Il 2022 all’insegna di auto elettriche e car subscription services

di Robert Satiri

Crisi dei microchip, guerra in Ucraina, crisi energetica hanno causato un calo
delle vendite di auto nuove. Ma il mercato si muove per rispondere alle esigenze
dei consumatori

Il 2022 dell’automotive è iniziato con una serie di problemi che vengono dal recente passato (vedi crisi dei semiconduttori), ai quali si sono aggiunti e sovrapposti quelli derivanti dal conflitto in Ucraina (lo stato di guerra ha eliminato le produzioni di auto e componentistica proveniente da quel paese) che prefigurano un destino magro in termini di risultati e di numeri di veicoli prodotti e venduti. La crisi energetica ha accentuato dinamiche già in movimento nel campo delle motorizzazioni e ha indotto un po’ tutti a ripensare nuovamente (anche rispetto ai già nuovi pensieri più recenti, ovvero quelli post pandemia) la mobilità aziendale e personale.

LE PROSPETTIVE PER IL 2022

A proposito di questi argomenti un’interessante rilevazione di Econometrica focalizza alcuni punti chiave. Nel periodo 2018 – 2022 le auto elettriche in flotta sono cresciute dallo 0,3 all’1% del parco, mentre le ibride sono passate dall’1 al 13 % delle presenze. Le flotte nelle quali si annovera la presenza di veicoli elettrici sono passate nello stesso periodo dal 21 al 41% del totale. Nonostante le difficoltà nel reperire mezzi nuovi, per il 96% degli intervistati nel 2022 la percentuale di veicoli ibridi in flotta resterà stabile o aumenterà. Un’apertura interessante si intravede nei servizi di noleggio, con il 65% degli intervistati che nel 2021 ha fatto ricorso a proroghe del noleggio lungo termine dei veicoli in flotta ed il 50% che ritiene interessante ricorrere ai servizi di mobilità in abbonamento (con l’auto o anche con altri mezzi di trasporto) per soddisfare le necessità di mobilità aziendale.

LE AUTO ELETTRICHE

Andiamo ora a focalizzare alcune questioni relative alle auto elettriche e ai car subscription services. In primo luogo cerchiamo di capire qualcosa in più circa i costi di gestione delle auto elettriche. Passi avanti sono stati fatti sul fronte della locazione finanziaria (cioè la parte hardware della proposta di noleggio). I costi di manutenzione sono ridotti per la parte “motoristica”, ma bisogna fare attenzione ai costi dell’energia, soprattutto se non si dispone di un’infrastruttura autonoma di ricarica (elemento da non dare mai per scontato). Sta poi maturando tutto un mondo di servizi legati alla mobilità elettrica che parte dalla profilazione della car list (analizzando la compatibilità dei percorsi di flotta con le autonomie elettriche e le opzioni di ricarica) per arrivare ai servizi di pagamento delle ricariche integrati con pedaggio, sosta, traghetti ecc. In questo settore notevoli benefici possono arrivare dall’acquisizione, analisi e gestione dei dati provenienti dalle centraline on board, sia in merito allo stile di guida che agli itinerari, tempi di sosta e di marcia ecc. Incrociando questi elementi si possono elaborare statistiche utili a effettuare le scelte relative alla gestione della mobilità aziendale senza commettere errori o compromettendo le autonomie lavorative dei nostri collaboratori.

SERVIZI IN ABBONAMENTO

Un ultimo tema molto caldo è quello della possibilità di usufruire di un abbonamento all’auto, determinando livello di servizio, segmento e upgrade/downgrade da utilizzare in determinati periodi dell’anno, con un canone fisso e varie soluzioni di mobilità nell’arco dell’abbonamento. Questo strumento potrebbe rivelarsi come uno dei più adatti a diffondere l’auto elettrica, in quanto libererebbe dall’ansia dell’errore di scelta. In questo modo sarebbe sempre possibile lo switch verso una mobilità diversa rispetto allo standard scelto, quindi auto termica o ibrida plug-in e capiente per le vacanze, elettrica e piccola per la città, divertente e alta da terra per le escursioni fuori porta. Tutto questo sempre in attesa di quello che è da considerare il punto di arrivo finale: un canone per la mobilità libera, cioè un abbonamento che consenta di scegliere tra tutte le tipologie di trasporto (aereo, treno, auto, scooter, e-bike, ecc.) in un’ottica di viaggio peer to peer.

L’EVOLUZIONE DEL FLEET MANAGEMENT

Questo porterebbe alla naturale evoluzione del Fleet Manager verso un ruolo con conoscenze e abilità complesse, integranti anche le funzioni di Travel e Mobility Manager, ruolo che in realtà già molti di noi svolgono, per esigenze di organici ristretti o per naturale vocazione alla multidisciplinarietà del proprio operato.