Il fleet manager guiderà la flotta dalla sua sala di controllo

di Lukas Neckermann

Il futuro, con l’avvento delle auto e dei mezzi commerciali a guida autonoma, vedrà i gestori della mobilità come “registi” del traffico per persone e merci.

I professionisti delle flotte di tutto il mondo stanno per affrontare un periodo di trasformazione che sarà turbolento ma costruttivo per il loro nuovo ruolo. Coloro che saranno in grado di adattarsi al cambiamento si troveranno a svolgere una professione più complessa, più stimolante e persino più gratificante. E saranno i nuovi “controllori” del traffico delle flotte.

L’aumento dell’offerta di veicoli connessi, elettrici ed autonomi, e in alcuni casi la mobilità condivisa, sta già guidando una trasformazione nell’ambito dell’intero settore e all’interno delle aziende di ogni dimensione. La professione di gestore della flotta può supportare questa transizione in modo importante. Lo scambio di dati dai veicoli connessi (sia mediante telematica oggi che attraverso connettività integrate domani) aiuta non solo a gestire le operazioni della flotta, ma governa e migliora gli interi flussi di lavoro. Individuando e dirigendo merci e collaboratori in qualsiasi momento, i gestori di flotte possono contribuire all’efficienza operativa della loro azienda.

 

LA VITTORIA DEL CAR SHARING

Dovendo affrontare le sfide degli ingorghi di traffico e dei parcheggi, i veicoli condivisi stanno diventando un’opzione sempre più realistica, soprattutto per le flotte urbane. Il car sharing aziendale diventa sempre più attraente, sostituendo la gestione di vetture condivise e di veicoli che non appartengono all’azienda ma sono utilizzati per viaggi di affari. Allo stesso modo, il trasporto con conducente sta sempre più spesso prendendo il posto dei veicoli a noleggio e dei taxi, soprattutto in occasione di trasferte di lavoro. Con i veicoli elettrici, i professionisti della flotta possono ulteriormente espandere il proprio ambito andando a gestire questioni legate a energia e infrastrutture. Ad esempio, devono collaborare strettamente con il facility management per costruire stazioni di ricarica. In tal modo – ora più che mai – possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’azienda.

GUIDA AUTONOMA “IN PROVA”

Italia, Francia, Germania e altre nazioni hanno già dato il via libera a prove limitate su strada di veicoli a guida autonoma. Waymo, consociata di Google, è la società maggiormente sotto i riflettori per lo sviluppo e il collaudo di tecnologie autonome. Altre come Uber, Lyft, Didi, Tesla, Apple, Aptiv e GM’s Cruise sono al lavoro. È una battaglia per primeggiare in questo settore, quella che si sta svolgendo tra aziende tecnologiche, di servizi di mobilità e case automobilistiche in corsa per sviluppare veicoli autonomi. Milioni di chilometri di test su strada vengono percorsi, con l’obiettivo di superare l’ambito sperimentale.

Tuttavia, gli Stati Uniti, la Cina e altre nazioni coinvolte stanno affrontando numerose questioni chiave in termini di sicurezza, affidabilità e gestione degli asset che dovranno essere risolte prima che le vetture autonome vedano la produzione di massa e l’arrivo sul mercato. Quando queste questioni saranno risolte, i veicoli a guida autonoma innalzeranno ulteriormente il profilo del professionista della flotta. Questi veicoli autonomi (per lo più elettrici) verranno impiegati nelle flotte e dovranno essere sorvegliati, puliti, sottoposti a manutenzione e gestiti. Le aziende che esplorano la strada dei veicoli a guida autonoma condivisi cercheranno partner per gestire efficacemente queste operazioni quotidiane. Si tratta di un ruolo familiare per i gestori di flotte, che gestiscono auto in benefit o veicoli commerciali, in outsourcing e in leasing.

L’IMPATTO SULLE MERCI

Oltre al trasporto passeggeri, la movimentazione di merci su furgoni, camion per consegne e veicoli pesanti è un’altra parte fondamentale della rivoluzione della mobilità. I governi delle città, i responsabili della logistica e delle catene di approvvigionamento globali condividono l’aspettativa che i veicoli commerciali condivisi, automatizzati ed elettrici riducano i costi, rispettino le norme sulle emissioni e migliorino le condizioni di sicurezza stradale. Emergeranno, a quel punto, nuove opzioni: piuttosto che gestire una flotta dedicata di veicoli di proprietà e gestiti internamente, alcune aziende potrebbero optare per lo spostamento automatizzato di merci o di persone.

FLEET MANAGER COME GESTORI DI CENTRI DI CONTROLLO

La rivoluzione della mobilità sta quindi intrecciando e mescolando diversi ruoli: compiti precedentemente svolti dai responsabili degli acquisti, dai travel manager e dai controllori che sorvegliano i movimenti di spedizione delle merci, si sovrappongono ai compiti più tipici dei professionisti della flotta. I nomi delle mansioni possono cambiare dal fleet manager, al logistic manager e, in definitiva, al mobility manager. Emergeranno nuove piattaforme e servizi in supporto. Uno di questi è BestMile, la cui piattaforma gestisce flotte di veicoli autonomi. Nel libro bianco “The Mobility Revolution: A Primer for Fleet Managers”, Anne Mellano, co-fondatrice di BestMile, ha spiegato come “i fleet manager forniranno una funzione distinta e necessaria nella rete di mobilità, essendo gestori di centri di controllo”.