Il Fisco può prelevare documenti nell’auto

di Giorgio Costa

Mano libera del fisco sulla documentazione conservata all’interno degli automezzi aziendali. Di conseguenza, autovetture, furgoni e qualsiasi altro mezzo di trasporto (anche all’interno della flotta aziendale assegnata o in uso al dipendente) se riferibili, anche indirettamente, all’attività dell’azienda, possono essere oggetto di accesso e ispezione fiscale senza necessità di autorizzazioni. 

Le regole sull’accesso e le ispezioni dei mezzi aziendali sono contenute nella circolare n. 1/2018 del Comando generale della Guardia di finanza nella quale sono elencate anche alcune casistiche decise dai giudici di legittimità. Se tali mezzi sono adibiti e/o funzionalmente collegati all’attività economica del contribuente verificato – spiega la circolare n.1/2018 – possono essere sottoposti ad accesso senza bisogno di ulteriori autorizzazioni oltre a quella che dispone l’accesso presso l’azienda o lo studio professionale (in caso contrario, invece, ma non può trattarsi di flotte aziendali) l’accesso può essere effettuato soltanto se vi è la preventiva autorizzazione dell’Autorità giudiziaria. 

 

 

Auto di proprietà del dipendente

Peraltro, quando la documentazione contabile viene rinvenuta all’interno dell’autovettura (non di flotta) di un dipendente della società verificata, la stessa non può essere utilizzata in assenza di una specifica autorizzazione dell’autorità giudiziaria motivata da gravi indizi di violazione alle norme tributarie. Ciò anche nel caso in cui il dipendente non si opponga all’ispezione della propria autovettura e consegni spontaneamente la stessa ai verificatori fiscali. Occorre fare particolare attenzione, quindi, alla documentazione contabile e soprattutto extracontabile che viene conservata nelle auto utilizzate dagli amministratori o dai soggetti che rivestono cariche all’interno dell’azienda.

L’ispezione e l’acquisizione di detti documenti possono avvenire con le stesse formalità e autorizzazioni con le quali gli ispettori del fisco passano al setaccio gli uffici amministrativi della società. Tuttavia, nella prassi operativa, l’individuazione dei casi in cui è ammessa o meno l’accesso ai veicoli non è tuttavia agevole e anzi, molto spesso, costituisce oggetto di specifica contestazione. E fra i casi riportati dalla Gdf e oggetto di giudizio da parte della Cassazione sul tema delle autorizzazioni necessarie per accedere e ispezionare i mezzi presenti al momento della verifica fiscale, uno dei più rilevanti – sentenza n. 10590/2011 – ammette la legittimità dell’accesso effettuato, senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria, nell’auto di un soggetto terzo (il fratello del titolare di un locale pubblico oggetto di verifica fiscale) mentre cerca di sottrarre documentazione relativa alla società sottoposta a verifica debitamente autorizzata.

Con sentenza n. 10489/2003 la Cassazione ha ritenuto legittimo l’accesso senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria anche nell’autovettura condotta dall’amministratore della società sottoposta ad ispezione, nel presupposto che l’uso dell’automobile da parte di chi ricopre le cariche di vertice nell’ambito dell’azienda renda il mezzo stesso «riferibile» all’attività d’impresa, a meno che l’autovettura non risulti in quel preciso momento adibita a uso strettamente personale.