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Il diesel cerca di sopravvivere ai tagli delle emissioni

di Giovanni Tortorici

Nuove tecnologie aprono importanti opportunità per i motori a gasolio, che però sono sottoposti a forti pressioni per ridurre le emissioni di sostanze nocive.

 

Le nuove normative europee RDE (Real Drive Emissions) penalizzano fortemente le vetture diesel, in particolare per ciò che riguarda le emissioni di particolato (sostanza che dovrebbe essere eliminata totalmente dai gas di scarico, dal momento che è tra le più dannose per la salute) e quelle di ossidi di azoto (NOx). I dati sulle emissioni, poi, verranno rilevati in condizioni di guida su strada, per fare in modo che siano quanto più aderenti possibile alla realtà.

IL FUTURO POSSIBILE

Nonostante queste stringenti normative, però, è ancora presto per fare il funerale al diesel; in un futuro a medio termine potremmo continuare a vedere la nota sigla TD (Turbo Diesel) circolare sulle nostre strade. Una nuova tecnologia Bosch per i motori a gasolio, infatti, ha fatto registrare notevoli miglioramenti nei livelli di emissioni nocive, in particolare per ciò che riguarda gli ossidi di azoto, inferiori ai valori limite attuali e a quelli che entreranno in vigore nel 2020. Si parla di 13 mg/km di ossidi di azoto in condizioni reali di guida. Sulla carta un dato eccellente, considerando che, a partire dal 2020, le emissioni dei nuovi modelli di autoveicoli non potranno superare il valore massimo di 120 mg/km (oggi siamo a 168 mg/ km). I manager delle case automobilistiche, potrebbero prendere seriamente in considerazione una seconda vita del diesel. Il nuovo sistema di propulsione Bosch si basa ampiamente su componenti che sono disponibili sul mercato o molto prossimi alla produzione. Pertanto è disponibile per le case automobilistiche che vogliono incorporarlo nei loro progetti di produzione.

CARBURANTE DA OLI ESAUSTI

Sempre Bosch ha tirato fuori dal cappello un carburante particolare, il “diesel C.A.R.E.”. Si tratta di un carburante che deriva principalmente da sottoprodotti e materiali di scarto (come oli da cucina ricliclati e grasso). Non contiene alcuna parte di carburante fossile e viene prodotto dalla finlandese Neste, compagnia petrolifera produttrice di biocarburante. Allo stato attuale il diesel C.A.R.E. non è disponibile in quantità sufficienti per rifornire le stazioni di servizio su larga scala in Europa e neppure nella sola Germania. In ogni caso, il costo di un litro di diesel C.A.R.E. è leggermente più alto rispetto al diesel normale a causa dei maggiori costi di produzione.