Hyundai Kona Hev, per i dipendenti più virtuosi

di Paolo Artemi

Hyundai Kona Hev è l’ibrida di Hyundai con propulsore a benzina da 1.600 centimetri cubi e 105 CV coadiuvato da un elettrico da 43,5 CV. L’auto è un Suv compatto con sofisticati dispositivi di aiuto alla guida.

I numeri dicono che in testa alle hit parade del settore delle auto ibride tradizionali c’è la l’Hyundai Kona Hev, con il suo propulsore a benzina da 1.600 centimetri cubi e 105 cv coadiuvato da un elettrico da 43,5 cv. Sulla carta si presenta molto bene, ha il cambio automatico a sei rapporti più retromarcia a doppia frizione e recupera energia nei rallentamenti e nelle frenate.

Al primo sguardo la Kona fa simpatia: è una Suv compatta lunga 417 centimetri che guadagna ulteriori punti quando ci si accomoda davanti al volante.

Hyundai Kona Hev

IN AUTOSTRADA

Al centro del campo visivo c’è un display da 4,2 pollici che monitora le informazioni relative al sistema ibrido, mentre l’infointrattenimento comunica con guidatore e passeggeri attraverso un grande schermo da 10,25 pollici che accetta di buon grado i comandi vocali.

Via, dunque, verso il primo traguardo della nostra prova su strada nel pavese, ovvero il casello dell’A7 di Gropello Cairoli. È una manciata di chilometri, una decina o giù di lì, su una strada statale con il limite di velocità fissato a 90 l’ora e, a tratti, a 70 km/h che, tra l’altro, è il confine di sotto al quale lavora solo il motore elettrico.

La sigla Ev s’illumina di verde, quindi si viaggia gratis se non fosse per un grosso trattore che fa da chicane mobile e obbliga a un sorpasso con annessa accelerata che fa apprezzare la brillantezza dei 141 cavalli (potenza combinata) a disposizione, ma attiva anche il consumo di benzina.

Sta di fatto che al casello le batterie ne hanno ancora, ma, naturalmente, in autostrada si fanno da parte. C’è però anche la buona notizia: il computer di bordo dice che stando entro i limiti si percorrono circa quindici chilometri con un litro.

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UNA GUIDA VIRTUOSA

Al ritorno, mentre la strada dell’andata scorre al contrario, l’attenzione torna al cruscotto della Kona che di frenata in frenata dice che le batterie si stanno rinforzando i muscoli. Ma svolge anche una preziosa funzione didattica. Per esempio, in autostrada dimostra senza ombra di dubbio che per andare a dieci l’ora in più si aumentano i consumi del 15/20%. Ne vale davvero la pena, considerato che non ci corre dietro nessuno?

Oggi come oggi il piede che vince è quello più leggero sul gas. Ed essere virtuosi alla guida conviene: questa Hyundai sulle statali fa i 22 con un litro e in media si attesta attorno a quota 20 non facendo comunque mai peggio dei 15.

PER I DIPENDENTI

Il tempo di apprezzare il lavoro delle sospensioni nel tentativo di opporsi alle buche che, ahinoi, non sono solo il cruccio dei romani, e la Kona torna a casa. Le considerazioni finali? Nella colonna dei più vanno sicuramente ascritte taglio alla tassa di possesso, il bollo, e libero accesso alle Ztl, insieme ovviamente ai consumi limitati.

Lo stile, le dimensioni, che le permettono di sgattaiolare nel traffico delle città, lo spazio da piccola fuori-grande dentro, la possibilità di scegliere tra 27 tinte anche bicolore per la carrozzeria, i sofisticati dispositivi di aiuto alla guida, i tre allestimenti tra cui scegliere sono tutte carte che un fleet manager può serenamente giocare per premiare i dipendenti più preziosi.