Golf VII, costruita per essere perfetta di Roberto Mazzanti

di Roberto Mazzanti

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Linea più aerodinamica, pur senza strappi con la tradizione. Grande cura nell’assemblaggio e materiali di qualità nell’abitacolo. Due motori a benzina e altrettanti turbodiesel: con il 2.0 TDI si toccano i 216 km/h pur conservando consumi contenuti. In questa nuova versione occupa certamente un posto di rilievo tra i modelli Premium del Segmento C.

Come si fa a trasformare l’”auto del popolo” in un modello Premium? Alla Volkswagen sembra proprio che ci siano riusciti con la nuova Golf che, approdata alla settima generazione, mostra di avere le carte in regola per insidiare alcune blasonate rivali nell’elite del Segmento C.

L’esperienza accumulata con i 30 milioni di unità di Golf vendute nel mondo sino ad oggi indubbiamente è servita ai tecnici tedeschi per affinare nel tempo le qualità di questo nuovo modello, però senza mai tradire le origini, ma conservando uno stile inconfondibile nonostante i 38 anni di vita alle spalle che hanno imposto via via ammodernamenti e soluzioni in linea con l’evoluzione del mercato dell’auto. Il “fil rouge” che unisce la prima edizione, disegnata da Giorgetto Giugiaro, a quest’ultima, realizzata sotto la guida di un altro designer italiano (Walter de Silva), non ha mai subito strappi, ma si è dipanato negli anni solo con leggere (ma costanti) modifiche alla ricerca della linea più efficiente, gradevole e…sempre inconfondibile, per non “diluire” le doti di riconoscibilità acquisite dalla Golf nei suoi 38 anni di vita.

AutoAziendaliMagazine_9_gennaio2013low.pdf - Adobe Acrobat Pro100% Golf
Il primo approccio alla Golf VII è spiazzante. Ci giri attorno e pensi: “E’ una Golf al 100%”. Poi osservi con attenzione la linea e ti accorgi che è decisamente nuova: più bassa e più larga, esprime dinamismo e, per certi versi, perfezione, dal momento che la carrozzeria sembra uscita da un pezzo unico, monolitica, assemblata senza un millimetro di spazio tra una parte e l’altra. La nuova Golf è più lunga di 56 millimetri (per un totale di 4,25 metri) con un aumento del passo di 59 mm. Il risultato? Più spazio a bordo per i passeggeri e un bagagliaio più capiente (380 litri contro i 350 della precedente generazione). Ma a fare la differenza sono soprattutto i 28 mm in meno di altezza ed i 13 in più di larghezza che danno della Golf VII l’immagine di un’auto ben piantata per terra, con tratti orizzontali e linee tese.

imageAll’interno
La grande qualità che si apprezza all’esterno trova un eguale riscontro nell’abitacolo dove forme, materiali e soluzioni trasformano la nuova Golf in un moderno e comodo salotto. Per chi si mette al volante risulta piacevole (perché di immediata comprensione) l’ordine con il quale sono stati sistemati i molti comandi e lo sviluppo della consolle centrale che comprende dall’alto l’impianto multimediale (navigatore, autoradio e vivavoce Bluetooth), i tasti per il clima bizona, la leva del cambio, un ampio portaoggetti e i pulsanti del freno elettronico e dell’auto-hold per le ripartenze in salita.

Golf VII 2.0 TDiIl cruscotto è di forma tradizionale con quattro strumenti analogici (tachimetro, contagiri, livello combustibile, temperatura acqua: nel display centrale la temperatura dell’olio). E’ possibile averlo a colori come optional (145 euro). Nonostante l’abbassamento del corpo vettura di 3 centimetri, la visibilità per il pilota è buona ed anche lo spazio sopra la testa dei passeggeri sufficiente. Sedili in tessuto e pelle, sempre austeri e rigidi in perfetto stile Volkswagen. Le sospensioni isolano bene l’abitacolo dalle sconnessioni del fondo stradale senza naturalmente penalizzare l’assetto. A questo proposito sono previste tre possibilità (Comfort, Normal, Sport) che vengono scelte attraverso il sistema multimediale con la selezione dal menu del profilo di guida preferito.

AutoAziendaliMagazine_9_gennaio2013low.pdf - Adobe Acrobat ProPropulsori
La gamma dei motori si articola su due benzina e su altrettanti turbodiesel: alla base troviamo l’1.2 litri TSI da 105 cv che nella versione Trendline rappresenta anche il modello d’attacco con i suoi 17.800 euro sottolineati con enfasi in tutte le campagne pubblicitarie di Volkswagen. Il secondo benzina è l’1.4 litri TSI che si propone in due potenze: 122 e 140 cv. La famiglia dei turbodiesel parte dall’1.6 litri TDI con 105 cv e sale al 2.0 TDI con 150 cv. A seconda delle versioni si può avere come optional da 1.900 euro il cambio automatico a doppia frizione DSG che dimostra di valere tutto il supplemento richiesto. In seguito (primavera) arriverà l’atteso benzina 1.4 TSI da 140 cv con ACT (ActiveCylinder Technology), il sistema che a bassi e medi regimi disattiva due dei quattro cilindri per ridurre ulteriormente i consumi.

Su strada
Per la nostra prova abbiamo scelto il 2.0 TDI nella versione più ricca (Highline): il motore prende i giri con grande elasticità anche quando si viaggia con un filo di gas. E’ piacevolmente silenzioso e non fa sentire l’effetto del turbo tanto è dolce e lineare l’allungo. E’ divertente perché quando serve si traveste da sportiva per regalare una guida spigliata aiutata in questo dalle sospensioni (soprattutto quelle raffinate a controllo elettronico), dallo sterzo diretto e dalla cura dimagrante che ha subìto (-100 kg). Per le manovre ci sono i sensori davanti, dietro e laterali la cui azione compare stilizzata sullo schermo del navigatore; la leva del cambio, per chi adotta il manuale a 6 marce, è a portata di mano del pilota in posizione comoda; la silenziosità dell’abitacolo è garantita dalla buona insonorizzazione, ma anche dalla lontananza della voce del motore e dall’assenza di fruscii aerodinamici. Anche il rumore di rotolamento delle gomme è molto contenuto. Infine i consumi si dimostrano più che onesti in rapporto alle prestazioni offerte.

In conclusione questa Golf VII appare particolarmente apprezzabile sia per lo stile sia perché risponde alle esigenze dell’automobilista d’oggi.

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