Hyundai i30: il salto di qualità per rivaleggiare con le europee

di Luca Roberti

imageTaglio netto con il passato e un nuovo design “forte” che si riconosce da lontano. Bella fuori, comoda dentro con poltrone accoglienti e ricca dotazione di serie. Nella versione 1.6 CRDi “Blue Drive” sfiora i 200 all’ora pur conservando emissioni e consumi da record: da 97 gr/km di CO2 e fino a 27 km con un litro di gasolio per le versioni cinque porte e wagon.Ci sono case automobilistiche che seguono strategie dettate dalla continuità: ogni nuovo modello deve contenere i “segni”, linea e design, di quello precedente in modo tale che il DNA di quel certo marchio sia sempre ben riconoscibile. In Casa Hyundai invece si è scelta una strada diversa ovvero quella del taglio netto con il passato, per fare vedere a prima vista che qualcosa di importante è cambiato. La nuova i30 è ora riconoscibile tra mille.

Uno stile forte
La nuova generazione di i30 rappresenta il risultato meglio riuscito di questo vero e proprio “cambio di pelle” Hyundai: uno stile forte soprattutto nella zona frontale, con la calandra esagonale (family feeling Hyundai) e le due prese d’aria divise dal fascione paracolpi anteriore che ospita anche la targa. I fendinebbia di dimensioni maxi alle estremità del paraurti si distinguono per un gioco di led, che svolgono il ruolo di luci di posizione. Nervature profonde sul frontale e sul cofano, linea laterale a cuneo con passaruota sporgenti e doppia nervatura (sulla linea delle maniglie ed in basso), profondo portellone posteriore con spoiler, lunotto stretto e bombato, luci posteriori a sviluppo orizzontale che si arrampicano sulla fiancata: sono tutti segni di un design forte, ben riconoscibile, che segue il corso stilistico della Casa coreana denominato “Fluidic Sculpture”. Ed è con questo nuovo “abito” che i30 vuole sfidare la concorrenza del Vecchio Continente, oggi affiancata dalla versione wagon, i cui 19 cm in più aggiungono tanto spazio a disposizione del guidatore, mantenendo sempre efficace la guidabilità. La stessa impronta è riconoscibile nell’abitacolo, spazioso e comodo per la categoria di appartenenza, che presenta come caratteristica specifica una serie di appariscenti finiture in alluminio sia attorno alla consolle centrale fino al tunnel (dove è sistemata la leva del cambio) sia a sottolineare le bocchette di aerazione laterali che a rendere originale il design del volante a quattro razze. A proposito di quest’ultimo merita un rilievo il “Flex Steer”, dispositivo che serve a modificare la risposta del servosterzo: in condizioni standard la posizione è “Normal”, ma si possono scegliere anche quella “Comfort” (più leggero e quindi ideale per le manovre nel traffico), e quella “Sport”, che rende lo sterzo più “solido” per la guida in autostrada. Sempre sul volante si trovano i tasti per il volume e per il “mute” della radio, in basso quelli per il Bluetooth. Sulla destra invece si gestiscono la radio e le funzioni del computer di bordo.

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A bordo
Nell’abitacolo tutte le funzioni principali sono a portata di mano, a partire dal climatizzatore e dalle prese Aux, iPod e Usb. Il cruscotto attira subito l’attenzione per la luce blu di fondo e per i due strumenti circolari (contagiri e velocità) con al centro gli indicatori digitali di carburante e temperatura. Un discorso a parte merita il navigatore che dispone di un ampio schermo (7 pollici), abbinato ad una retrocamera che rende agevole ogni retromarcia. Le poltrone anteriori sono accoglienti per via delle ampie “orecchie” sui fianchi e sulla seduta. Più lineari, ma sempre comodi, i tre posti dietro, dove anche chi sta in mezzo non è sacrificato. Apprezzabili i vani a disposizione sparsi in tutto l’abitacolo. Per i bagagli, infine, lo spazio a disposizione è superiore alla norma quando si viaggia in cinque (378 litri), e imagediventa decisamente abbondante (1.316) a sedili posteriori abbattuti. Sulla wagon, questi valori al vertice del segmento aumentano significativamente: 528 e 1.642 litri. In ogni caso le operazioni di carico e scarico sono agevoli grazie alla buona apertura del portellone e al fondo regolare. Sotto il portabagagli si trova l’alloggiamento della ruota di scorta. Una raffinatezza: gli agganci delle cinture sono rivestiti per evitare rumori.

Sotto il cofano
Le motorizzazioni di i30 comprendono tre propulsori a benzina con 100-120-135 cv di 1.4 e 1.6 litri; stesse cilindrate per quelli a gasolio con 90-110-128 cv. I cambi sono tutti manuali a 6 marce, mentre le versioni (top di gamma) 1.6 possono disporre di una trasmissione automatica a sei rapporti. Per la nostra prova abbiamo scelto la versione più ricca della gamma, 1.6 CRDi Style con 128 cv che, insieme alla 1.6 CRDi Comfort imagecon 110 cv, appare la più richiesta dai clienti aziendali. Su strada mostra un classico comportamento da trazione anteriore: facilità di guida, corretto inserimento in curva anche ad alta velocità, dotata di un buon grip e priva di reazioni scomposte in tema di stabilità. In ogni caso per chi esagera con l’acceleratore c’è l’Esp che interviene in tempo reale: al resto pensano i freni, potenti e mai affaticati. Pochissimo rollio e soprattutto un’insonorizzazione che non lascia passare il rumore del motore. I consumi omologati sono da record (24,3 km/l nel ciclo misto) anche se nel traffico cittadino le percorrenze si ridimensionano. I tre allestimenti (Classic, Comfort e Style) sono comuni sia alla berlina che alla wagon, quest’ultima da fine agosto in concessionaria. Tutte dispongono di una ricca dotazione di serie (6 airbag, Esp, Tcs, Hac, climatizzatore, fendinebbia a led, computer di bordo e radio cd e Mp3). Prezzi a partire da 16.400 euro per la 5 porte (IPT inclusa) e 17.150 euro per la wagon (entrambe versioni 1.4 benzina Classic 100 cv). Incluso un pacchetto che non trova concorrenti; Hyundai l’ha chiamato “Tripla 5” ed è il fiore all’occhiello della Casa coreana: 5 anni di garanzia, 5 anni di assistenza stradale, 5 anni di controlli gratuiti. Il tutto con chilometraggio illimitato, il che fa dormire il cliente della i30 tra due morbidi guanciali.

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