Gli esperti rispondono

di Carla Brighenti e Davide De Giorgi

carla-brighenti-davide-de-giorgiL’auto aziendale, GPS e privacy del lavoratore.

 Quesito: Buongiorno, stiamo valutando l’opportunità di dotare l’auto aziendale del sistema GPS al fine di monitorare il suo corretto utilizzo. Nel caso di utilizzo “improprio” dell’auto aziendale da parte del dipendente, è possibile irrogare la sanzione del licenziamento?

Caro lettore, geolocalizzare il bene aziendale è un diritto del datore di lavoro che lo può esercitare con il fine di tutelare il patrimonio aziendale. Se dal trattamento dei dati scaturiti dalla geolocalizzazione del bene si apprende che il lavoratore utilizza il bene aziendale per scopi “altri” rispetto agli incarichi affidati e fuori dal perimetro di affidamento, le risultanze che ne derivano, possono essere utilizzate legittimamente per giustificare il licenziamento del lavoratore.

Con la sentenza n. 2044 del 12 ottobre 2015, la Corte di Cassazione ha affrontato per la prima volta il tema della legittimità dei controlli difensivi effettuati dal datore di lavoro nei confronti del lavoratore, da un lato, con l’ausilio di agenzie investigative, e dall’altro, attraverso il trattamento dei dati forniti dal sistema GPS dell’auto concessa in uso al collaboratore per l’espletamento dei doveri contrattuali.

In questa circostanza, la Corte, alimentando quel filone giurisprudenziale che ritiene lecito il controllo difensivo svolto dalla società al fine di individuare i comportamenti del lavoratore lesivi del patrimonio e dell’immagine aziendale, dichiara legittimo il licenziamento del lavoratore che viene “geolocalizzato” ad intrattenersi al bar, in locali di tavola calda o comunque fuori della zona di attività dell’impresa e per conversare, ridere o scherzare con i colleghi durante l’orario di lavoro.

La Corte di Cassazione, dopo aver effettuato, seppur in modo stringato e con le dovute cautele, un giudizio di bilanciamento tra gli interessi contrapposti in gioco (tutela del patrimonio aziendale vs. tutela della riservatezza), manifesta un primo orientamento positivo. Avallando la legittimità del licenziamento, la Corte si dimostra incline all’attuazione conforme del pensiero espresso dal Legislatore con il c.d. jobs act.

Tra le novità c’è la modifica dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, una norma, è bene ricordarlo, datata 1970, emanata quindi in tempi e con riferimento a un contesto tecnologico e produttivo significativamente diverso da quello attuale.

La nuova formulazione distingue nettamente il controllo a distanza sugli impianti dal controllo a distanza sugli strumenti di lavoro. I controlli a distanza sugli impianti, finalizzati alla vigilanza sulla prestazione lavorativa, continuano ad essere sempre vietati , ad esclusione del caso in cui, con un’autorizzazione sindacale o amministrativa, le apparecchiature tecnologiche installate siano dirette a organizzare il lavoro e/o a garantirne la sicurezza.

Gli esperti rispondonoPer i controlli a distanza sugli strumenti di lavoro, invece, è sufficiente garantire il rispetto della riservatezza secondo le norme generali dell’ordinamento.

 

Costi chilometrici 2016.

Quesito: un nostro Lettore ci scrive chiedendoci se, anche quest’anno, sono state aggiornate le Tabelle utili alla quantificazione del fringe benefit in caso di assegnazione al dipendente dell’auto aziendale anche per un uso privato, c.d. uso promiscuo.

Caro lettore, anche quest’anno, come di consueto, è stato pubblicato il comunicato stampa con il quale si sono rese disponibili le nuove Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI (GU Serie Generale n.291 del 15-12-2015 – Suppl. Ordinario n. 66). Si rammenta che l’utilizzo promiscuo da parte del dipendente deve essere provato da idonea documentazione, quale, ad esempio, una specifica clausola apposta nel contratto di lavoro dipendente. La maggior parte del periodo di imposta implica invece che il veicolo deve essere assegnato al dipendente per un lasso temporale non inferiore a 183 giorni (ovvero la metà di 365 giorni). In capo al dipendente, il relativo fringe benefit è quantificato forfetariamente in misura pari al 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale del veicolo pari a 15.000 Km annui calcolati sulla base del costo chilometrico indicato dalle tabelle nazionali ACI.

Inoltre, la base imponibile del fringe benefit tassato in capo al dipendente deve essere determinata al netto delle somme eventualmente trattenute allo stesso per l’utilizzo del veicolo.