I numeri: risorsa, stimolo e guida al mercato

di Sirio Tardella

Ogni giorno tutti gli organi d’informazione ci propinano una massa cospicua e costante di numeri risultato di consuntivi, previsioni, analisi, indagini e ricerche. Si va dall’andamento della produzione industriale all’incremento del consumo di zenzero, dall’aumento della temperatura del globo al tasso di partecipazione all’ultimo sciopero degli addetti al traporto pubblico del comune di Roma. L’offerta d’informazione statistica è diventata sovrabbondante. 


Nuovi rapporti fra domanda e offerta

In passato il PIL era stimato una volta alla fine di ogni anno e il suo valore veniva corretto per eccesso o per difetto almeno nei due anni successivi, e alle vetture vendute, per circolare, veniva assegnata una targa provvisoria di cartone in attesa della definitiva registrazione al Pubblico Registro Automobilistico. Anche l’andamento e la composizione del mercato dell’auto erano consuntivati e conosciuti con ragguardevole ritardo rispetto ai tempi di riferimento. Poco male comunque, considerato che in quegli anni era la produzione che determinava il mercato: la domanda superava costantemente l’offerta e il massimo della scelta riservata al cliente era l’opzione sul colore dell’auto da cui spesso si facevano dipendere gli incerti tempi di consegna. Oggi tutto è cambiato: produzione, consumi e informazione hanno assimilato il processo di globalizzazione. L’accresciuta disponibilità di conoscenza rende sempre più veloce il modificarsi dei comportamenti del consumatore alla soddisfazione dei quali l’industria deve orientarsi. 

 

Evoluzione al servizio del cliente 

Il settore dell’auto, in Italia, anche grazie ad una lungimirante azione di informatizzazione attuata dal Ministero dei Trasporti, gode di un sistema di rilevazione, raccolta e analisi dei dati sullo sviluppo della motorizzazione tra i più efficaci al mondo. La conoscenza immediata dei fenomeni di mercato attraverso l’analisi di dati certi diffusi dalla pubblica amministrazione permette di indirizzare nella maniera migliore gli investimenti, contenendo quanto più possibile i costi di produzione e di commercializzazione dell’auto con indiscusso vantaggio per i clienti finali. Non è difficile immaginare infatti che la conoscenza immediata e costante del modificarsi delle scelte del consumatore in un mercato aperto, spinge le imprese a migliorare l’offerta sia in termini qualitativi che dal lato dei prezzi. Purtroppo non tutti concordano sulla tesi appena esposta e allora periodicamente sventolano l’ipotesi che la disponibilità dei numeri potrebbe essere in contrasto con le stringenti norme sulla concorrenza o sulla privacy. Ma il buon senso suggerisce che dovrebbe essere migliorata la capacità di raccolta dei dati del mercato dell’auto e universalmente allargata la platea degli utilizzatori, mentre sarebbe pericolosa la smobilitazione dei sistemi di conoscenza e d’informazione acquisiti. Chi ha paura dei numeri potrebbe riportarci alle targhe di cartone.