Gruppo Fiorentini, un car pooling tutto elettrico

di Giorgio Costa

Una svolta green più unica che rara nel nostro Paese. Prossimo passo: l’elettrico anche per le auto in fringe benefit.

Più sicurezza, contenimento dei costi ambientali, rientro dell’investimento in poco più di un anno e mezzo. Sono questi gli elementi sulla base dei quali la Pietro Fiorentini, azienda leader del settore dell’energia con sede principale ad Arcugnano (Vicenza), ha deciso di convertire all’elettrico la propria flotta di automezzi. Un caso interessante, quello dell’azienda vicentina, che evidenzia come l’auto elettrica possa essere oggi una possibilità concreta e sostenibile per le imprese.

La Pietro Fiorentini ha scelto la partnership con Volkswagen mettendo nel mirino il modello ID.3 della casa tedesca, in quanto, come spiega il Fleet Manager dell’azienda Lorenzo Groppo, “siamo riusciti finalmente a trovare un’auto che realizzasse la percorrenza promessa e che fosse funzionale alla maggior parte degli spostamenti dei colleghi, oltre a essere in perfetta sintonia con la mission della nostra impresa, per la quale i temi della sostenibilità ambientale sono ogni giorno sempre più fondamentali”.

LA DIMENSIONE DELLA FLOTTA AZIENDALE

La flotta aziendale a supporto dei dipendenti è composta da 300 vetture che sono utilizzate da circa 1.000 persone in Italia. La “rivoluzione” elettrica riguarderà in particolare le 23 auto di pooling, tutte ID.3 Volkswagen. Mezzi per i quali l’azienda ha potuto verificare, testandole per spostamenti tra le proprie sedi, l’autonomia reale delle batterie. Queste auto saranno in strada già a giugno di quest’anno, nel frattempo sono in corso di installazione le colonnine private di ricarica nelle sedi interessate sul territorio nazionale.

“Il punto fondamentale – prosegue Lorenzo Groppo – è stato quello di reperire sul mercato un modello che soddisfacesse realmente i nostri bisogni e che ci garantisse il rispetto dei nostri standard di sicurezza. La collaborazione diretta con Volkswagen Germania è stata fondamentale, ma in car list al momento abbiamo anche modelli di altre case e siamo aperti a collaborazioni con altri produttori”.

IL PESO DELLE STRUMENTAZIONI DI SICUREZZA

Quello della sicurezza è un punto al quale l’azienda presta una particolare attenzione. “Siamo stati da sempre sostenitori degli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems, i sistemi elettronici di assistenza alla guida) – spiega ancora Groppo – che abbiamo installato su auto e autocarri aziendali già a partire dal 2017. Nei primi sei mesi di adozione non abbiamo registrato nemmeno un incidente e in tutto il 2019 i nostri mezzi sono incorsi in sole 9 collisioni: davvero un numero limitato se si pensa a un parco veicoli di quasi 300 mezzi. Prima degli ADAS, infatti, registravamo una media di 40 incidenti l’anno”.

Del resto, anche gli ADAS migliorano di continuo e dal semplice avvertimento sonoro ora i sistemi possono incidere attivamente su volante e velocità (freno), offrendo ai driver un aiuto alla guida con un livello di sicurezza sempre crescente. La scelta elettrica si dimostra vincente anche sotto questo profilo. “Di fatto, se si vogliono mantenere gli standard di rendimento del mezzo in termini di durata della batteria, non si possono superare i limiti di velocità. Per cui, ad esempio, non si può avere un’autonomia di 300 km in modalità full electric se si viaggia in autostrada oltre i 130 km/h. Si tratta quindi di una limitazione ‘automatica’ nelle modalità di guida del driver, che va a tutto vantaggio della sicurezza” conclude Groppo.

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Lorenzo Groppo, fleet manager del Gruppo Fiorentini
Lorenzo Groppo, fleet manager del Gruppo Fiorentini

IL RUOLO DEI VEICOLI ELETTRICI

Per la Pietro Fiorentini, l’elettrico diventerà una scelta importante anche per le auto non di servizio. Il prossimo passo, infatti, sarà quello di convertire all’elettrico o all’ibrido anche i veicoli che vengono assegnati ai dipendenti, non appena saranno disponibili sul mercato più modelli rispetto a quelli disponibili al momento. Del resto, i mezzi elettrici hanno performance ambientali migliori rispetto alle alternative a benzina o diesel: prendendo come riferimento 20 veicoli, la riduzione annua stimata in termini di emissioni CO2 è di circa 64,2 tonnellate, ossia l’anidride carbonica assorbita in dodici mesi da più di 2.140 alberi.

Entro febbraio l’azienda avvierà una survey per tutti i dipendenti che utilizzano un veicolo in fringe benefit, per capire il tipo di uso che viene fatto del mezzo e valutare la conversione a modelli con motore elettrico o ibrido. Per un’azienda che pone la responsabilità ambientale al primo posto e sul fronte della gestione dei mezzi ha come driver principale la sicurezza, l’elettrico appare, su entrambi i fronti, la strada migliore da percorrere.  

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