforma Fornero e dalla Legge di Stabilità. Chissà se il nuovo Governo avrà l’accortezza e la lungimiranza di comprendere i vantaggi dell’auto aziendale, non solo per la casse delle stato, ma specialmente per la nostra economia. Le associazioni dell’automotive, inascoltate dal precedente Esecutivo, intendono prospettare subito al nuovo Governo appena insediato tale utilità e la necessità di ridurre anziché allargare il divario con gli altri Paesi EU.

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