A Futurmotive Talks presentata la visione strategica di Bruxelles per il futuro della mobilità: “Non basta accontentarsi di costruire ottimi veicoli, serve cntrollare l’intero stack tecnologico della mobilità del domani”

“L’Europa non deve più accontentarsi di costruire ottimi veicoli, ma deve avere l’ambizione di controllare l’intero stack tecnologico della mobilità del domani, dall’hardware all’intelligenza artificiale”. Lo ha spiegato Franco Accordino, a capo dell’unità Mobilità connessa e intelligente, DG CONNECT alla Commissione Europea, a Futurmotive Talks, l’evento organizzato da Autopromotec dedicato a tecnologie e transizione energetica al Dama-Tecnopolo di Bologna.
Uno dei progetti centrali illustrati è “Apply AI: Autonomous Drive Ambition Cities – ADACities”, un’iniziativa che punta a portare la guida autonoma di livello 4 nelle città europee attraverso robotaxi e navette elettriche. L’obiettivo è rafforzare la competitività dei produttori europei di servizi di mobilità e delle aziende tecnologiche specializzate in sistemi di guida autonoma, raccogliendo una grande quantità di dati reali per sviluppare e testare queste tecnologie su tutto il territorio dell’Unione. Il programma prevede anche l’espansione capillare dei servizi di mobilità autonoma e una semplificazione delle procedure normative. È già stata tracciata una tabella di marcia che prevede una prima fase di avviamento nel 2026, un’accelerazione tra il 2026 e il 2028 e un vero scaling a livello europeo, nazionale e regionale a partire dal 2027. Accordino ha sottolineato la necessità di superare il concetto di semplici veicoli connessi per arrivare a un vero ecosistema europeo di sistemi autonomi integrati. Questo significa creare una convergenza profonda tra automotive, energia, logistica e Internet delle Cose, con cooperazione in tempo reale tra veicoli e infrastrutture, piena interoperabilità e piattaforme digitali affidabili. L’Europa, ha detto, ha oggi l’opportunità storica di definire l’architettura della mobilità del futuro anziché subirla.
La vera domanda strategica, secondo Accordino, non è più se l’Europa saprà costruire buoni veicoli, ma se sarà in grado di dominare questo stack digitale. La risposta della Commissione è positiva: l’Europa possiede tecnologie, competenze e capacità per riconquistare la leadership in questo campo.Per tradurre questa visione in azione concreta è stata lanciata l’European Connected and Autonomous Vehicle Alliance (ECAVA), che riunisce i principali costruttori europei e i fornitori di tecnologia. L’alleanza si concentrerà sullo sviluppo condiviso di dati e modelli di intelligenza artificiale, sulla creazione di uno stack tecnologico per la guida autonoma, sulla sperimentazione cross-border, sulla promozione del Software Defined Vehicle e sullo sviluppo di chip avanzati per applicazioni automotive. L’iniziativa dovrà anche superare le barriere regolatorie e normative ancora esistenti. “Prima dell’estate, già a giugno – ha spiegato Accordino – lanceremo un’iniziativa per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di sindaci e territori, per dare una possibilità alle amministrazioni locali che hanno fondi a disposizione di entrare in contatto e sviluppare e rendere disponibili queste tecnologie”.