Il 25 ottobre il 1° convegno di Aiaga sulla car policy

di Alfredo Marasti

Fino a pochi anni fa di gestione organica ed efficiente della mobilità aziendale si sentiva ragionare solo nelle grandi aziende con parchi auto importanti, oggi invece le strategie di car policy riguardano anche nel nostro Paese un numero crescente di imprese, da quelle medie fino a quelle di minori dimensioni con parchi auto di medio-piccola consistenza.
“Dalla car policy alla car list” è questo il tema del convegno di Aiaga che si terrà in ottobre a Bologna. Interverranno autorevoli e fleet manager di importanti aziende, esperti del settore dell’auto aziendale, rappresentanti di associazioni internazionali.Oltre che ad una necessità di gestione, come noto, la car policy risponde anche alla fondamentale circostanza che l’auto aziendale rappresenta il benefit maggiormente gradito da quadri e manager aziendali e di conseguenza la car policy oggi assume un rilievo molto significativo nell’ambito delle scelte di Human Resources d’impresa nella maggior parte delle aziende. E se, storicamente, manager e responsabili/funzionari commerciali sono state le categorie che in via pressoché esclusiva hanno usufruito del benefit auto, attualmente la tendenza delle aziende a valorizzare il ruolo dei quadri e dei giovani professionals si riflette anche sull’auto aziendale, che sta diventando un mezzo di incentivazione anche a favore di queste nuove categorie di utilizzatori di company car. Al di là del valore intrinseco dell’auto, la possibilità di utilizzare politiche flessibili di car policy, cioè in particolare di ampliare la possibilità di scelta di modelli di auto per le diverse categorie di beneficiari aziendali può infatti consentire di rispondere al meglio alle specifiche esigenze individuali degli utilizzatori.

Auto aziendale e tempo libero
La possibilità di usare l’auto aziendale non solo per le esigenze di lavoro, ma anche nel tempo libero rappresenta un valore motivazionale aggiunto molto importante. Tra i compiti di una corretta strategia di car policy, invariabilmente, vi è soprattutto quello di delineare i criteri e le linee guida per la scelta dei modelli da inserire nel parco aziendale secondo precisi requisiti in termini di immagine e di motivazione del management e, di norma, fissando soprattutto i parametri di spesa e di qualità in particolare con riferimento alla sicurezza ed al contenimento di consumi ed emissioni delle vetture. È un compito non sempre facile, in quanto la ricerca e l’innovazione tecnologica sull’automobile sono in continua evoluzione e richiedono, quindi, un aggiornamento costante. In generale, se per una “vettura di servizio” le scelte da fare sono relativamente semplici, per una vettura in benefit, che di fatto è utilizzata “come parte della retribuzione” le complessità aumentano. “Nel caso dell’auto in benefit – dice Giovanni Tortorici, presidente di Aiaga – in questi ultimi anni hanno convissuto due strategie aziendali di car policy piuttosto antitetiche: un approccio prudenziale che, dopo aver identificato le categorie dei beneficiari dell’auto aziendale prevedeva la messa a punto di una car list specifica e limitata di marche e modelli di vetture e un altro approccio che ha privilegiato la ricerca di maggior fidelizzazione degli utilizzatori aziendali mettendo a disposizione dei beneficiari un’offerta di modelli di vetture più ampia, approccio questo che è di solito più diffuso nelle aziende di servizi che considerano come un asset le persone ed il loro “know how”.

Verso car policy più flessibili
“L’attuale evoluzione delle car policy – continua Tortorici – muove dal prevalente orientamento al contenimento dei costi che ha caratterizzato gli ultimi tre anni, e pare indirizzarsi, pur nel rispetto di standard di costi e di limiti di consumi e di emissioni prefissati, verso modalità più flessibili e “libere” nelle composizioni delle car list per la flotta aziendale. Si tratta di una tendenza che trova le proprie motivazioni anche nella maggiore responsabilizzazione e nel coinvolgimento dei driver aziendali che possono in un qualche modo “appropriarsi” maggiormente della propria vettura ed essere di conseguenza più soddisfatti. Di converso, ciò facilita anche la professione del fleet manager che può così dedicare maggiore attenzione e alla gestione complessiva della flotta e della mobilità aziendale. Per tutti i fleet manager, sempre di più, l’obiettivo è infatti quello di conciliare le car policy con la crescente attenzione delle aziende alla responsabilità sociale d’impresa ed alla mobilità sostenibile e questo comporta un impegno concreto nella gestione efficiente e sostenibile della flotta”.

Proprio l’evoluzione delle strategie di car policy aziendali e delle motivazioni che le generano (pur differenti da azienda ad azienda, ma che muovono da comuni denominatori di ricerca di maggior efficienza e sostenibilità ambientale) sarà il tema del convegno di Aiaga dal titolo “Dalla car policy alla car list” che si terrà il prossimo 25 ottobre a Bologna in collaborazione con Auto Aziendali Magazine e con la Fondazione Alma Mater.

Per maggiori informazioni:

https://www.autoaziendalimagazine.it/a_i_a_g_a/

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