“Il biometano è sostenibile e riduce le emissioni”

Le sfide della mobilità al centro del convegno di Fuels for mobility. Merigo (Assogasmetano): “I veicoli a biometano abbiano lo status di zero-emission vehicle”

Le sfide della mobilità sostenibile passano dall’affermazione del biometano, fonte rinnovabile che già da subito può offrire una risposta concreta alle esigenze energetiche e di tutela ambientale.

È questo, in sintesi, il cuore del dibattito che si è svolto nel corso di “L’Italia e l’economia circolare: sarà il biometano la soluzione per coniugare aspetti ambientali, economici e strategici?”, il workshop organizzato da Fuels for mobility e Assogasmetano e andato in scena oggi a Bologna.

IMPORTANZA STRATEGICA

Dell’importanza del biometano si trova traccia anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che lo considera strategico per il potenziamento dell’economia circolare e prevede un investimento di 1,92 miliardi di euro per lo sviluppo del biometano in Italia.

Gli operatori della filiera rivendicano l’utilità dell’impiego del biometano per autotrazione e l’immediatezza dei suoi benefici.

“Solo il biometano può aiutarci a ridurre le emissioni: consente di realizzare un’economia circolare ed è sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e tecnico – dice Flavio Merigo, presidente di Assogasmetano, tra i relatori del seminario – La nostra richiesta, come Assogasmetano, è che i veicoli a biometano abbiano lo status di Zev (zero-emission vehicle), come già avviene in Norvegia”.

Dello stesso avviso anche Piersandro Trevisan, del Cluster Lombardo della mobilità. “Un veicolo a biometano impatta sull’ambiente tanto quanto un veicolo elettrico, se si considera i loro interi cicli di vita, come già dimostrato da uno studio del Politecnico di Milano – spiega Trevisan – Il biometano può coprire l’intero fabbisogno del settore del trasporto, a partire dalle flotte”.

LA TRANSIZIONE ECOLOGICA

Il workshop è stata un’occasione per riflettere sulle prospettive della sostenibilità, ma senza dimenticare che il percorso per una transizione ecologica non sarà semplice.

“Le case auto che negli scorsi anni hanno investito pesantemente sull’elettrico ora chiedono che ci siano incentivi anche per le auto tradizionali, perché solo in questo modo possono continuare a investire nell’elettrico – ricorda Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor e moderatore dell’evento – Abbiamo obiettivi ambiziosi, ma la transizione è un processo delicato”.

Per Fabio Roggiolani, imprenditore ecologista e co-fondatore di Ecofuturo, “non ha senso la guerra tra metano ed elettrico: il primo è nettamente più efficiente per i tratti lunghi, il secondo per quelli brevi. Ma anche vero che le colonnine di ricarica rapida da 350 kW rappresentano uno stress per la rete e elettrica, così come va rivoluzionato il modo in cui si produce il biometano, per renderlo ancora più sostenibile”.